lunedì 15 aprile 2013

Il diario segreto di Anna Bolena – Il controcanto


Non potevo accantonare il discorso Tudor senza ascoltare anche la sua voce. Almeno,  per un po’ di tempo. I Tudor torneranno su queste pagine elettroniche tra diverso tempo, quando riuscirò a mettere le mani sull’ultima fatica di Margaret George, la biografia di Elisabetta I, la splendida figlia della Grande Cortigiana. Robin Maxwell è una scrittrice e sceneggiatrice americana esperta di storia inglese, cui ha dedicato la maggior parte della sua produzione letteraria: per gli altri titoli (tra cui un altro libro sulla giovinezza di Anna Bolena, e sulla vita di Riccardo III) e per ulteriori informazioni sulla sua vita, consiglio il suo bel sito: www.robinmaxwell.com. Il Diario segreto di Anna Bolena si apre con Elisabetta I, venticinquenne regina d’Inghilterra. Bella, splendente, colta, accorta, saggia, e inquieta. E’ nubile, e i suoi consiglieri si affannano a tormentarla (almeno finché lei glielo permette, e molto poco) sulla questione matrimonio. Elisabetta deve sposarsi, ma dev’essere particolarmente attenta a farlo. Se sposa un principe straniero, l’Inghilterra potrebbe diventare una provincia del regno di un altro (come le odiate Spagna e Francia). Se dovesse scegliere in casa propria…chi potrebbe mai essere, considerando le passate case regnanti degli York, dei Lancaster, che sopravvivono ancora, e coloro che mal digeriscono una regina non cattolica, figlia del controverso Enrico VIII e della sua innominabile cortigiana? Il cuore di Elisabetta palpita per il giovane Robert Dudley, futuro conte di Leicester, bello e ambizioso, accomunato alla regina da un passato nella Torre di Londra, quando la loro esistenza dipendeva dagli umori instabili dell’altra figlia di Enrico VIII, Bloody Mary. La ragion di Stato, che però parla fortissimo in lei, la convince a stare attenta, a essere guardinga: Elisabetta è innamorata soprattutto del suo regno. Prima ancora di chiarirsi le idee su come muoversi in futuro nel campo minato chiamato “matrimonio da fare”, lei si considera già sposata all’Inghilterra.
C’è un’altra voce in lei, che parte da più lontano, e che l’ammonisce a non lasciarsi andare debolmente nei rapporti con gli uomini, anche con il suo adorato Robin Dudley, ed è quella che si è formata negli anni in cui Enrico suo padre l’aveva mandata via dalla corte dopo la morte di Anna Bolena, quando venne presentata a tutte le mogli che la seguirono, quando dovette affrontare il pensiero molesto che la sua sorellastra di origini spagnole poteva portarle via, oltre al regno, anche la vita. Elisabetta è figlia di suo padre nei colori, nel fascino con cui avvince gli altri, nell’amore per le cose belle e l’arte, nella collera lanciata sui poveri malcapitati, ma non è soggetta a quel sentimentalismo che spesso rendeva cieco e manipolabile Enrico VIII. Mentre è immersa nei suoi pensieri preoccupati sul matrimonio cui deve assoggettarsi, una vecchissima dama le chiede udienza e le affida un tesoro impensato, di cui nessun vivente era più a conoscenza.
Il diario di Anna Bolena: un libriccino rivestito di cuoio consumato, coperto dei pensieri nascosti della Grande Cortigiana. Elisabetta, che non ha mai nominato sua madre, ma che ha sempre considerato suo padre  come l’unico modello, scopre l’esistenza di un buco nero dentro di lei, che vuole essere colmato dalla conoscenza, per quanto lontana, di chi era davvero sua madre. Insieme alla giovane regina, ci vestiamo della carne di Anna Bolena e viviamo gli eventi che la portano sul trono d’Inghilterra e poi alla Torre, un giorno prima dell’esecuzione. Scopriamo tutte le difficoltà che Anna dovette sopportare: il vedersi manipolata e usata da un padre affarista, tutto teso a venderla al re, e mordere il freno per sopportare con dignità una compravendita che la colpiva sul vivo nella sua identità di donna. Rimpiangiamo con lei un amore per un altro uomo, distrutto dalla lussuria e dalla volontà capricciosa del sovrano, ci gira la testa del grande onore di cui ci riveste, preghiamo di esserne degne. Preghiamo soprattutto per innamorarci di questo sconosciuto potentissimo, che s’impone alla nostra anima e al nostro corpo. Riusciamo per breve tempo a sentirci innamorate…per poi essere gettate nella disperazione, accusate di stregoneria, cattiveria e perfidia perché non riusciamo a compiere il nostro dovere biologico.  Enrico VIII figura come un essere mostruoso (non ancora fisicamente), condotto unicamente dalla sua lussuria, su cui ogni tanto fa prevalere una mente calcolatrice, insensibile agli esseri umani che ha calpestato per raggiungere i suoi scopi. Anna, tuttavia, non è una santa. Si arrabbia, sfida il sovrano sbagliando tempi e umori, si lascia trasportare dalla sua esasperazione e dalla sua insicurezza. I suoi salti d’umore la fanno sembrare bizzarra, strana, la fanno sospettare di stregoneria, ma si tratta di una donna che tenta di resistere con coraggio in una situazione molto più complicata e pesante di lei. Elisabetta chiude gli occhi, all’ultima pagina del diario, che Anna ha scritto dedicandola a lei, bimba ancora ignara di se stessa e del suo ruolo, ed evoca un bellissimo ricordo sepolto nella sua memoria, in cui rivive le braccia e le risate di sua madre su di lei. Rafforzata da questa consapevolezza, che sua madre, la Grande Cortigiana, la Strega marchiata, l’amava e ha lottato per lei ogni volta che ha potuto, Elisabetta riapre gli occhi e agisce per spazzare via tutti i dubbi che nutriva su di sé, sul suo ruolo, e sul matrimonio. Ora sa cosa fare.

