domenica 30 dicembre 2012
giovedì 20 dicembre 2012
Il profumo dei libri – Un vero e proprio profumo.
Qualche post fa avevo parlato di una candela, dal nome
importante di Bibliothèque, che riproduce il profumo della carta e dei libri,
prodotta in Svezia. Ora, un accanito lettore e famosissimo stilista, Karl
Lagerfeld, contribuisce alla creazione di questo prodotto piuttosto bizzarro,
un profumo all’essenza di libro, di nome Paper Passion.
"The smell of a freshly printed book is the best smell in the world.” Sono le parole dello stilista. Quasi in concomitanza con questa scoperta, ho anche imparato che lo stesso Lagerfeld è un accanito lettore e ha una bellissima biblioteca in casa. Possiamo dargli torto? Domanda retorica. Il profumo nasce proprio da una collaborazione tra Karl Lagerfeld (che si è occupato del cofanetto, a forma di libro), la casa editrice tedesca Steidl, che si occupa soprattutto di libri fotografici, e Geza Schoen, maestro profumiere tedesco piuttosto famoso per altre sue sperimentazioni. Perché creare un profumo che sa di libro? L’idea di base è quella di far rilassare e concentrare meglio il lettore che si spruzza qualche goccia di profumo e poi s’immerge nella lettura. Il libro goduto a tutto tondo, quindi: il tatto, con la morbidezza della copertina, il peso della rilegatura, gli occhi, lo spirito, l’intelletto, l’anima, con il contenuto, la fantasia, che spinge a vivere le parole della carta, e l’olfatto, che viene letteralmente circondato, dal profumo che sale dalle pagine e da quello che arriva da sé. Potrebbe essere una riedizione terrena del paradiso…il lettore viene letteralmente invaso dai libri!
"The smell of a freshly printed book is the best smell in the world.” Sono le parole dello stilista. Quasi in concomitanza con questa scoperta, ho anche imparato che lo stesso Lagerfeld è un accanito lettore e ha una bellissima biblioteca in casa. Possiamo dargli torto? Domanda retorica. Il profumo nasce proprio da una collaborazione tra Karl Lagerfeld (che si è occupato del cofanetto, a forma di libro), la casa editrice tedesca Steidl, che si occupa soprattutto di libri fotografici, e Geza Schoen, maestro profumiere tedesco piuttosto famoso per altre sue sperimentazioni. Perché creare un profumo che sa di libro? L’idea di base è quella di far rilassare e concentrare meglio il lettore che si spruzza qualche goccia di profumo e poi s’immerge nella lettura. Il libro goduto a tutto tondo, quindi: il tatto, con la morbidezza della copertina, il peso della rilegatura, gli occhi, lo spirito, l’intelletto, l’anima, con il contenuto, la fantasia, che spinge a vivere le parole della carta, e l’olfatto, che viene letteralmente circondato, dal profumo che sale dalle pagine e da quello che arriva da sé. Potrebbe essere una riedizione terrena del paradiso…il lettore viene letteralmente invaso dai libri!
giovedì 13 dicembre 2012
I pilastri della terra – La protagonista silenziosa
Tra i fili umani che s’intrecciano, e spesso s’ingarbugliano,
si strappano l’un con l’altro, o si moltiplicano, c’è anche quello di Philip,
priore di Kingsbridge. Quando compare sulla scena, è un giovane monaco gallese di
un piccolo monastero poco distante da Kingsbridge dove poi andrà a stabilirsi
per tutta la vita. Ha un fratello più giovane, anch’esso monaco, fatto di una
stoffa ben diversa dalla sua. Mentre Philip ha Dio con sé, gli parla, lo cerca,
mette in pratica i suoi insegnamenti per costruire valore, per aiutare gli
altri e per portarli verso di Lui con il suo esempio, Francis incarna il lato
temporale della Chiesa, quello più nascosto, che si occupa principalmente di
giochi di potere. Nel corso del romanzo, Francis comparirà pochissime volte,
mentre va a visitare il fratello tra una missione segreta e l’altra. È un
personaggio elusivo, e compare molto poco. Lo spazio è tutto per Philip e la
sua evoluzione. Pur non disponendo di scaltrezza e astuzia paragonabili a
quelle di Waleran Bigod, il vescovo di Kingsbridge unicamente interessato a
salire la scala gerarchica, Philip è un uomo determinato, dalle idee chiare e
ben deciso ad ottenere ciò che vuole. Soprattutto perché quello che vuole non è
denaro, potere o considerazione per sé, ma il benessere dell’intera comunità in
cui si trova. E’ un uomo di fede che pone questo benessere, sia spirituale sia
fisico, al di sopra del proprio e solo al di sotto della devozione per Dio. Non
esita a fronteggiare vescovi maneggioni, nobili e nobilastri furbi e meschini
(come la famiglia di William), e per quanto di modi umili, non indietreggia
intimorito di fronte a Re Stefano (l’usurpatore) e nemmeno all’arcivescovo
Henry, suo fratello, che in quel momento incarnavano i massimi poteri dell’Inghilterra
feudale.
