lunedì 20 marzo 2017

Riccardo Persano, Il boss e Martina – Un’epica giornata NO.

LoreGasp

Vi è mai capitato di leggere un libro che contiene esattamente tutto quello che sarebbe necessario per tirarvi su di morale, aprirvi nuovi orizzonti in un determinato momento della vostra vita, e questo vi salta in braccio dieci anni più tardi?

A me sì, un paio di giorni fa. :-D

Beh, Universo, qualcuno dovrebbe occuparsi delle impostazioni temporali da qualche parte…
Un’altra perlina di Eretica Edizioni, dopo Il meraviglioso vinile di Penny Lane. Perlina semplicemente perché è un racconto breve, in un formato piccolo piccolo, iper tascabile.
Se volessi dargli una definizione veloce e 2.0 in linea con i tempi, direi che è un post da social network, per l’argomento trattato e per l’asciuttezza svelta dello stile. Tutta qui, la somiglianza. Qualunque post da social network potrebbe scordarsi di raggiungere mai l’accuratezza, l’energia, la correttezza e l’ironia della lingua che scorre in questo libro. Il boss e Martina è un altro pianeta, un’altra galassia.

Martina si trovava bene lì; ci lavoravano quasi quaranta persone, tutte tra i 27 e i 35, ‘La famiglia della FuturaComunicazione S.r.l.’. Un branco di lupi che avrebbe rivoltato come un calzino il mondo della comunicazione. Un equipaggio di cazzari, guidati da un tizio che credeva di essere Jordan Belfort fatto di crack”.

Sentite già la doppia voce, l’alternanza? No, non sono Giovanna d’Arco e non sento voci che non ci sono. Ma qui, in questa semplice sinossi, si sente già il doppio binario in cui scorre il libro. La facciata scintillante, grandiosa e dinamica di un’agenzia di comunicazione, tutta gioventù, voglia di fare, creare, rivoluzionare il mondo, possibilmente guadagnando somme imbarazzanti di denaro, che parla a voce alta, impostata, rimbombante. E la realtà al di sotto, fatta di orari impossibili, contratti di lavoro semi-inesistenti, scarse capacità, idee scadenti e ritrite, piccole crudeltà velenose inflitte tra colleghi e dal boss, soprattutto da quest’ultimo, così pieno di sé e della sua convinzione di appartenere ad una razza superiore. Sappiamo bene cosa nasconde una tale tracotanza cieca, vero? :-D

La storia, di per sé, è davvero fulminea: la giovanissima Martina, fresca di università, viene assunta come stagista con uno di quei contratti imbarazzanti che vanno tanto di moda adesso, nella modernissima agenzia di comunicazioni di Max The Boss, quarantunenne rampollo di buona famiglia, con autostima infinita e scarsissime capacità reali. Lei crede di poter costruire il suo futuro, lui solo di poter spadroneggiare come desidera, rincorrendo una vita dolce, fatta di soldi e di donne che cadono nel suo letto da sole, come alcune delle sue stagiste.

Arriva il contratto milionario per l’agenzia, procacciato grazie alle doti di imbonitore del Boss, e tutti impazziscono per onorare un progetto zoppo… fino al giorno del meeting pre produzione, dove capita l’irreparabile. Sì, come spoiler posso concedere che quella è l’epica giornata NO.
Ma non dirò una parola su come si svolge e sul suo finale. È necessario leggerlo.


Se siete ancora coinvolti in realtà d’ufficio urticanti, alle prese con boss e responsabili simpatici e accomodanti quanti un coccodrillo affamato, portatevi il libretto in tasca e usatelo come cartina di tornasole. Vi servirà a riequilibrare le vostre reazioni, e a non insistere troppo sull’autolesionismo. Non vi si richiede di ricalcare le orme di Martina, ma di fare attenzione alla forza e all’enorme rispetto di sé che la ragazza nutre ancora inconsapevolmente. Sono quei due elementi che le permettono di andare due passi più in là, e di comprendere, al di là di un’epica giornata NO.

E poi, godetevi lo stile ricchissimo, le staffilate sorridenti e la scioltezza narrativa con cui l'autore dipinge perfettamente personaggi e ambienti. Non occorrono troppe parole per descrivere una realtà soffocante e ambigua: solo quelle giuste.

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