Un anno fa, in questi giorni, mi calavo tra I pilastri della terra. Pochi giorni dopo, uno dei miei amici di Facebook mi segnalò di non
perdermi Mondo senza fine, l’ideale seguito del primo romanzo. Potevo far finta
di nulla? No. E’ contro natura. Mi piacerebbe, anzi, che Ken Follett
considerasse l’idea di scriverne un terzo, un seguito del seguito. Mentre
aspetto, ho tutti gli altri suoi libri in elenco, e soprattutto The Century Trilogy. Torniamo pure al
Mondo. Siamo di nuovo a Kingsbridge, nel periodo compreso tra 1327 e 1361.
Iniziamo tremando al buio e al freddo all’interno della cattedrale, la mattina
del 1° novembre 1327 assistendo alla messa di Ognissanti, insieme a quattro
bambini in particolare, di età varia dagli otto ai dodici anni. Sono i fratelli
Merthin e Ralph, Caris e Gwenda. I primi due discendono dal conte di Shiring,
Richard, il fratello di Lady Aliena, e da Tom il costruttore (per parte di
madre, tramite la sorella Martha) e da Jack lo scultore. Per quanto non sia
importante rintracciare l’ascendenza, in questi due ragazzini si manifesteranno
in modo evidente alcune caratteristiche dei loro avi, che li porteranno ad
occupare certi ruoli all’interno del romanzo. In quel mattino così speciale, i
quattro bambini incontrano un guerriero in pericolo, Thomas, che aiuteranno a
loro modo a liberarsi di un pericoloso inseguitore. Merthin, soprattutto,
dotato di un’intelligenza attiva e pronta, sarà esclusivo depositario di un
segreto: il nascondiglio di una lettera scottante che, se scoperta, potrebbe
rovesciare davvero il mondo. Dopo quella
mattina, saltiamo direttamente vent’anni ed entriamo nella vita quotidiana dei
quattro personaggi principali e di tutti i comprimari, e impariamo a conoscerli
molto bene.