lunedì 10 dicembre 2012
I pilastri della terra – Fili umani.
Quando Ellen incontra Tom, se ne innamora, ma la sua natura libera
e forte non cambia di una virgola. Ad un certo punto della storia, rendendosi
conto che il suo uomo non ha la sua stessa forza di opporsi agli stereotipi
sociali, lo abbandona portandosi via il figlio, pur soffrendo profondamente per
lo strappo. E’ una donna di sentimenti e parole intensi, e nessun compromesso. Se
la società si fa avanti per schiacciarla nelle sue caselle ipocrite (lei e Tom
non sono sposati, e questo è un peccato mortale secondo un certo insegnamento),
lei reagisce con fermezza e se ne allontana, anche sanguinante. L’abbandono
sarà temporaneo…Tom riesce a capire che è molto più importante quella donna
bella e bizzarramente forte per se stesso, di tutti i precetti di una Chiesa
ipocrita e con lo sguardo rivolto al potere e al denaro.
Il filo della vita di Tom ed Ellen s’intreccia con altre
vite che ruotano in quei pochi chilometri di Inghilterra feudale. C’è la
giovane feudataria Aliena, quattordicenne bellissima, in boccio, e il suo fratellino
minore, Richard. Sono entrambi figli di Bartholomew conte di Shiring,
proprietario di un bel castello fortezza e di un villaggio annesso. La loro
vita sembra al riparo da qualunque problema: la giovane Aliena è dotata di
tutte le grazie, e non sembra essere altezzosa o sprezzante verso chi è meno
fortunato di lei. E’ corteggiata, e volitiva quanto basta per essere riuscita a
strappare al padre la promessa di sposare un uomo che le piace, piuttosto di un
uomo che le porti in dote castelli e ricchezze. Questa sua volontà di
indipendenza e di scelta, che l’avvicinano a Ellen, sarà la causa della perdita
del suo status.
giovedì 29 novembre 2012
I pilastri della terra – Vite parallele
Un altro motivo per cui questo libro mi ha letteralmente
entusiasmato è il suo formato: è un bel tomo spesso, di oltre mille pagine, in
controtendenza con i libri degli ultimi tempi, che tendono ad essere più
piccoli, e se raccontano di vicende lunghe, le spezzettano in trilogie o
tetralogie. Il suo formato compatto mi piace molto e me lo rende anche
particolarmente simpatico. Il periodo particolarmente lungo della narrazione mi
ha permesso di vivere un po’ di più con i suoi personaggi, che sono moltissimi.
Sono gli abitanti di almeno due o tre villaggi, su cui spiccano due famiglie in
particolare, le cui vicende s’intrecciano strettamente quasi subito, e i monaci
di almeno due priorati. Verso la seconda metà del libro entreranno anche in
scena la corte inglese (almeno per un paio di capitoli), e la cattedrale di
Canterbury. Era da diverso tempo che non passavo così tanto tempo con le
creature di carta, ed è stato come ritornare davvero a casa. E’ così che mi
piace leggere i libri, entrandoci dentro e condividendo tutto con le creature
che lo abitano. Sono andata in giro a cercare lavoro trascinandomi dietro una
famigliola stanca e coraggiosa, come Tom il costruttore. E’ uno dei primi
personaggi che vivono nei capitoli iniziali del libro.
