martedì 24 maggio 2016

Salottino dei Libri, Giaveno – Nove autori in Libro

LoreGasp

E si è appena conclusa un’altra avventura libresca del Blog: allestire un Salottino dei Libri a misura d’uomo, dopo lo spiegamento di forze del Salone del Libro. Tutto in una domenica, a Giaveno, presso Il Piacere di creare.

Come da programma, il mattino è stato dedicato ai bambini e alle letture a voce alta per loro: una fiaba animata, da me e da Irene Ferrara, che è stata lasciata con un finale sospeso. 

Ai bambini toccava finirla, mettendosi a disegnarla su un foglio, colorando, aggiungendo e tagliando figurine di carta con alcuni dei personaggi della storia. Irene è la fata dei bambini: anima le storie che sceglie personalmente (e sono tutte belle, e interessanti: alcune le ho lette anch’io con piacere), e crea oggetti bellissimi e di gusto, oltre a saper spingere la fantasia dei bambini a uscire e a riversarsi fuori. Non solo nel costruire oggetti utili con materiali di riciclo, ma anche nell’inventare storie e nel non aver paura a proporle.


9 autori 9
Il pomeriggio era tutto dedicato agli adulti. Dopo il caffè del pranzo, è sembrato naturale proseguire con il Caffè Letterario con gli autori. Ecco lo schieramento completo, con relative scuderie, e titolo del libro SCRITTO: Marco Sartori (Il mistero della montagna, Spunto Edizioni), Luigi Bonomi (I custodi delle stelle, Spunto Edizioni), Giulio Giai (Storie da bere e da mangiare, Spunto Edizioni), Nella Scoppapietra (La musica addosso, Spunto Edizioni), Anna Serra (Sospetti sul lago, Spunto Edizioni), Lucia Giongrandi (Dove sei, Spunto Edizioni), Rosanna Caraci (La fame di Bianca Neve, Impremix), Valeria Amerano (Nuda proprietà, Impremix) e Maria Grazia Pasqual (Aurora, tesoro, scrivi ancora…Impremix).

Come avevo già anticipato, nessuno di loro avrebbe presentato il proprio libro, ma avrebbe parlato di quello che si porta dentro il cuore, e che si porterebbe via per primo in caso di incendio o di trasloco. Dopo averlo depositato in una cesta vicino alla mia postazione, la graziosissima ed educatissima figlia di uno degli autori mi ha fatto gentilmente da “valletta” e ha pescato, a seconda del suo desiderio, un libro da cui iniziare la discussione. Ed è stato un bene, perché io avrei iniziato da UNO, o meglio, l’UNICO (avete indovinato tutti, lo so) e poi non ci sarebbe stata più storia.

Il calcio d’inizio è partito da Una piccola libreria di Parigi, di Nina George, scelto da Lucia Giongrandi (Dove sei): la “farmacia letteraria” di circa 8000 libri sullo sfondo di un viaggio, di un percorso alla ricerca dell’amore vero, un amore perduto all’improvviso tanto tempo prima. Ora, è difficile rintracciare il percorso esatto che il nostro viaggio da salotto letterario ha seguito, tappa per tappa; forse posso invertire l’ordine di apparizione, ma per ciascuno mi è rimasto impresso un elemento, una caratteristica risuonante. Subito dopo, ecco comparire Il Signore degli Anelli, con Marco Sartori (Il mistero della montagna): un altro viaggio, un’altra soluzione di un conflitto. Ripeto, non mi dilungo sull’argomento…non dopo tutta la miriade di post che ho scritto gli anni passati in merito.

La chiave a stella, di Primo Levi, per Giulio Giai (Storie da bere e da mangiare) ha fatto emergere inaspettate coincidenze tra la vita del protagonista e quella del suo lettore. Madame Bovary, di Flaubert, è stata la scelta di Valeria Amerano, con la crudeltà di certe decisioni, la tristezza di due solitudini parallele che non s’incontrano mai, nemmeno alla fine. Il piccolo principe e la sua dolcezza saggia di bambino che ama è stato il libro prescelto per Luigi Bonomi e Nella Scoppapietra.

Un’altra libreria, un’altra libraia dotata di un potere speciale, ma un’altra città: Barcellona mi amor, di Melinda Miller, per Anna Serra. Dopo mesi di letture impegnative, e anche tinte di scuro, la scrittrice di Sospetti sul lago si è diretta su qualcosa che potesse ristorarla e sollevarle l’umore. Paloma, la protagonista principale del romanzo, parte anche lei in un viaggio alla ricerca dell’amore assoluto, in cui s’insinuano i libri, da protagonisti. E non solo perché è lei la libraia in grado di capire immediatamente la lettura adatta per i suoi clienti, quella che poi si rivela…curativa.

