lunedì 29 ottobre 2012

La trilogia delle sfumature - Perplessità.

Tralascio il racconto della trama, o le descrizioni delle scene di sesso, poiché sono piuttosto ininfluenti. A partire dalle prime pagine, ero continuamente assalita dalla sensazione di “déjà lu”. E il personaggio maschile, Christian Grey, sotto la sua corazza da Dominatore, mi risultava francamente irritante. Giovane (27 anni), a capo di una multinazionale conosciuta in tutto il mondo, stra-ricco, viso e corpo scolpiti perfettamente, elegante, intenditore di vini, mobili d’antiquariato, di alta moda, pilota di elicotteri, e chissà quant’altro ancora che non ricordo. Questo tizio non può esistere, non è lontanamente verosimile. Forse la giovane età abbinata alla ricchezza stratosferica può essere vera, in quanto in America, a differenza del nostro paese infestato da mummie incapaci di scollarsi dai posti di potere, è anche possibile che un giovane diventi miliardario prima dei trent’anni (Mark Zuckerberg, per esempio), se ha volontà, un’idea vincente e la determinazione di farla diventare vera. Lei, Anastasia Steele, ogni tanto faceva del suo meglio per mettere alla prova i miei nervi, anche se aveva un certo senso dell’umorismo e della battuta, che emergevano a tratti nel mare di luoghi comuni di cui sembrava infarcita, nonostante la sua scarsa esperienza, del mondo e del sesso. Quello che voglio dire è che c’era  ancora troppo “harmony-pensiero” nel suo modo di rapportarsi a Christian e a quella specie di relazione che stava vivendo.  Dopo circa metà del primo libro, ho capito cosa mi dava davvero fastidio del personaggio maschile: era una specie di stalker. Letteralmente ossessionato da Anastasia, oltre a seguirla, controlla quello che fa, si permette di darle consigli, interviene a gamba tesa per proteggerla, da se stessa e dagli altri, s’infila nella sua posta elettronica, s’irrita se non lo chiama subito, se non risponde ai suoi messaggi. Ragazzo, lasciala respirare!! E tutto questo, non suona ancora più familiare?
Non ascoltavo la risposta, ma la sapevo già, finché non mi è arrivata conferma da un articolo che ho letto per caso in una rivista, diverso tempo dopo aver finito le sfumature. E.L. James, l’autrice, veniva intervistata e raccontava la genesi della sua opera prima. In effetti, era proprio una delle cose che m’interessava sapere. Perché, carissima, hai sentito il bisogno di scrivere un libro così? Perché era rimasta incantata, se non ossessionata dalla trilogia di Twilight. Ecco svelato l’arcano e la familiarità di alcune caratteristiche della storia. Poiché non riusciva a smettere di pensare a quella storia d’amore, ne ha creata una anche lei, aggiungendoci alcune cose che avrebbe voluto trovare nei libri della Meyer. All’inizio, anche nella sua stesura, la storia d’amore avveniva tra un vampiro e una donna umana. Dopo averlo scritto e riscritto, l’autrice, una produttrice inglese di programmi per la tv, ha pensato di saggiare le reazioni dei lettori pubblicandolo su Internet, dove raccolse alcuni consensi, ma tiepidi. Dietro consiglio del marito, decise di riprendere in mano la storia e rinnovarla un po’, ma sempre mantenendo la connotazione della bizzarria. Fu così che decise di spostare l’ambito dal vampirismo a quello del sesso sado-maso…dopo averlo rimesso in Rete, i consensi furono così tanti e lusinghieri, da spingere alcune case editrici a cercarla e a proporle di pubblicare la versione cartacea. Il resto, è noto. Da qualche tempo, sembra che siano in corso i provini per il cast del film tratto dalla trilogia. Un altro arcano che si svela: Christian Grey, il miliardario Dominatore dotato di tutte quelle sfumature, è il fratello maggiore e umano di Edward Cullen! Si assomigliano parecchio, in effetti: gli occhi di entrambi assumono calde sfumature dorate, entrambi esibiscono corpi scolpiti, ed entrambi sono  assolutamente incapaci di farsi gli affari propri e di comportarsi da chioccia, se non da stalker. Anastasia Steele e Bella Swan sono anche sorelle: entrambe hanno problemi di coordinazione motoria, per cui, quando si muovono, corrono il rischio di uccidersi a colpi di cadute, storte, barcollamenti. Inoltre, sono troppo dipendenti dagli uomini stalker di cui si innamorano, facendo credere di non essere in grado di prendere decisioni freddamente. E non sempre sono capaci di vivere quello che sta capitando loro, senza pensare a quanto sarebbe stato bello se si fosse svolto in un altro modo, magari nel cosiddetto “modo normale, come tutti gli altri”.  Per questo motivo, mi sorge spontanea la domanda: “ma cosa cerca una donna da un uomo? Vuole davvero uno stalker che corra da lei ogni secondo, la salvi da tutti i draghi che incontra, e che le semplifichi la vita?” Di primo acchito, direi di no. Ma questa è solo la mia opinione.

