giovedì 26 novembre 2015

L'Amanita#63 - Persuasione

L'Amanita

Persuasione 
Devo proprio chiarire l'autrice?!

Tutta colpa di Loredana. Intanto, sappi che Tom il costruttore ha lanciato qualche improperio: "allora, mi lasciate costruire o no la mia cattedrale?". Chissà Ellen... se la vedi aggirarsi con un gallo fra le mani, avvisami ;-). 

Abbiate pazienza, amati personaggi de "I pilastri della terra": sto arrivando, sono stata trattenuta da zia Jane. Mica Pinuccia Quattrogatti e le sue chiacchiere-da-aspettiamo-il-nostro-turno-per-la-messa-in-piega... 

Sì, è tutta colpa di Loredana, che osa sventolare post su Jane Austen in modo così sfacciato. 


Anne Elliot ha sbagliato: da giovanissima, appena diciannovenne, si è lasciata convincere dall'opposizione del padre, Sir Walter, e dalla "persuasione" di Lady Russell a rompere il fidanzamento col giovane ufficiale di marina Frederick Wentworth, amatissimo ma non ricco. Adesso, a ventisette anni, Anne è sola: per di più le sorti economiche della sua famiglia hanno subito un rovescio e il padre è stato costretto a dare in affitto la propria tenuta all'ammiraglio Croft. Ma un giorno l'ammiraglio riceve la visita del proprio cognato, un affermato e facoltoso capitano di marina: è Frederick, e questa volta, otto anni dopo, Anne ha la sua seconda occasione. 

Ultimo e più maturo romanzo della Austen, "Persuasione" contiene un impareggiabile ritratto della provincia inglese d'inizio Ottocento e, attraverso la contrastata vicenda della protagonista, una intensa polemica antiaristocratica. 

Dunque, Persuasione. Il libro di zia Jane che preferisco. La parodia del genere gotico rende Northanger Abbey uno spasso: zia Jane si prende gioco della sua "eroina". Adoro le sorelle Bennett; Fanny Price mi ricorda vagamente Jane Eyre (ma la preferisco a quest'ultima: le Brontë a volte sono un po' eccessive per me); prenderei a calci Emma e Marianne... be', quest'ultima solo per metà libro, poi rinsavisco. 

Ma Persuasione è il mio libro preferito. Sembra una storia semplice, ma contiene l'analisi lucida del suo mondo, gli echi delle vicende storiche (zia Jane raramente nei suoi romanzi si occupa di politica, ma le fonti storiche la descrivono informatissima) attraverso la nuova ricchezza degli ufficiali, pregi e difetti dei suoi personaggi e, soprattutto, descrive la maturazione della sua ultima protagonista. 

Anne è il riscatto di Jane Austen, la donna consapevole di sé che impara dai suoi errori e sceglie - nei limiti dei parametri dell'epoca storica. Ogni volta che leggo qualcosa di zia Jane scopro qualcosa di nuovo; stavolta non posso fare a meno di pensare ad una "carrellata" di figure paterne; dal simpatico Bennett, filosofo un po' cinico ed indolente, attraverso l'insipido Woodhouse, tocchiamo il fondo con Sir Walter, vuoto e superficiale, l'inutilità in carne ed ossa, Lo prenderei a ceffoni ogni volta che apre bocca. E pure quando tace!

3 commenti:

  1. Me ne prendo ampiamente la colpa. :-D A me è ritornata voglia di leggermi Orgoglio e Pregiudizio, che è stato il primo che ho letto di Jane Austen...ma devo resistere ancora un po'. Ho fatto già una trasgressione, perché ho infilato la Morante de L'isola di Arturo nel mio programma di letture settimanali, e non era contemplato...e questo è un altro effetto del blog tour!
    Sono buone cose, i blog tour...

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  2. Non istigare ulteriormente, eh!
    Perché se comincio con P&P, tra film e "derivati"...
    argh, no-no-no, non posso pensarci!

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    Risposte
    1. Allora distraiti con il post che ho pubblicato stamattina, sul libro (o sui libri) che devono entrare nella libreria di una donna...:-D

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