Quello che mi colpisce delle parole di Mineko, è l’enorme
importanza dei simboli, dei gesti, dei riti, che diventano davvero carne, e che
sono rispettati profondamente. I rapporti tra le persone non sono molto
spontanei: anche quando è bambina, Mineko impara a rivolgersi con rispetto,
mortificando i lati più grezzi e subitanei del proprio carattere, per onorare e
ringraziare i suoi maestri, e le persone che si occupano dei suoi abiti, del suo
vitto, permettendole di esprimere il suo talento di danzatrice. Tutti coloro
che vivono nel quartiere di Gion Kobu, vivono e lavorano solo in funzione della
propria missione: raggiungere ed esprimere la perfezione. Le domestiche lavano,
puliscono e purificano ogni punto della casa, come se ne andasse della propria
vita. E quando non svolgono i loro incarichi al massimo, sono travolte dalla
vergogna dei criminali. Ogni movimento della geiko e della maiko è fortemente
ritualizzato, codificato. Se qualcosa non è sistemato bene, se non viene
eseguito con il giusto movimento e la giusta grazia, la stonatura che ne deriva
si ripercuote sull’artista, ma anche su chi l’ha aiutata, formata e addestrata.
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lunedì 14 gennaio 2013
Storia proibita di una geisha – Quando i riti diventano carne.
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Storia proibita di una geisha
venerdì 11 gennaio 2013
Storia proibita di una geisha – Un’apparente ironia e una determinazione feroce
“Credo ci sia una
grande ironia nella professione che ho scelto. Una per fetta geiko è sempre
sotto i riflettori, mentre io ho trascorso la maggior parte della mia infanzia
nascondendomi nel buio di un armadio. Una perfetta geiko fa uso di tutte le
arti in suo possesso per soddisfare il suo pubblico, per regalare splendide
sensazioni a ogni persona che incontra, mentre io ho sempre preferito attività
solitarie. Una perfetta geiko è un elegante salice che si flette al servizio
degli altri, mentre io sono sempre stata, per carattere, testarda, incline a
contraddire tutti e molto, molto orgogliosa.” (Mineko Iwasaki con Rande Brown, Storia proibita di una geisha, Newton Compton Editori, pag.11) L’ho amata molto,
subito. Un carattere indipendente, tignoso, una determinazione d’acciaio e
talento da vendere. E questa sfida con se stessa, costante, immutabile,
instancabile. “Mentre una perfetta geiko
è una maestra nel creare un’atmosfera di rilassato divertimento, io non amo
particolarmente stare in compagnia. Una geiko che brilla non è mai, mai sola e
io, invece, ho sempre preferito stare per conto mio.” (ibidem) A prima vista,
si potrebbe dire che ha sbagliato mestiere. In realtà, era lei la geiko
perfetta perché possedendo il talento artistico necessario e un atteggiamento
caratteriale completamente all’opposto, ha saputo unire le due cose lavorando
sui propri spigoli, senza fermarsi mai, ma rilanciando ogni volta con forza. Ha
sublimato i suoi sforzi in un’espressione artistica unica, elevatissima,
superando tutte le sue contraddizioni. “Bizzarro, vero? E’ come se avessi
scelto deliberatamente la strada più difficile, quella che mi avrebbe costretto
a confrontarmi con i miei limiti e a superarli. Effettivamente, se non fossi
entrata nel karyukai penso che sarei diventata una monaca buddista. O chissà,
una poliziotta.” (ibidem) In un paragrafo, Mineko fornisce la fotografia della
propria essenza. Una vita al servizio dell’arte, che l’ha portata davvero a
contrastare e a superare i propri limiti, in una lotta invisibile ma non meno
feroce, per quanto combattuta sotto il cerone bianco e la seta voluminosa dei
suoi kimono.
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venerdì 4 gennaio 2013
Storia proibita di una geisha – Un mondo enigmatico
Il 2012 era l’anno del drago. Questo sarà l’anno delle donne…e
io personalmente ho voluto iniziare da una figura particolare di donna, la geisha. Come dice molto bene una
delle prime righe della definizione
offerta da Wikipedia, le geishe sono ERRONEAMENTE assimilate a prostitute,
soprattutto in Occidente. Sembra che noi Occidentali abbiamo una particolare
predisposizione per commettere errori di questo genere…soprattutto quando si
tratta di cose complesse e sfumate, difficili da inquadrare con un’etichetta
sola, e possibilmente piccola e veloce. La geisha è una figura di donna molto
raffinata, l’incarnazione della bellezza e delle arti, la padronanza del bello
nell’aspetto, nelle forme e nei movimenti. Le foto che vediamo comunemente di
geishe mostrano donne esili, dai volti bianchissimi da bambola come lineamenti
e colori, coronate da acconciature spesse, pesanti, decorate e avvolte in
kimono strettissimi e fantasiosi. Non
sembrano appartenere al nostro stesso mondo.
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