martedì 3 maggio 2016

Dialoghi con l'Amanita#20 - Poche idee e ben confuse – L’Amanita, i distillati e le pulizie di primavera

LoreGasp e L'Amanita

Da tempo ho preso coscienza di una trista realtà: i libri da leggere aumentano, ma per quanto profondi possano essere quei pochi scaffali che voglio riempire, lo spazio diminuisce. 

Non so se è un contrappasso dantesco, la legge di Murphy (Loredana, chi è costui?) o un oltraggio personale. Spesso propendo per quest’ultima risposta, ma sono consapevole della scarsa obiettività che può affliggere il Lettore Furioso.

In breve: non ho spazio; ammucchio nel doppiofondo sempre più frequentemente di quanto vorrei, ma spostare non basta più. Scagli il primo libro il Lettore Furioso – non facente parte della categoria Rockefeller & simili – con più libri che scaffali!

Confesso anche che conservavo ancora libri comprati quarant’anni fa. Ci pensi? Leggere sul cartoncino ormai consunto BEN “lire 2.500”…

Bando alla malinconia, ho deciso di sgombrare almeno lo scaffale della collana per ragazzi; be’, quasi tutti: rimangono Salgari, Verne, Kipling. Impossibile liberarmene.

Ma a parte questo, scorrendo i titoli, sono sorte alcune considerazioni.


Piccola carrellata di titoli: Senza famiglia di Malot (amnesia? Canticchia dolce Rémyyyy…, ecco, proprio “isso”), Cuore (mai letto, attacco di orticaria al primo capitolo), Pinocchio (idem), le varie Piccole donne, Pollyanna, eccetera. Alla faccia dei libri per bambini: ‘sti poveri disgraziati, in un mare di melassa, sono bastonati una pagina sì e pure l’altra! Sì, sono sopravvissuta senza traumi particolari, ma leggevo anche generi diversi. Capisci perché da bambina adoravo Diabolik e Tex, che risolveva i problemi con la dinamite… devo aver spesso pensato di mandare Tex in altri libri: sbrigativo, ma efficace, avrebbe risparmiato parecchi mal di pancia altrove.

E torniamo al già dibattuto tema dei distillati. Con la recente bonifica mi sono resa conto della rapina perpetrata ai danni dell’innocente furiosa in erba (sorge un dubbio: l’erba è tossica?): almeno due su tre sono “edizioni ridotte”. Oggi faticherei a leggerli, ma all’epoca avrei voluto restare in quei libri molto di più. Per quanto stucchevole, avrei voluto piangere su tutte le disgrazie di Rémy o approfondire i problemi dell’Inghilterra industriale di fine ‘800 di Shirley – a proposito: qualcuno dovrebbe spiegarmi perché s’intitola Shirley, quando si occupa più delle faccende di un’altra donzella. 

Ora, una bambina di otto anni che sgraffigna i libri ai parenti più vecchi e si trova di fronte all’Eugenia Grandet di Balzac in edizione integrale (capisci perché sento le rane?) e finisce di leggerlo senza protestare… be’, si fa per dire, mi conosci: lo gnomo sputa sentenze ha sempre qualcosa da ridire, ma è un’altra questione. In ogni caso non contestavo la lunghezza del libro, ma il contenuto e anni dopo ho capito anche il motivo delle proteste. 

Morale della favola: ora sulla scrivania ho “Il conte di Montecristo” – il triplo del libercolo della mia infanzia. Se penso che ho insultato Andrea Giordana (sì, per me Dantès ha la faccia di quell’attore) perché il suo conte non era come quello del libro…

Ecco, alla fine sono arrivata alla domanda.

Lasciamo stare i due tavolini straripanti e lo spazio calante e restiamo sui distillati. Hai qualche versione ridotta da reintegrare? O magari l’opposto: hai letto il condensato e ti è passata la voglia di leggere la versione integrale?

(A proposito di francesi: Monsieur le Comte… et maintenant, à nos deux!)

Iniziamo con una definizione dicesi Legge di Murphy… »un insieme di paradossi pseudo-scientifici a carattere ironico e caricaturale. Si possono idealmente riassumere nel primo assioma, che è in realtà la "Legge di Murphy" vera e propria, che ha dato il titolo a tutto il pensiero "murphologico":
« Se qualcosa può andar male, andrà male. (o, in altra versione o forse traduzione più letteraria, "se qualcosa può andar male, lo farà") »

L'autore e stilatore della “summa” sulla "murphologia" è Arthur Bloch. », sempiterno Wikipedia. Credo che sia uno dei siti che frequento di più in assoluto, durante la mia vita di cybernauta molto sui generis

Ho vissuto una specie di ritorno al passato, quando hai parlato di 2500 Lire, sul cartoncino consunto…quello che mi prende ogni volta che torno a casa dai miei, guardo la mia vecchia libreria e vedo 8000 Lire sul retro delle edizioni tascabili dei Bompiani, quasi tutti di Harold Robbins ! Una specie di capsula del tempo. Apro uno di quei libri, e 30 anni volano via, almeno, e risento emergere persino i battiti cardiaci della me ragazzina dell’epoca. Sto divagando, ma parlare e scrivere di libri mi fa questo effetto.

Un effetto capsula del tempo che ha continuato ad accompagnarmi man mano che leggevo le tue parole e rivedevo me bambina che s’incantava di fronte alla libreria fornitissima di una vicina di casa presso cui mi parcheggiavano saltuariamente…notata la mia espressione estatica di fronte a quegli oggetti fascicolati, la gentile signora mi permise di leggere i libri per ragazzi che appartenevano alla figlia, e anch’io feci la conoscenza di Remy, e della fanciulla che ispirò Péline…ora che ci penso. Perché andavano tanto quelle storie di ragazzini abbandonati, che dovevano patire odissee vere e proprie per sopravvivere e per poi ricongiungersi con le loro vere famiglie ? Un retaggio ottocentesco ? Ok, erano gli anni ’70, ma del XX secolo…non eravamo poi così vicine a Dickens, che si divertiva a creare orfani sventurati in giro per il mondo !

Ora griderei al condizionamento…ma svilupperò questo tema in altro luogo, in altri post.

Per quanto riguarda le versioni ridotte da integrare, non ne ricordo. O meglio, quelle che ho letto mi hanno indirizzato subito alla versione lunga. Quando ho capito che la riduzione mi privava di un pezzo consistente di piacere di leggere, mi sono rifiutata di prenderle ancora in considerazione…solo versioni lunghe e senza censure per me, grazie ! E no, non ricordo di distillati o  versioni ridotte che mi abbiano fatto passare la voglia di passare al resto : ero troppo curiosa, dovevo sapere.

Concludo dicendo che non credo che prenderò mai in considerazione di leggere un libro ridotto : un libro breve sì, ma completo. Le riduzioni non fanno per me. Se non ho tempo di leggere i tomi che mi piacciono tanto, rimando a momenti di vacanza, dove so che mi posso dedicare alle lunghe storie e alle evoluzioni complicate.

2 commenti:

  1. Evoluzioni complicate? Ti consiglio Montecristo: mamma, che “abbuffata”!

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    Risposte
    1. Ah, non faccio fatica a immaginarlo...:-D E non vedo l'ora di poter rileggere Montecristo, a questa età, con tutt'altro atteggiamento! Chissà che ci tiro fuori. Dopo il Salone del Libro, però...

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