domenica 2 aprile 2017

Riccardo Martinotti – Abdelkader, Il campione che non corse la maratona - La nobiltà più genuina.

LoreGasp

Un altro libro d’inaspettata sorpresa. La sinossi parla di un ragazzino, Lorenzo, che nel pieno degli Anni Sessanta si appassiona alla corsa e alle imprese di Zatopek, l’uomo cavallo capace di correre fino alla velocità di 20 km orari. Sono gli anni della vita in cui si assorbono tutti gli stimoli esterni, e di questi molti indirizzeranno il corso degli eventi in una certa direzione, senza contare l’impatto profondo con cui modellano il carattere, il pensiero. Lorenzo non è un ragazzino comune, per quanto le apparenze dicano il contrario. Fin dalle prime pagine emerge un’attenzione e una sensibilità verso il mondo che non è patrimonio di tutti, e che tanto spesso si perde con i primi contatti con gli altri.

Nel suo caso, andrà diversamente.

Seguiamo Lorenzo nel suo sviluppo di vita e di crescita, mentre incontra Aurora, la bellissima bimba bionda che aiuta un giorno a scuola e che ritrova anni dopo, per uno di quei casi non-casi che sanno tanto di magia e che sono così decisivi. Lo guardiamo diventare giovane uomo, nel fisico che tempra con lo sport, nuoto e corsa, e nello spirito che si misura con i primi scontri nel mondo adulto, con due padri (il suo e quello di Aurora) severi e molto compresi nel loro ruolo, con alcune figure di allenatori sportivi non esattamente cristallini, e con i primi incontri con culture diverse, come quella da cui proviene il marocchino Abdelkader, il protagonista del titolo.

E’ lui il campione che non corse la maratona, per il motivo che scoprirete non appena leggerete questo libro che riporta in auge valori, espressioni, atteggiamenti che ora sembrano completamente fuori moda. In ogni epoca, il mondo è stato attraversato e abitato da persone che hanno scelto di dedicarsi agli altri e da quelle che se ne servono come pavimenti e scale da calpestare per raggiungere i propri obiettivi. Qui non mancano episodi in cui l’interesse e l’egoismo meno salutare si mostrano in tutta la loro prepotenza, ma non hanno vita facile: coloro che hanno scelto il rispetto del valore umano non si lasciano mettere da parte senza agire. È il caso di Lorenzo, ma anche di Jacopo, il fratellino di Aurora, che rivela subito un animo forte, affezionato, dolce e in grado di superare una forte crisi personale.

Se amate i libri complessi, talmente complessi da sembrare facili, e volete arricchirvi senza timore di fare sforzi mnemonici, di lavoro su se stessi, questo è il titolo che fa per voi. 
Riccardo Martinotti è stato in grado di operare un’alchimia non semplice, con questo libro. Ha unito il commento tecnico sulle gesta atletiche di Lorenzo e Abdelkader con l’occhio ampio dello spirito, al punto da farlo sembrare perfettamente naturale. Ha unito la storia d’amore pudica di Lorenzo con la sua spinta umanitaria a considerare gli altri prima di tutto creature degne di rispetto, a prescindere da età, sesso, cultura, status sociale e dimensione del portafoglio. Ha percorso città del Piemonte e il mare ligure, sopra e sotto, allungandosi fino in Marocco per farci comprendere quanto è meraviglioso il pianeta che gli esseri umani continuano a considerare solo uno sfondo distratto alle loro vicende all'insegna del lavora-guadagna-sii-il-più-forte-spacca-tutto-e-tutti.
Ha accostato un giovane italiano e uno marocchino per mostrare le infinite sfumature della definizione di “campione”. Il risultato è un libro ricchissimo, dolce e fluido nello stile.



Mi sono divertita a lanciare la domanda “chi è davvero un campione?” durante la prima presentazione del libro che ho moderato mercoledì scorso, il 29 marzo, presso una libreria molto interessante, la Libreria Borgo San Paolodi Torino, in via Di Nanni 102/C, a Torino. Le risposte hanno contribuito a dipingere il ritratto della figura del campione, al di là e compresi i risultati puramente tecnici e sportivi. 
Piccola comunicazione di servizio: se abitate a Torino e dintorni, e volete assistere alla seconda presentazione (in ordine di tempo) di questo libro originale, segnatevi: Civico28, via Ravina 28/D a Torino, il 10 aprile alle 17,30.

Ci vediamo lì? 

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