sabato 10 gennaio 2015

Piccole e grandi scoperte#8 - Inizio 2015 con il botto ... novità arrivate!

Eccomi tornata dalle vacanze natalizie … le mie continue ricerche, vi segnalano questi libri usciti e di prossima uscita, di grande interesse (internet e giornali continuano a essere le mie muse ispiratrici):

La relazione – Andrea Camilleri
Un romanzo ad altissima tensione, giocato sul sottile confine che separa la verità dall'apparenza, la giustizia dal torto , l'onestà dalla perdizione. La relazione burocratica e quella tra un uomo e una donna finiscono per intrecciarsi, come la paura e il desiderio, in un romanzo più che mai attuale ma che è al tempo stesso la parabola senza tempo di un uomo solo di fronte all'invisibile ragnatela della corruzione.

Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa – Mario Calabresi
Il ritorno dell’inconfondibile voce Mario Calabresi che ci racconta le storie di Gigi e Mirella, di Elia e della sua lampara, che ogni notte prende il largo dal porto di Genova, o quella di Aldo che rimette in moto le pale del mulino abbandonato della sua famiglia. Storie di giovani di ieri e di oggi, che hanno saputo guardare avanti con coraggio, ragazzi italiani che non hanno avuto paura di diventare grandi. (approfondimenti alla pagina http://www.lastampa.it/2015/01/03/cultura/le-conseguenze-di-una-lista-di-nozze-IHE0ZGTL6T6gH5LXnNPLLJ/pagina.html)

Numero zero – Umberto Eco
Il grande ritorno di Umberto Eco con un perfetto manuale per il cattivo giornalismo che il lettore via via non sa se inventato o semplicemente ripreso dal vivo. Una storia che si svolge nel 1992 in cui si prefigurano tanti misteri e follie del ventennio successivo, proprio mentre i due protagonisti pensano che l’incubo sia finito. Una vicenda amara e grottesca che si svolge in Europa dalla fine della guerra ai giorni nostri.

Una più uno - Jojo Moyes
Quella di Jess è una famiglia piuttosto problematica. Finché un giorno incontra Ed, un uomo affascinante e sconosciuto, in crisi nonostante il suo successo. I due non si conoscono e hanno ben poco in comune. Fatta eccezione per quello che entrambi vogliono. Forse, grazie proprio alle loro differenze, c’è molto che ognuno possa insegnare all’altro. Per esempio, che uno più uno potrebbe anche non fare due…

Io sono il messaggero – Markus Zusak
Dall'autore del libro più venduto del 2014 ("Storia di una ladra di libri"), un romanzo ricco un’ironia poetica. Con il suo stile unico, Markus Zusak racconta la vita di persone normali, comuni, e lo fa come se le loro storie fossero straordinarie. Anche la più ordinaria delle esistenze acquisisce grazie a lui un tocco speciale. Basta un piccolo gesto

venerdì 9 gennaio 2015

Il custode delle anime – Ehm. Quali anime?

