mercoledì 20 novembre 2013

La strada verso casa (e verso le polemiche) - Guest Post#2

Non solo è tempo di Guest Post, di hashtag nuovi coniati a manetta, ma anche di polemiche. Bizzarro: non capita mai di sentirne; la Rete è solitamente così pacata nell'espressione delle sue idee. ;-) In questo caso, sono scaturite dall'inizio del nuovo reality di Rai3, Masterpiece, iniziato domenica 17 novembre. Io ero molto curiosa di capire come avrebbero fatto a rendere la scrittura, con la sua natura concreta e complicata, in un format televisivo, fatto soprattutto di immagini, di azioni, e di parole che volano. Sono abbastanza perplessa, dopo la prima puntata, perché molte cose sono state lasciate un po' sospese e trascurate, almeno secondo il mio gusto personale. Nutrivo qualche aspettativa, che è stata disattesa, ma essendo una questione strettamente personale, ritengo che ci sia ampiamente spazio per migliorare. In ogni caso, non sono molto addentro nella politica della trasmissione, e non ne decido io il palinsesto. Sul blog Sangue d'Inchiostro, parlo un po' più diffusamente della natura dei miei dubbi.
Tanto per seguire il filone delle polemiche, ecco un'altra pietra dello scandalo: Fabio Volo. Leggendo qua e là, in diversi blog, viene giudicato anche piuttosto pesantemente, e di conseguenza chi lo legge. Una sorta di anticristo del mondo della scrittura, autore di libri risibili, inconsistenti, beniamino di lettori altrettanto risibili e inconsistenti. Specchio disastrato e causa deleteria del degrado della nostra scarsità intellettuale contemporanea. Davvero? Un uomo solo è in grado di causare/spiegare la cronica deficienza di lettura nel nostro paese? Dev'essere molto potente. Meglio farvi attenzione. A parte le mie considerazioni sarcastiche, come per molti altri autori crocifissi e osannati allo stesso tempo (i primi nomi che mi vengono in mente: Dan Brown e Federico Moccia), anche Fabio Volo rientra in quella categoria un po' in chiaroscuro, di persone che hanno qualcosa da esprimere, e lo fanno parallelamente al mestiere che fanno di solito. Fabio Volo non ha la coscienza etico-politica e le convinzioni granitiche di Dante Alighieri, non ha l'immaginazione condita di umorismo di Ariosto, non ha il cuore poetico di Leopardi, non ha la veemenza frangiregole di Marinetti, o la capacità critica di Benedetto Croce. Sono più che d'accordo. Vogliamo crocifiggerlo, per questo? Volontariamente, non mi accosterei ai suoi libri. Come sanno i lettori compulsivi, furiosi, o semplicemente incalliti, "sento" se un autore fa per me, o no. Mi sono trovata in casa un paio di libri di Volo, perché mi sono stati regalati. Non mi sono trasformata in Hulk, e nemmeno ho subito mutazioni genetiche. Li ho letti, riposti negli scaffali, e...dimenticati. Semplicemente, Fabio Volo non  fa per me, poiché non è riuscito ad artigliare la mia attenzione sufficientemente a lungo da farmi pensare di aver bisogno delle sue parole. In libreria, oltrepasso tranquillamente le piramidi di Cheope costruite con i suoi libri, e mi dirigo verso gli scaffali in fondo, dove sicuramente trovo qualcosa che mi solletica. A schiere comprano i suoi libri, demolendo le suddette piramidi di carta scritta da lui? Bene. Io vado a scavare altrove. Sono responsabile della mia testa, del mio cuore e delle mie opinioni, e del cibo con cui decido di nutrirle. Ora chiudo con le mie sarcastiche considerazioni personali, e lascio la parola a Simona, che ha letto La strada verso casa di Fabio Volo, e ha alcune opinioni da esprimere.

"Ho finito di leggere l’ultimo libro di Fabio Volo e sono nel limbo dell’incertezza, un incrocio di due strade senza sapere quale è meglio percorrere: questo libro mi è piaciuto o non mi è piaciuto?
E’ un racconto che tieni incollati alle pagine per la smania di sapere come andrà a finire, quindi mi chiedo e mi dico: dovrebbe essere catalogato come un bel libro.
Non so rispondere a questo dubbio, posso dire che è un libro semplice, una lettura senza impegno per chi vuole passare qualche ora lontano dal mondo senza pensieri, ma è anche una lettura che può diventare impegnativa se ognuno ha voglia di soffermarsi su frasi che possono passare inosservate o se si ha la voglia di analizzare un po' più a fondo una “banale” storia di vita di due fratelli, che per tanto tempo non riescono a superare dolori e incomprensioni  incontrati sulla loro strada.
Spesso, leggendo, incontriamo riferimenti agli anni ’80 paragonati ai giorni attuali. Ed è proprio dietro a queste frasi che se vogliamo possiamo fermarci a riflettere, quasi a direi era meglio ieri o meglio oggi?
Si viveva meglio prima con la poca tecnologia, con le ricerche fatte con i compagni di scuola sulle enciclopedie, o meglio adesso che tutto è a una portata di click, tutta questa trasformazione come ci ha portati a essere e come ci ha trasformati nelle relazioni con chi ci sta a fianco?
Linguaggio non ricercato, descrizione di una vita come tante, evoluzione di un rapporto tra due fratelli dall’età adolescenziale all'età adulta con solide basi educative, l’affronto della ferita lasciata dalla sofferenza della perdita della mamma, fino alla libertà dell’anima per poter ricominciare a vivere.