4 commenti:

  1. Sembra un OT, ma forse non lo è…quando studiavo teologia morale c’era una specie di assioma – che all’epoca, giovane studente entusiasta ed idealista, contestavo: materia sessuale "semper gravis est" (forse ricordo male il latino, ma “il succo” si capisce). Girava anche un riassunto-barzelletta: “Sesso? No. No. E no. Ed anche gli sposati non credano di essere a posto…”. Per me era abbastanza ovvio che un atto così fondamentale non dovesse essere preso tanto alla leggera e detestavo la materia con tutti quei cavilli che dovevamo portare all’esame… con gli anni ho preso atto: non è così ovvio e non era un insieme di “non si fa” “non si fa” “neanche questo si fa”.
    Non è solo un argomento spinoso: mina le fondamenta del nostro stesso essere. Non sto dicendo che la chiesa abbia ragione su tutto – l’argomento è molto più vasto – ma non ha torto quando avverte che la materia è grave…

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    1. Il discorso è molto più ampio, e va oltre quello che qualunque chiesa, di qualunque tipo, possa dire o sindacare. Non è tanto questione di "si fa", "non si fa". Piuttosto, sono le pulsioni umane, proprie della vita, della psiche, dello spirito umano, ad essere coinvolte. Sono quelle che rimangono nell'oscurità, e che qualche volta si manifestano in modo "strano", "bizzarro", "inconsueto", "straordinario", perché vanno fuori dall'ordinario. Ordinario naturalmente deciso da qualcuno, a monte. Sono le pulsioni dell'animo femminile che mi rendono un po' perplessa. Ripeto, questo è un prodotto commerciale, e aiuta a passare qualche ora di svago (procurando punte di irritazione, ma che si possono superare abbastanza velocemente), e si dimentica abbastanza presto, come trama e personaggi. Resta una serie di domande in sospeso, che interessano proprio quelle pulsioni in ombra. Ne parlerò meglio quando me le sarò chiarite io, perché il discorso rischia di avvitarsi su se stesso.

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  2. Ecco cosa lascia perplessa me – dopo un ricordo nebuloso del libro “testato, ma non approvato” e dopo i tuoi post. Io, donna, ho nell’inconscio tutto ‘sto bisogno di essere dominata? Ho bisogno dell’approvazione del dominatore di turno? Sono nata per sottomettermi? Perché secondo me – gira e rigira – il lato oscuro di cui abbiamo già parlato da qualche parte, nella sfera emotiva che sconfina in quella sessuale ha il suo nodo in questa domanda. Con una serie infinita di sfumature…

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    1. Vero, vero, e concordo sulle domande. Scomode, no? Anche le risposte potrebbero esserlo, dipende dai casi e dal lato oscuro in oggetto, che non è uguale per tutti. Alla domanda: "sono nata per sottomettermi?" io risponderei, senza pensare "NO". L'idea va a risvegliare bruscamente il mio Torquemada interno, o meglio, tanto per restare in tema, la mia dea (Kalì, però) interiore, che non gradisce affatto prospettive del genere. Sfumature, tante sfumature. Sarà un prodotto commerciale, sarà scritto anche velocemente e poco brillantemente, ma i titoli sono molto azzeccati.

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