18 commenti:

  1. libro davvero molto interessante, peccato che ho visto sia difficile, se non impossibile, da trovare!! =(
    poi io ho sempre avuto una certa curiosità sulla figura di Anna Bolena, la cui unica sfortuna è stata quella di non dare un figlio maschio al re, altrimenti penso che Enrico VIII non se ne sarebbe sposato altre 4dopo di lei.... ma purtroppo gira tutto intorno ad un SE. E sostengo sia stato lei il vero amore di Enrico, e non Jane Seymour come molti sostengono per il semplice fatto che si è fatto seppellire accanto a lei... penso che lo abbia fatto per il semplice motivo che è stata la prima regina ad avergli dato il tanto desiderato figlio maschio.
    Poi devo ancora documentarmi bene sulla famiglia Tudors, magari leggendo più biografie mi faccio un'idea migliore!

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    1. Non si trova più nelle librerie? Prova dai remainders, o su Amazon...in effetti, io l'ho acquistato diversi anni fa. Sempre che non sia stato convertito in ebook, nel frattempo, su qualche sito.
      Anche a me è sempre piaciuta molto Anna Bolena: è una figura molto particolare. La Fraser nel suo libro incrocia diverse fonti da cui emerge una donna piacevole con cui passare il tempo: colta, brava danzatrice e musicista, in grado di parlare almeno due lingue correntemente, battuta pronta e conversazione brillante. Sono tutte caratteristiche che rendevano una donna desiderabile, e lei era giovane, non bellissima, ma affascinante e misteriosa. In più, era stata all'estero, a quella corte francese odiata e invidiata dagli inglesi. Volente o nolente, con la Francia era necessario fare i conti in tutti gli ambiti, dalla moda alla lingua, alla letteratura, l'arte e la politica. Ed Enrico VIII aveva già più di quarant'anni, vent'anni di matrimonio pesante alle spalle, una delusione e un'impazienza sempre più forti. Non so dire se sia stata proprio Anna Bolena il vero amore del re...di sicuro, è stata la donna che lo ha colpito e affascinato maggiormente in profondità, e non per stregoneria, come sosteneva. Dalle fonti, emerge una donna di spirito indipendente, capace di pensare con la propria testa, fare le proprie scelte (pensiamo alla riforma religiosa, che lei sosteneva con forza), aggressiva e poco paziente verso la condizione femminile del suo tempo, che vedeva le donne merci di scambio graziose e necessarie per scaldare letti e sfornare figli. La sua sfortuna è stata quella di non dare un figlio maschio al re, come hai detto tu, e anche quella di non aver saputo trattenere la propria delusione e la propria lingua. Nonché quella di non amare così tanto il re...almeno, non al punto di sottomettersi a lui completamente, come invece fece Jane Seymour. Costei aveva come motto "nient'altra volontà che la sua", per cui non si sarebbe mai opposta al re e alle sue scelte, e non gli teneva testa come faceva Anna, che lo sfidò e perse vita e testa. E come andò in seguito? Il figlio di Jane Seymour non superò l'adolescenza, stroncato dalle cure eccessive della sua famiglia che lo voleva assolutamente sul trono per proseguire a esercitare il suo potere. La figlia di Anna Bolena, la "bastarda" Elisabetta, brillò come una stella inarrivabile per secoli, anche dopo la sua morte. L'unica altra regina che può esserle accostata, per grandezza, importanza, spirito e impatto sulla società, è Vittoria, quattrocento anni dopo.

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    2. Elisabetta I, che gran donna. Jane Seymour non l'ho proprio mai "sopportata" proprio per questo suo essere completamente sottomessa al re. Preferisco Anna Bolena proprio perchè aveva una sua testa! Sicuramente i prossimi della lista saranno le biografie sulla famiglia Tudors, è da troppo tempo che ce li ho, devo leggerli!