…è la prima domanda che mi sono posta, una volta chiuso il libro: davvero non riuscivo a ricordare di chi fossero le anime del titolo. Scrivo un post velocissimo perché già Marzia aveva presentato il romanzo nell’Amanita, e ora sono più che concorde sulla sua opinione. Io aggiungo le mie personali e veloci impressioni. Come thriller, mi è sembrato già visto. Il protagonista, l’uccisore seriale e spietato di alcuni sacerdoti e prelati in una Torino alquanto bizzarra, è un essere umano distrutto dal dolore e dalla rabbia per aver perso la propria famiglia. La perdita di quello che era veramente l’unica luce nella sua vita lo porta a dichiarare una guerra spietata e rabbiosa, del tutto personale, verso alcuni uomini ma soprattutto verso Dio, reo di averlo punito atrocemente per aver esercitato il suo sacrosanto diritto al libero arbitrio. Il tema non è particolarmente nuovo. E il modo in cui viene sviluppato, nemmeno. C’è qualcosa, nello stile di Bonfiglio, che rimane incompiuto, in certi momenti, e forzato, in altri. Lo stesso serial killer, con la sua rabbia cieca e distruttiva, appare forzato, come se non credesse fino in fondo nel suo desiderio di vendetta. I dialoghi tra i personaggi sembrano artefatti, allo stesso modo. Quello che ho considerato molto interessante, e che mi spinge, nonostante tutto, a leggere altro di Bonfiglio, è l’accenno a Rol, che nel romanzo compare diverse volte, e la presenza di libri dedicati a questo personaggio altamente contraddittorio, e al lato oscuro e magico di Torino. Si parla da sempre del fatto che questa città sia il punto d’incontro tra i due triangoli di magia bianca e nera, al punto da creare anche leggende e favole più o meno nere. Non ho mai dato troppo peso a questo tipo di discorsi, poiché non mi sono mai sincerata di persona che fosse così, e penso che continuerò a tenermi lontana da certi ambienti, vista la mia totale e pericolosa inesperienza. Nel corso degli anni, tuttavia, mi sono resa conto che questa città si nasconde dietro un’apparenza grigia, dimessa, “negli standard”. Come se volesse dire “non ho niente di particolare da offrire” a chi la guarda per la prima volta. Se si spinge un po’ più a fondo lo sguardo, però, si notano tanti piccoli particolari bizzarri, tanti angoli che si accendono di luci, e l’atmosfera si fa più attraente e misteriosa. In questa città c’è da sempre molto di più di quello che permette di vedere. E questo si riassume perfettamente qui: “Secondo alcuni esperti, Torino vivrebbe quotidianamente in bilico tra bene e male, con energie contrapposte tra loro, capaci di mantenere questa città in perfetta e continua armonia, su un’ipotetica bilancia occulta e misteriosa”. (Maurizio Bonfiglio, Il custode delle anime, Edizioni Zero01 pag. 184)

domenica 4 gennaio 2015

Scrittori Made in Campania - Nuova rubrica del blog

Come ho anticipato nel mio primo post del 2015, quest'anno il blog Del Furore di Aver Libri si arricchisce di una nuova rubrica, tutta dedicata agli scrittori Made in Campania. L'idea è nata dalla conoscenza comune con Kristina Stella di uno scrittore-non scrittore campano, Paolo Trombaccia Errico, che ormai sta diventando ospite fisso del blog. Nella sua rubrica radiowebfonica WeekendOut, in onda il martedì sera ore 21,00 su Radio Piazza Live (collegatevi! E' un caldo ORDINE-CONSIGLIO), Kristina presenta, insieme a Lucia Mancino e Giulia Scotto Di Carlo, il meglio degli appuntamenti culturali e interessanti Made in Campania. I libri sono una pietra basilare della cultura, e perché non parlarne? E chi, guarda caso, aveva aperto un blog di libri e, tra gli svariati volumi letti, annoverava proprio una delle opere del summenzionato scrittore, guarda caso campano? Dalla prima conversazione, nasce la collaborazione che unisce Nord e Sud Italia: la Lettrice Furiosa nonché scrivente, si collega telefonicamente il martedì sera poco dopo le 21.00 e parla di un libro opera di uno scrittore rigorosamente campano. Questo mi ha dato l'occasione di scoprire perle e novità autentiche, che ora trasferisco su bit nel blog, facendone un appuntamento fisso, al pari di quello della webradio. Restate sintonizzati, le sorprese sono appena iniziate...

sabato 3 gennaio 2015

L'isola delle farfalle - Guest Post#20

Ultimamente sto sperimentando autori che per me sono autentiche novità, e ci sto prendendo gusto.
Il libro appena terminato, nella mia classifica, si piazza come un buon scritto. Per puro caso mi sono persa nel suo titolo e quindi mi sono imbattuta in una storia d’amore, ma non di quelle mielose che annoiano, una di quelle che nascono nel passato, e qui parliamo del 1888, e si rispecchiano nel presente: anno 2008.
I cambiamenti di epoca nella lettura non infastidiscono, li ho trovati sempre chiari e precisi, tengono un po’ in suspance e attaccati al libro.
Una giovane donna, alla caccia di un segreto di famiglia, deve seguire indizi lasciati in giro dalla sua ultima zia, che sul punto di morte le affida questo incarico. Ambientato a seconda del piano temporale tra Germania, Inghilterra e Sri Lanka.
La descrizione delle piantagioni da tea, delle case coloniali, della lavorazione di questa importante e raffinatissima pianta è spettacolare, tanto di aver voglia di partire immediatamente per trovarsi in mezzo a quegli interminabili tappeti di velluto.

Lettura soft, ma incalzante, scrittura scorrevole. Un buon libro per qualche ora di relax 

venerdì 2 gennaio 2015

Anno nuovo, post nuovo - Grazie!