Gli anni ottanta sembrava avessero spazzato via tutto questo, insieme alla cura del risparmio. Quello che guadagnavi spendevi, e se non bastava potevi fare un leasing. La vita non era più costruirsi un futuro ma comprare un biglietto della lotteria. Forse è stato in quegli anni che le parole hanno iniziato a perdere il loro significato, e diventare maschere senza dietro un volto. Tutto era accrescitivo e superlativo.


A voi la scelta …. Leggere per riflettere o leggere come passatempo non impegnativo ….. quasi quasi ricomincio a leggerlo.

16 commenti:

  1. Ma è davvero importante chiedersi se era meglio ieri o oggi? Davvero non è meglio lasciare che il lettore rifletta senza le imbeccate sapienti di Fabio Volo? Non è certamente lui il mostro che cambia o influenza il modo di pensare e di leggere! Lui è semplicemente la puntina di un vecchio giradischi che scorre nel solco tracciato e sente su di sé il peso di una editoria compiacente. Hai ragione: leggerli, riporli negli scaffali e.. dimenticarli. Purtroppo però io ne ho letto uno che ho trovato buttato in un angolo di strada. Era la prima volta che leggevo un suo romanzo. Ho versato qualche lacrima e non l'ho più dimenticato. Come può dimenticarsi il vuoto?

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    1. Difficile da dimenticare, hai ragione. Soprattutto se quel libro ha afferrato in qualche modo una tua corda sensibile e ti ha fatto riflettere. No, non è Fabio Volo il mostro. Così come non lo è Moccia, o Saviano. Io continuo a sostenere l'importanza di leggere per costruirsi una capacità di decisione, con la propria testa, a prescindere dai giudizi altrui. Per la maggioranza delle volte, ho potuto constatare che sono utili quanto una forchetta per il minestrone...:-D

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  2. Molto "Peace and Love" come pensiero! ;)
    Scherzi a parte, è un po' quel che dicevo io nell'articolo "10 verità che una book blogger ecc...": che ognuno legga quel che vuole, quel che più gli aggrada... e se questo deve essere proprio Fabio Volo... peggio per loro, io non mi dispero, penso a me. Passo oltre!

    Vero è che anch'io mi unisco al coro di critiche a volte ma quello è... come una bevuta di compagnia: non è educato astenersi dal brindisi finale! ;)

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    1. ...e quando le critiche sono meritate...ok. Ci sta anche criticare Volo o Saviano perché non scrivono cose che riteniamo buone e utili per i nostri desideri. E poi...si passa al mare infinito di libri che ancora aspettano di essere letti e mangiati. :-D

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  3. Smesso di ridere, riesco finalmente a vedere quello che scrivo.
    A parte il tremendo “era meglio quando stavamo peggio” (frase che devo ancora capire, ma è un altro discorso), qua ci sono parecchi spunti.
    -Le polemiche in rete.
    Il culmine dell’umana stupidità.
    Frustrati al di qua del video scaricano il loro pattume in rete e lo fanno tranciando giudizi velenosi; sparano critiche, demoliscono, distruggono…mai una volta che offrano alternative assieme al giudizio negativo (che è sacrosanto: abbiamo il diritto di apprezzare o meno qualsiasi proposta).
    -Moccia: me lo regalarono fresco di stampa; iniziai il famoso tre metri sopra il cielo (mi pare), ma non superai le prime pagine.
    -Volo: i suoi libri (annusati, palpeggiati, manipolati, sfogliati spesso) continuano a non parlarmi, ergo non li compro e ho sempre detto a tutti “se volete regalami un libro evitate tizio-caioecc.”.