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    3. Ottimo! E se hai qualche titolo interessante sottomano, facci sapere...non si sa mai abbastanza sui Tudor! :-D

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  2. Credo che il figlio maschio fosse solo un pretesto per quel re così volubile… e l’erede maschio – come ha detto Loredana – ebbe davvero vita breve. Tra l’altro c’è un altro libro sul “dopo EnricoVIII ed il breve regno di Edward”, di cui non ricordo il titolo, ma da cui trassero un film la cui protagonista – mi pare fosse lady Jane Grey, designata dagli intriganti di corte a sposare Edward – era interpretata da una giovane Elena Bonham-Carter: non ricordo tutti i dettagli storici, tante erano le trame e le cospirazioni. A distanza di secoli possiamo dire che Elisabetta fu davvero la sintesi di quei due genitori così particolari: determinazione, intelligenza ed una forza adamantina.

    Giovy, è vero: Loredana ama “ripescare” anche libri non più sul mercato (andiamo oltre le mode), ma puoi provare in biblioteca…

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    1. ...e come "afferratore di pretesti", Enrico VIII era campione mondiale. Ricordo anch'io quel libro, che forse era intitolato proprio Lady Jane, con Helena Bonham-Carter in copertina. Ho dato un veloce sguardo, e ho trovato questo: http://www.libreriauniversitaria.it/innocent-traitor-novel-lady-jane/book/9780345495341.
      Tuttavia, non credo che sia quello il libro cui mi riferisco. Helena Bonham-Carter impersonò Lady Jane nel 1986, per cui il libro dovrebbe avere almeno quell'anno di edizione o precedente. La giovane Lady Jane fu un danno collaterale. Se non sbaglio era a servizio da Catherine Parr, e apparteneva ad una delle famiglie più potenti (tra Howard e Seymour) per parentela. Fu facile approfittarsi di lei e poi mandarla a morte per alto tradimento. In ogni caso, potrebbe valer la pena approfondire la conoscenza di questa figuretta, se riesco a trovare qualcosa, tra un po'.

      E a proposito di ripescare libri non più sul mercato, tra poco ne arrivano altri (non sui Tudor, prometto. Prendo una pausetta anche da loro, come per i vampiri) :-)

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    2. giusto la biblioteca, non ci avevo pensato!! grazie Marzia!! =)
      di cosa tratteranno i prossimi libri?!!?

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    3. In anteprima, posso dirti Titanic e Dr Jekyll/Mr Hyde. Sono altri due argomenti che mi hanno sempre interessato molto.

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    4. Dr Jekyll/Mr Hyde ultimamente mi sta incuriosendo, quindi sono molto curiosa a riguardo!! =)

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    5. Allora penso ti piacerà quello di cui parlerò...:-)

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  3. Sì, lady Jane era comunque nell'ambiente, imparentata ad una grande famiglia (la memoria fa un po' cilecca).

    Brava, evita i vampiri e ripesca! A volte è irritante trovare sempre lo stesso libro ovunque, tra cori da stadio (chi osanna l'autore pseudo-emergente e chi lo demolisce). Il mondo è pieno di libri...

    (ti ricordo che hai promesso di evitare i vampiri fino a giugno INCLUSO)

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    1. ...ah, era incluso? Mi ricordavo giugno, ma non la seconda parte. Sbadata...:-D
      In ogni caso, DOPO giugno riprenderò a parlare di vampiri. O meglio, di cacciatori di vampiri. Ci sono alcuni libri che meritano, anche se sono stati sommersi dai diari di vampiri, da twilight, ecc.

      Hai ragione sul trovare gli stessi libri ovunque. Per questo motivo andrò sempre di più a ripescare nella memoria e nella libreria, visto che ho parlato abbastanza dei libri più o meno di moda. E a me non piacciono poi così tanto le mode, e tantomeno seguirle. :-)

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  4. ...era incluso, sì, non fare la gnorri!
    Dr. Jekyll m'ispira.
    Titanic... non lo so, mi parte nella testa la voce di C.Dion brrrrr-brrrr

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    1. In uno dei libri di cui parlerò, il Titanic compare proprio come punto di svolta nella vicenda delle protagoniste. Credo di avertelo prestato...è un libro piuttosto vecchio, che arriva da quando ero socia Euroclub. Chissà se esiste ancora.
      Prometto che parlerò poco del film, che pure mi è piaciuto molto, ma per motivi diversi da quelli normalmente accettati (e ti pareva). Io ho guardato il film di Cameron soprattutto per la nave. La storia d'amore mi lasciava indifferente. Sono allergica alle storie d'amore, sempre di più. O meglio, al modo in cui se ne parla comunemente.

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  5. sì, credo di sì. Cos'è, "Amanda Miranda"? o l'altro di cui- ovviamente-mi sfugge il titolo?

    Comunicazione di servizio: l'Euroclub è stato assorbito dalla Mondadori

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    1. Esatto, è proprio quello!

      Ah, ecco...questa notizia mi risveglia qualcosa nella memoria. Possibile che ne avessi letto e poi avessi rimosso?

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  6. cerco di stare molto dietro alle uscite che riguardano elizabeth I direttamente o indirettamente perchè è un personaggio che mi affascina moltissimo ma questo libro mi era proprio sfuggito, vedrò di rimediare :)

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    1. Purtroppo questo risulta esaurito, almeno cartaceo: magari lo trovi in ebook!

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