Voglio iniziare il 2015 ringraziando. (e scusandomi per l’immensa originalità profusa nel titolo) E la lista di persone da ringraziare è davvero lunga, lunghissima. Innanzitutto, tutti coloro che continuano a seguire il blog, che da metà anno 2014 in avanti ha cominciato ad assumere un’andatura a balzelloni…per intera mia responsabilità. Avendo iniziato un’attività lavorativa altamente “dispendiosa”, in quanto ad energie e tempo impiegati, mi sono trovata ad avere molto meno tempo di prima per leggere e, di conseguenza, scrivere. Fortunatamente, ho due socie molto attive e altrettanto furiose nella lettura, che non hanno mai mancato di tenere vivo il blog con le loro letture: Simona, che oltre a leggere si occupa di cercare i titoli nuovi, le piccole grandi scoperte e le novità per i piccoli lettori in crescita. E Marzia, che con la sua bella Amanita rossa ci ricorda che non tutti i libri sono belli, meravigliosi e sublimi come un certo spirito del tutto acritico vorrebbe farci accettare. E ultimamente aggiungo anche un’altra “socia”, che si sta occupando di far conoscere il blog molto attivamente in Campania: Kristina Stella, che con la sua trasmissione radiofonica WeekendOut, insieme a Giulia Scotto Di Carlo e Lucia Mancino, mi dà la possibilità di parlare di libri, soprattutto di letture “Made in Campania”. E’ una bellissima occasione per ampliare i propri orizzonti libreschi, dato che ogni settimana parlo in (web)radio di libri di autori campani…e ho scoperto vere e proprie perle. Prossimamente il blog se ne arricchirà, aggiungendo una rubrica ad hoc per questi autori. Tra questi, troviamo Paolo Trombaccia Errico, l’autore de La leggenda del ragazzo che scoprì i prodigi del Ganoderma e de La casa illuminata dal vento, uscita appena due giorni prima di Natale. In ogni caso, martedì sera alle 21.00, collegatevi al pc, cliccate sul link RadioPiazza Live (e questo è relativo all’ultima puntata del 2014, di martedì 30 dicembre) e ascoltate questo trio di fanciulle briose e inarrestabili, che vi informano su tutto il meglio che c’è da vedere e vivere in Campania. Soprattutto se abitate dalle parti di Procida e Monte di Procida: non potete ignorarlo, ora che lo sapete. E non dovete: la perdita sarebbe incalcolabile.
Con queste premesse, non mi resta che augurare a tutti di rimanere sintonizzati: leggeremo ancora tanto, tanto, tanto!

Grazie!

venerdì 5 dicembre 2014

Piccole e grandi scoperte#7 - Meglio un papà Più o un papà Come?

Oggi sono ritornata un po’ bambina e mi sono smarrita a leggere, dal mio solito fedele amico Il Libraio e da un articolo trovato su Repubblica, la recensione di questo piccolo e particola libro. Vi giro le mie ricerche.

Da Il libraio:
“Questo delicato albo illustrato racconta la storia di due bambini, nati in famiglie di diversa estrazione sociale, che confrontano e scoprono che i loro papà sono tipi molto diversi: uno possiede una macchina (con otto portiere) guidata da un autista, l'altro va al lavoro con due autisti e un'auto con così tante portiere che non le ha mai contate (la metropolitana). 
Uno ha enormi responsabilità e deve prendere importanti decisioni, l'altro ha nelle mani la vita di centinaia di persone ogni giorno (è infermiere). Uno possiede un giardino grande come un campo da calcio, l'altro frequenta il parco cittadino con lunghi viali e il laghetto con i cigni.

Dall'accostamento delle due vite diverse emerge però una verità comune: l'amicizia e il rispetto sono le cose più preziose!”


