Questa è un’estate bizzarra: un cavallo domato a metà, che
pare tranquillo, ma ogni tanto fa sentire la propria presenza stampando calci
contro la porta. Così sono le mie letture, in questo periodo. Libri che
apparentemente sono tranquilli, ma che poi portano sconquassi, nel momento in
cui vengono chiusi e lasciati sedimentare dentro. Guardando nel Blog, però, la
lista dei libri che ho letto dai primi giorni del 2016, scopro che questa
tendenza si è verificata durante tutto l’anno. Il motore (im)mobile è la donna.
La maggior parte dei volumi della rubrica Le Perle di Loredana per WeekendOut
di Radio Piazza Live ha al centro una figura femminile dai tratti particolari,
che si impone su tutto il resto del suo ambiente. Di solito è una trascinatrice
irresistibile, non violenta, inarrestabile.
Da dove sono partita, per questa riflessione?
Dall’ultimo libro letto, con una donna protagonista, La
musica addosso, di Nella Scoppapietra, di cui Simona aveva già parlato qui.

Scegliete.
Scegliete voi se ascoltare la musica addosso, che segue regole e sviluppi tutti
suoi, o l’aspro canto basso del giudizio che etichetta, separa, trascina in
basso. Ogni cosa si può vedere da più punti di vista, liberandosi così dalla
necessità di ingabbiare qualcosa che nasce libero e selvaggio e non si fa
sottoporre a vincoli, come l’Amore tra anime.
Amanda è una donna coraggiosa, da tanti punti di vista. Ha
scelto di seguire il suo cuore in un mondo che non è ancora pronto per
(ri)farlo. Non anticipo nulla di quello che decide di fare della sua vita e del
suo amore. Forse non se ne rende completamente conto, ma la sua scelta di amare
senza confini e aut-aut è davvero rivoluzionaria.
E la parola rivoluzionaria mi fa pensare alle altre “sorelle”
di Amanda, almeno in questo Blog. L’elusiva e misteriosa omonima di Amanda
Miranda, che rinasce letteralmente dal disastro del Titanic, riunendo in sé
capacità nemmeno sospettate. Apparentemente è una vittima delle circostanze e
di una società maschilista che assegna pochi spazi alle donne ribelli che scalpitano
sotto i vincoli. Riesce poi a sfruttare i buchi nelle reti per affermare se
stessa, con una pazienza e una determinazione totali. Tipiche di una donna
appassionata e che ama.
Le altre rivoluzionarie compongono le perle della collana
partenopea. Giulia De Marco, la suora al centro di Io, Partenope, di Sebastiano
Vassalli. È una donna che fa qualcosa di molto semplice e inaudito allo stesso
tempo: amare. Amare come sa fare una donna che non si pone limiti, e che si
avvicina molto al divino. È quel modo così semplice e umano che la rende una
trascinatrice suo malgrado. Gli altri esseri umani, sia uomini, sia donne,
riconoscono in lei una forza d’Amore che ridona la vita e che libera dai
vincoli, e la seguono estasiati, risvegliando le invidie e i timori della
Chiesa imperante, che si sente defraudata dei suoi adoratori da manipolare.
Lila e Lenù della tetralogia di Elena Ferrante, L’amica geniale. Il genio qui si traduce nello sfrontato esprimersi senza paura in una
donna che non pensa minimamente a nascondersi, a lasciar fare agli uomini, a
sottomettersi. Fino all’ultimo non sappiamo chi sia davvero l’amica geniale tra
le due, ma nessuna delle due è una persona comune. Lila, soprattutto, che è
sorretta da una forte consapevolezza di essere più astuta, più veloce e più
intelligente di chi le sta intorno. In lei l’Amore si manifesta più
sottilmente, perché gli anni duri del dopoguerra non permettono a nessuno di
lasciare uscire i propri lati buoni mentre si lotta per la sopravvivenza.
Francesca e Nunziata, di Maria Natale Orsini. Sono due donne
che, in momenti diversi, si mettono a capo di un pastificio nella Napoli di
prima e dopo l’unità d’Italia. Dovrebbero essere in laboratorio a fare la pasta…ma
l’Amore in loro le spinge al vertice, ad avere a che fare con uomini che subito
imparano a rispettarle e ad averne fiducia. La loro forza inesauribile ha una
fonte altrettanto inesauribile, l’Amore.
Potrei continuare ancora per pagine e pagine. Tuttavia, la
conclusione è la stessa. Quando una donna ama, e si lascia andare a quell’Amore,
diventa una forza della natura irresistibile. E non parlo necessariamente di un
uomo, di un lavoro, di un oggetto, della famiglia. Quando l’Amore si risveglia
in lei, diventa una guida, un esempio, un porto che accoglie senza
discriminazioni, un’insegnante che indica la strada senza prevaricare. E chi
sceglie di seguirla e di farsi accogliere da lei, rifiorisce e si riempie di
vita nuova.
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