Arriviamo in dirittura d’arrivo con David Grossman, Che tu sia per me il coltello, scelto da Rosanna Caraci. E’ un titolo famoso, un libro non facile e molto contestato, tra apprezzamenti e condanne senza appello. Il titolo, azzeccatissimo in italiano per questo invito quasi all’omicidio, fa già presagire che qualcosa non è così facile come si potrebbe sperare. E’ la storia di un rapporto esclusivo, profondo e aperto, tra due persone sconosciute, un uomo e una donna, che rivestono il ruolo del “coltello” l’una per l’altra. No, Dexter non c’entra nulla qui, e non ci sono omicidii: il coltello è uno strumento metaforico per scavare nell’interiorità l’uno dell’altra, con una fiducia e un’apertura senza precedenti. Un salto coraggiosissimo nel buio dei rapporti umani.

Con E venne chiamata due cuori, di Marla Morgan, scelto da Maria Grazia Pasqual, chiudiamo il viaggio nei libri di vita di nove autori: una vita che si divide in due fulcri, due nuclei di riferimento completamente diversi nella stessa persona. Una dicotomia che sembra quasi inaccessibile, impossibile da ricomporre. Non è proprio così.

Al di là degli inevitabili consigli di lettura, che questi titoli rappresentano, c’è un altro aspetto che è saltato fuori: ognuno di questi libri di vita si è rispecchiato, ed è emerso, in altre tinte e atmosfere, nei libri che sono stati scritti dagli autori che li hanno scelti. Attenzione, non parliamo di plagio! Non ce n’è la minima traccia! Il messaggio dei libri di vita ha vibrato e risuonato in ciascuna Anima, e si è espresso in modi diversi e del tutto personali, spingendola a scrivere nel proprio modo di sentire quel tema.

Le tracce lasciate dal libro del cuore sono profonde, originali e solide. Il viaggio nell’amore e nella ricerca di un’anima gemella, di un rapporto d’amore profondo e sentito in tutte le fibre, dei libri di Nina George e di Melinda Miller, si è concretizzato nel percorso di Miriam e di Rossella, le creature di Lucia Giongrandi e Anna Serra, che esplorano e crescono nei loro sentimenti. Non solo in quelli d’amore, ma anche quelli negativi di ansia, angoscia e inadeguatezza. Dove sei, recita il titolo di Lucia Giongrandi, e i Sospetti sul lago non riguardano solo l’identità di uno stupratore e rapinatore.

L’estenuante viaggio fisico e metaforico de Il Signore degli Anelli, in cui il Bene si sottopone a prove, perdite ed evoluzioni per fermare il Male, si trasforma alchemicamente ne Il mistero della montagna di Marco Sartori: qui è il progresso e il rispetto della natura a fronteggiarsi, e il terreno di scontro è anche l’Anima dello scrittore.

Il tecnico de La chiave a stella rivive in Giulio Giai, che spesso si è ritrovato sperduto, per lavoro, in luoghi del nulla, lontano dalla propria famiglia. E la reazione è stata l’ironia, il recupero della gioia con Le sue storie da bere e da mangiare. Un percorso simile è quello di Luigi Bonomi, in cui il piccolo Principe è il simbolo della gioia di vivere pura e immediata dei bambini, che spesso viene spezzata dolorosamente, procurando un angoscioso interrogativo esistenziale al suo parroco protagonista de I custodi delle stelle. L’amore, il prendersi cura di qualcosa cui si tiene, come la rosa del Principe, fiorisce in modo appassionato ne La musica addosso, che attrae altri aspetti dell’amore e del piacere.

La dicotomia di due vite apparentemente inconciliabili come quelle della protagonista di E venne chiamata due cuori, rivive nel testo di Aurora, tesoro, scrivi ancora…in cui strumenti apparentemente “antagonisti”, come penna, calamaio e computer, si ritrovano a confrontarsi e a convivere, per dare origine ad un tutt’uno unico, dotati di tante caratteristiche complementari.

Come ogni evento che si rispetti, anche al Salottino abbiamo avuto il nostro inedito, la nostra sorpresa in anteprima, il nostro regalo graditissimo: Valeria Amerano ha letto un racconto, La vedova Airaudo, creato appositamente da lei per questa manifestazione. Come può essere meglio di così?

Ecco come agisce la magia e il potere di un libro. S’infila nelle fibre, fa risuonare quelle più sensibili, e lavora perché emergano, e si esprimano.


Qualcuno è ancora convinto che leggere non serva più?

5 commenti:

  1. Un libro è una magia...
    non potevi trovare una definizione migliore!

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  2. Secondo me, è una delle poche definizioni possibili, per il mondo dei libri...

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  3. Complimenti a iniziativa, scoperta ... oggi, mentre digerisco abbuffata del salone attraverso la quale ho conosciuto il vostro sito. Non vi mollo più! Cordiali saluti Gianpaolo Castellano "Ventefioca"

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    1. Che cosa bellissima da leggere "non vi mollo più". Grazieeeeeeeeeee

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  4. Allora ci auguriamo di vederLa presto su queste pagine...grazie!

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