Dalla Repubblica:
“Edunque evviva Il mio papà : oggi al tema dei padri non si sfugge. Un tempo l'onnipresenza (e onnipotenza) materna li metteva sullo sfondo; ora emergono continuamente in primo piano, tra libri, dibattiti, film, serie tivù. Magari distinguendosi per moltiplicazione numerica (effetto delle famiglie allargate). O per inafferrabilità del ruolo. O per cangianti dinamiche coi figli. Se ne parla, se ne parla, se ne parla.
Dialogare con Il mio papà — titolo di un libricino acuto ed essenziale scritto da Stefano Mauri e illustrato con grazia meravigliosa da Costanza Prinetti — significa evocare il valore del bene comune.
Bianco e nero, povero e ricco, orgoglio e pregiudizi, fiducia e disinganno, politica della convivenza. Il mio papà confronta due piccoli amici con babbi diversi. L'uno ha forti responsabilità aziendali, l'altro ha in mano la vita di molte persone (fa l'infermiere). L'uno acquista biciclette a volontà, l'altro ne usa centinaia (grazie al bike sharing). L'uno possiede un parco di lusso, l'altro porta a giocare i suoi ragazzi in un giardino (pubblico) immenso e fiorito. L'uno va in vacanza alle Bahamas, l'altro viaggia a casa con la fantasia, leggendo storie avventurose.
Sintetizzato dalla prefazione di Gherardo Colombo, il senso del discorso sta nella differenza tra i papà Più e i papà Come. I Più pensano che amare i propri bambini sia dare loro le cose: tante, troppe. I Come credono invece che equivalga a dimostrare che ciascuno di noi è come gli altri, nel segno del reciproco rispetto. Se solo il mondo afferrasse l'importanza dei papà Come…”

lunedì 1 dicembre 2014

L'Amanita#47 - Alice nel Paese delle Meraviglie

Alice nel paese delle meraviglie

Lewis Carroll

Alice incanta non solo i più giovani ma anche gli adulti, che nel suo mondo meraviglioso scoprono un altro sé, pronto a sfidare ardui giochi linguistici, entusiasmanti trucchi psicologici, situazioni impossibili che mettono in discussione la realtà e svelano l’irresistibile fascino dell’assurdo. In un romanzo in cui la sospensione dell’incredulità è d’obbligo, il gusto del gioco non può essere dimenticato e va riscoperto con occhi che sappiano guardare al di là del consueto, perché qui è l’essenza della vita, e forse tra i sogni segreti di tanti c’è proprio la tana di un coniglio bianco in cui perdersi.


Ho sempre odiato questo libro.

Non mi piacque prima dei sei anni, quando che me lo lessero; sono una donna fortunata, già: chi legge qualcosa ad un bambino vale quanto un angelo che spalanca finestre su altri mondi.
Lo detestai al liceo, anche se non fu un’imposizione del programma scolastico e lo mollai senza rimpianti.
Lo so, non è un bell’esordio e chiedo scusa a chi ha tratto da Alice profondi insegnamenti. E se non fosse stato per il dottor “Bones” McCoy, non sarei andata a ripescarlo.

Cosa c’entra Star Trek?

A volte mi prende il famoso “s-ciupùn” e vado a ravanare tra i DVD della mia limitatissima videoteca (uno scaffale piccolo e corto). Ho scelto “telefilm a caso della prima serie ST” e tra questi c’è un episodio in cui McCoy ha un incontro ravvicinato con un grande coniglio bianco, che sembra uscito dal libro di Carroll.

E mi sono domandata – ahimé – il fatidico “ma perché?”.

Copio l’indice per chi, come me, ha rimosso la trama:

Nella tana del Coniglio. Un lago di lacrime. La Corsa Confusa e la storia con la coda lunga. Il Coniglio e la Lucertola. I consigli del Bruco. Pepe e Porcellino. Un tè da matti. il campo da croquet della Regina. La storia della Finta Tartaruga. La quadriglia delle Aragoste. Chi ha rubato le Paste? La testimonianza di Alice.

Continua a non interessarmi.

Eppure ha tutti gli elementi fantasiosi che di solito m’intrigano, non è scritto male ed offre molti spunti. La tana col tunnel strano, un mondo rovesciato, la semantica sconvolta, le leggi scombinate, l’apertura all’infinito…

Niente, non mi ha trascinato fra le sue pagine e non mi sono persa con Alice: ho attivato la SuperVicky per uscirne in fretta.

Nota positiva: ho ritrovato l’obliato Stregatto o Gatto del Cheshire, il suo sorriso alla Garfield – che è ancora motivo di scherzi fra me e Loredana – e la citazione del proverbio ripreso da T. S. Eliot e di conseguenza anche da A. Lloyd Webber (A cat may look at a king, che è all’inizio del musical: Can you look at a king?).

In compenso ho capito perché McCoy ha visto il Coniglio Bianco…
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