lunedì 25 luglio 2016

Dialoghi con l'Amanita#23 - L’Amanita mangia ed elucubra (e nel frattempo ascolta musica)

LoreGasp e L'Amanita


Il recente scambio di idee sul “Menu dell’amore” continua a fare danni: mica ho finito di rimuginare! 
Mettiamo da parte per un attimo il mio gnomo bastian contrario e torniamo alla frase che continua a ronzare.

Libri cibo per la mente. 

E poi c’è il post di Simona su “La musica addosso”; anche quello bisbiglia sibilante come Gollum. 
Voglio dire: ho visto e manipolato il libro consigliato da Simona, ma contesto già il titolo. La musica per me è dentro; l’avverbio “addosso” mi fa pensare ad un capo di vestiario scomodo o all’insetto fastidioso da scrollare via.

Ergo, Loredana, ti tedio con le mie elucubrazioni. 

Come Amanita ho il dovere, anzi la missione, di spargere spore. Ma L’Amanita è solo una delle tante voci che posso cantare. 

I libri sono cibo per la mente? 


Sarò serissima, anche se la questione delle scorie mi ha divertito parecchio.

Sì, Loredana, hai ragione: sono nutrimento per la mente e per l’anima. Altrimenti non avrebbe senso neppure la mia “etichetta” di libri per la quaresima, per dirne una.
Fanno pensare o ridere; ti offrono nuovi mondi da visitare e personaggi con cui confrontarti; suscitano reazioni, irritazioni, pensieri… sono consolatori o catartici, amici discreti o zanzare fastidiose.

Insomma, non rifiuto un bell’affogato al caffè, ma se ho un libro a tenergli compagnia, gusto meglio anche il gelato!

Evito i libri di ricette e non ho allergie. Semplice, no?

La musica.

La musica è parte di me. Mi è necessaria quanto il cibo e i libri. 

Il silenzio non mi disturba, ma spesso mi piace avere un sottofondo musicale, per lo più la filodiffusione o un disco, se la radio ha un programma troppo moderno. Sono una barocca, amo la leggerezza briosa di Vivaldi e la luce di Bach (ma il mio repertorio non esclude i rinascimentali). Se capita un brano particolarmente amato, apro le orecchie, chiudo gli occhi e mi lascio trasportare dalla musica. 

Anzi, forse questa estate dovrei lasciarmi trasportare dalla musica. Non bastavano le nasate di cui ho già parlato, no: sono alle prese con un bel titolo cimiteriale, ma fatico ad entrarci. “La donna del Père Lachaise”, nato dalla penna di due sorelle francesi; già, le rane, le rane! Potrei cominciare ad elucubrare: perché mai mi lascio irretire da un libro di cui ho già notato alcuni potenziali problemi? Semplice: non posso scartare senza neanche una piccola prova e in fondo (molto in fondo) sono un’ottimista…

Meglio la musica, sì.

Anzi, adesso faccio la sfacciata. Loredana, puoi inserire un po’ di musica? Questo mette più allegria della piccola serenata notturna di Amadeus…


…capisco che è una mania, la tua. E la rispetto, perché immancabilmente fa produrre spore divertenti e copiose. Mi riferisco alla tua apparente contraddittoria scelta di libri da rane. Non è che ti siano così simpatici, i ranocchi francesi, ma immancabilmente attiri qualche loro opera, che poi ti diverti a rovesciare come un guanto. :-D

Molto interessante, come punto di vista.

(Continua pure con le rane. Io leggo, rido, e prendo nota di cosa evitare.)

La musica. Per me è soprattutto un sottofondo. Se sono a casa a lavorare, il silenzio tombale mi concilia il sonno ed emerge un senso di abbandono che potrebbe demotivare chiunque. Tranne quando i cani del vicinato decidono di discutere tutti assieme sull’identità dell’essere umano che sta attraversando i vialetti, naturalmente.

Altrimenti, è un sottofondo gradevole, radiofonico, che mi permette di essere anche aggiornata sugli ultimi tormentoni, sulle alzate d’ingegno del mondo comune, e sulle contestazioni che ogni tanto mi emergono dentro a proposito di certe scelte musicali.

Quando voglio concentrarmi sul serio, rilassandomi, passo ai Jethro Tull, e al loro flauto magico. Magico perché non manca mai di farmi chiudere la porta alle vibrazioni indesiderate e mi permette di concentrarmi meglio su quello che ho da fare.

Quando voglio “respirare più ampiamente” vado a cercare Led Zeppelin e altri autori che hanno creato energia sotto forma di note musicali.

La stessa energia che ricerco nei libri. Sono cibo per la mente e per l’anima, senza dubbio. Ora li vedo anche come specchi. Tanto spesso ho avuto la sensazione che il testo che leggevo riecheggiasse qualcosa che sapevo già anch’io, che avevo intuito “di fondo”, ma che non fossi riuscita a focalizzare. Un libro è anche un canale silenzioso e molto personale che alcuni esseri umani usano consapevolmente per far arrivare messaggi. Spesso camuffati da storie e romanzi piacevoli. E’ la fortissima sensazione che ho sperimentato con Una piccola libreria a Parigi, di cui parlerò in separata sede. E in Lolita, di Nabokov. In Luna Rossa, di Miranda Gray. E persino ne L’ubbidienza, che ho letto da poco e che mi ha ripulito di un certo quantitativo d’odio sedimentato, aiutandomi a sentirlo. Odio che non era mio, tra le altre cose.

Ora, visto che stiamo diventando terribilmente serie, direi che è il caso di…mettere su un po’ di musica e rilassarsi! :-D

Un’altra considerazione. Libri e cibo per la mente. Ma anche libri e cibo per…il corpo. Vogliamo trascurarlo? No. E se scoprissimo un modo per accordare libri e cibo? E se entrambi andassero di pari passo, nutrendo entrambi?
Alla prossima. ;-)

P.S.: aggiungo subito i Jethro Tull...via con il duetto! (martedì 26 luglio)


7 commenti:

  1. Cibo per il corpo.
    Gniiiiiiiiiiiik (niente paura, è Neurino-Mio che cerca di tirar su la serranda).
    Be’, siamo “un pezzo unico”! Corpo, pensiero, emozione, anima non sono scindibili e nutriamo “tutto l’ambaradan” con cibo, fatti, libri, incontri, relazioni…

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  2. Dimenticavo: potevi inserire anche i Jethro Tull, pensa che bel "duetto"!

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  3. Amanita .... lascio a te il compito di scoprire il significato di "addosso" ... che in questo caso non è proprio sinonimo di "vestito" ;)
    Anche io ogni tanto riesco a essere dispettosa! :)

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  4. Simona, ho adocchiato il libro e non mi ha parlato; magari tra un paio di mesi mi urla “vuoi leggermi o no, stordita!?”. Le mie elucubrazioni sono un po’ così…
    E tu che musica hai dentro?

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    Risposte
    1. Anche a me all'inizio non parlava .... ci ho messo mesi prima di decidermi, quindi ti capisco!
      Al momento la mia musica è quella che accompagna il mio volo (ovviamente nel mio cervello) quando l'aria è frizzante e sorvolo le montagne .... aaaaaaaaa quanto sto bene in quei momenti!;)

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