giovedì 22 novembre 2012
I pilastri della terra – Un’altra cattedrale…
Di nuovo le cattedrali. Questo blog ha una sua coerenza involontaria,
in un certo senso: i libri che ho scelto finora di inserire qui sono collegati
tra loro in qualche modo. Questo libro è incentrato su una cattedrale in
particolare, e verso la fine ne mostrerà una già costruita e diventata famosa
suo malgrado per un assassinio sacrilego. Sì, proprio lei, la Cattedrale di
Canterbury. Quando ho iniziato a leggere I pilastri della terra non avevo idea
che avrei sentito parlare di lei di nuovo. Nel riassunto di copertina, si parla
della costruzione di una cattedrale gotica nell’Inghilterra medievale, ma non sono
indicate date precise, per cui si poteva trattare di qualunque edificio, di
qualunque anno, di qualunque parte dell’Inghilterra. Il Medioevo ha avuto una
certa durata, per cui c’era l’imbarazzo della scelta. Quando ho iniziato a leggere, ho scoperto che
si trattava di uno dei periodi storici che mi piacevano maggiormente, il XII
secolo, nella zona compresa tra Salisbury, Winchester, Kingsbridge, nel Sud
della Gran Bretagna e più precisamente dall’anno 1135 al 1174. Alcune delle
località descritte non esistono più, poiché si tratta di piccolissimi feudi attaccati
ad un castello di riferimento e ad uno o più piccoli villaggi. Nel momento in
cui il castello veniva distrutto, anche il villaggio annesso poteva seguire la
stessa sorte. Posso dire che ho adorato letteralmente questo libro, per
moltissime ragioni. E’ quasi scontato l’argomento: leggevo tutto quello che
potevo sul periodo storico del Medioevo, soprattutto britannico. Le cattedrali,
con la loro imponenza, mi hanno sempre affascinato e intimorito.
mercoledì 21 novembre 2012
Collezionisti di libri – Furiosi, maniaci, fuori dalla realtà…
…e chi più ne ha, più ne metta. Non ricordo come sono
inciampata in questa citazione:
“Colleziono nuovi libri allo stesso modo in cui le mie
amiche comprano borse firmate. A volte mi basta sapere di averli, e non mi
pongo il problema se riuscirò a leggerli. Non che alla fine non li legga tutti,
a uno a uno. Lo faccio. Ma il solo gesto
di comprarli mi rende felice: la vita diventa più promettente, più appagante.”(J.
Kaufman, K. Mack - Libri e amori a Los Angeles)
La condivido in pieno, però. Ogni parola. Per quanto
riguarda le borse, ne ho pochissime, e uso sempre quelle finché non cadono a
pezzi, e solo allora mi decido a sostituirle. Per quanto riguarda i libri…se si
è posseduti dal furore, lo si tiene e basta. Non si guarisce. Non si deve
nemmeno provare a guarire…fatica sprecata. Sono anni che tento di limitarmi, ma
senza avere nessun risultato, almeno di una certa consistenza. Dal periodo
estivo fino ad oggi, sono stata invasata dal furore più volte, opponendogli una
resistenza da lumaca stanca, e ho dato asilo ad almeno dieci libri degli
argomenti più disparati, che compariranno qui, uno per volta. E mi basta sapere
di averli; lancio uno sguardo alle pile (sì, al plurale) che si sviluppano in
altezza su un tavolino basso cercato appositamente per ospitare i libri da
leggere, e mi sento “bene”. Le copertine colorate, le promesse di conoscenza
(sono anche romanzi, non solo saggi o libri da meditazione), le sagome
compatte, l’odore della carta nuova: ce n’è abbastanza per tenere calma la mia
dipendenza. Dipendenza che ora è esplosa rileggendo questa frase, per cui
smanio già di avere quel libro, che sembra raccontare il mio ritratto senza
assolutamente conoscermi. Visto? E’ un gatto che si morde la coda, un circolo
vizioso: il possesso di un libro calma la dipendenza, ma basta uno sguardo ad
una vetrina di libreria, una frase citata da un’altra opera, e la fiamma
divampa. Senza speranza…!
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