    Dubito la “cronica deficienza” dipenda dal povero Fabio Vo…no, povero direi di no. Dicevo: dubito la cronica deficienza dipenda da Volo&C, altrimenti non mi spiego il delirio per Twilight, le 50sfumature e tutti i loro romanzi-fotocopia.
    Abbiamo – come ho già detto – oceani di libri a disposizione: tuffiamoci a pescare.
    Abbiamo le biblioteche, che io adoro: non sono una sostenitrice del best-seller del momento. Un esempio: ho letto il caso Quebert mentre infuriavano le solite polemiche (la mia amica e “Socia virtuale” romana direbbe: gente, ’n c’avete gnente da fa’?”) solamente perché me lo hanno prestato con un “dimmi che ne pensi”.
    Abbiamo (chi più, chi meno) in dotazione un organo meraviglioso chiamato cervello. Vogliamo cominciare ad usarlo?

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    1. ...sarebbe un peccato buttarlo via nuovo e ancora impacchettato nel cellophan, giusto? :-D Sulle polemiche in rete, mi trovi abbastanza d'accordo. Ho qualche volta avuto a che fare con gente che amava semplicemente rompere...il cellophan, attaccandosi addirittura al mio cognome. E quando ho letto l'incommensurabile stupidità di quel commento, mi è venuto da sorridere: ma ci sto ancora a perder tempo? Scrollata di spalle, e via con nuove avventure. Il mare è enorme, i pesci sono tanti, per dirla molto terra terra. Ogni tanto leggo discussioni con leggera tinta di polemica, ma sono anche istruttive: argomentate, mai personali, appassionate e sentite. Purtroppo ce ne sono poche. Per il resto, un mare di provocazioni. Pazienza. Gli oceani di libri sono lì in attesa. Anch'io ho sentito definire Il Signore degli Anelli un'opera da decerebrati, ma per quanto possa sentirmi offesa (e perché mai, poi?), vado avanti ad apprezzarlo per conto mio, perché so quello che vuole dire per me. E per altri che, come me, hanno visto qualcosa. E se non è l'opinione più condivisa del mondo, pazienza...vado a preparare le canne da pesca. :-D

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  4. Non ho mai pensato che il mondo andasse avanti per quello che uno sceglie di leggere o di vedere al cinema. Immagino che ci siano varie sfumature della vita, che associano i vari libri che scegliamo di leggere, a quando il nostro capace cervello è capace di immagazzinare in quel momento.
    Non ho mai scelto di comprare Volo, come tanti altri autori, ma per lavoro mi ci sono trovata a leggerlo. Non sarà il libro cultura sicuramente, ma almeno posso dire che è spazzatura, se lo è, nel momento in cui ho finito di leggerlo, non prima di averlo iniziato.
    Per lavoro ho anche letto le varie sfumature di grigio rosso e nero (dopo il primo e un pezzo del secondo mi sono fermata), non mi sono piaciuti, non è un libro che mi ha lasciato qualcosa, ma tanti clienti (e ci metto in mezzo anche tanti maschietti) lo hanno letto.
    Tutto questo leggere facile mi fa pensare anche che la società di oggi sia stretta in una morsa, dove tutto è difficile e complicato e si abbia voglia di letture senza accensione di cervello. Non è detto che prima fosse meglio di ora, ma il contatto con il pubblico spesso mi porta a riflettere, a confrontare a distinguere.
    Ogni libro ha la sua storia e la sua vita ... sta a ognuno di noi decidere quale fargli vivere ...
    Come dicevate appunto anche voi c'è un mare, e io vado a scegliere un altro pesciolino ....

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    1. Infatti: per decidere se un libro è valido o meno, lo si legge, prima. Però, riesce più facile sparare su un autore, a prescindere, perché è facile. Una parte di quelli che ora sono studiati con reverenza e considerati classici erano pennivendoli da strapazzo, secondo una certa critica loro contemporanea, o semplicemente secondo alcuni "colleghi" studiosi appena usciti dalle prestigiose università esclusive dei loro tempi. Fielding e Defoe ebbero la loro parte di disprezzo, eppure oggi sono classici quasi intoccabili. Shakespeare veniva considerato poco più di un buzzurro, da parte dei poeti di cultura, e ha inventato un intero teatro. Non so se Fabio Volo darà origine ad una linea di classici...credo che la materia dei suoi libri non sia comunque così rivoluzionaria o significativa come quella creata dai signori citati prima. Io ho letto volontariamente la trilogia delle sfumature, e ora mi sento di sconsigliarla a sufficienza, almeno non tutta. Il primo è forse passabile, gli altri due inducono all'omicidio in serie, dalla noia. Tempo di pescare qualcos'altro, sì! :-D

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  5. Ho appena cominciato il libro di Volo...anch'io ho letto critiche controverse...per ora nin posso dire nulla...a me lui piace come scrive,ma sono gusti personali...vi saprò dire se anche questo libro è all'altezza delle mie aspettative:-)
    Un bacione!!

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    1. Benissimo! Attendo il tuo parere, allora, quando l'avrai finito. Intanto, buona lettura! :-)

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  6. Io ammetto, senza troppa vergogna, di averlo usato qualche volta per aver fatto delle battute. Ma non ce l'ho con lui personalmente, non ho letto nulla di suo e non mi turba... Beh, un po' quelle colonne di libri bianchi all'ingresso di qualsiasi libreria mi turbano, però comunque relativamente.
    Lui è un termine di paragone facile, un personaggio popolare, ci si potrebbe riferire a lui come lo si fa con Boldi e De Sica, o con Uomini e Donne... Insomma, sono quei luoghi comuni che tutti capiscono. Avrebbe lo stesso impatto nominare un altro, magari meno conosciuto? Non credo.
    Io ho letto le sue citazioni nella pagina a lui dedicata su Wikiquote, e mi è venuto il latte alle ginocchia. Ok, non fa per me. Me ne farò una ragione, e se la farà anche lui immagino.
    Non so perché, ma io penso sempre a questi personaggi che se la ridono mentre imperversano dibattiti su di loro, mentre loro guadagnano in popolarità e in soldi. Soldi a catinelle, come Checco Zalone, per citare un altro fenomeno su cui, volendo, si potrebbe fare un po' di polemica.
    Io non me la sento nemmeno di difenderli, come fossero vittime, perché credo che loro ci speculino su non poco.

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    1. Ah, sul fatto che non siano vittime, hai perfettamente ragione. Possiamo definirli in un sacco di modi, ma vittime proprio no. Spesso obbediscono ad una legge di marketing molto applicata e sfruttata: o bene, o male, basta che se ne parli. E se è male, meglio ancora, perché gli esseri umani tendono ad essere affascinati dagli esempi in negativo con maggiore facilità. Forse perché vanno a toccare corde di giudizio, che spingono a condannare o, più semplicemente, a rimproverare. Mi piace il paragone con Boldi e De Sica: i film dei fratelli Vanzina, di cui spesso sono i protagonisti, sono successoni assicurati al botteghino, perché sono molto facili, pieni di stereotipi, mettono il cervello nella modalità "spento". Un film chiuso e roccioso come Picnic a Hanging Rock, o Fino alla fine del mondo, non ha le stesse cifre lunghe di incassi.
      E poiché, come dici tu, anch'io immagino Volo & C. ridersela assistendo alle beghe varie sui loro libri, va benissimo che usiamo i loro nomi e opere per farci sopra qualche bella battuta e risata. A qualcosa serviranno pure i loro libri, sbaglio?! :-D

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    2. Mi scuso per il "per aver fatto" in prima riga, probabilmente avevo scritto la frase in un altro modo e poi l'ho modificata a metà :)
      Ricordo un servizio di Studio Aperto in cui parlavano di un ex ballerino di Amici che era finito a vendere aspirapolveri; poco dopo, gli sono piovute diverse proposte di lavoro dal cielo.
      Io generalmente non mi curo affatto di cronaca né di attualità perché so benissimo quanto le notizie siano manipolate, e personalmente non ho voglia né di compatire nessuno né, tanto meno, di indignarmi per qualcosa che lascia il tempo che trova.

      P.s. Però almeno una puntata di "Masterpiece" la vorrei vedere, ma non so nemmeno su che canale sia... :(

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    3. Masterpiece è su Rai3, in seconda serata, alla domenica. Ho guardato la prima puntata, poiché ero molto curiosa di vedere come avevano reso un talent show sulla scrittura. Sono rimasta perplessa perché io cercavo delle cose che non sono venute fuori, probabilmente perché era ancora la prima puntata. Ieri sera non ho potuto guardare la seconda per fare raffronti, ma punto alla terza, per capire se c'è un'evoluzione. Nella prima puntata ho visto un po' di teatrino, e qualche banalizzazione, che hanno contribuito a far nascere le mie perplessità.

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  7. Ah Fabio volo,è stato per me un amore finito in odio,ho letto molti suoi libri fino ad arrivare alla conclusione che sono tutti uguali,(premetto che questo non l'ho letto e credo che non lo leggerò),trattano di ragazzi fattoni,maniaci del sesso soli,senza una famiglia,senza un amore e che finiscono poi per realizzare che la loro vita fa schifo e cominciano a rimediare ai loro problemi,trovando l'amore(dopo mille ostacoli),si riappacificano con la famiglia,non bevono o non fumano più.Devo proprio ammettere che sono stati tutti una copia dell'altro e mi hanno fortemente delusa,da allora ho deciso di non spendere più una lira per lui!

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    1. Ti dirò, io ne ho avuti due in casa, letti e dimenticati, come sottolineavo nel post, e ho avuto anch'io la tua stessa impressione. C'erano troppe somiglianze, per non essere sospette. Grazie per il tuo commento!

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