lunedì 19 settembre 2016

Dialoghi con L'Amanita#27 - L’Amanita è zitella. Embè?

LoreGasp e L’Amanita

Piccola premessa: sono una lettrice furiosa, ma anche parsimoniosa. È uno dei motivi per cui difficilmente leggo il libro del momento; già quando esce l’edizione economica, aspetto le offerte e le promozioni... A parte il fatto che sono un bastian contrario: detesto comprare/leggere/fare/eccetera qualcosa solo perché <<così fan tutti>>.

A volte però capita anche a me di avventarmi su un titolo appetitoso. Un tizio ben più sagace e importante della sottoscritta disse: posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni. Chi sono io per oppormi a cotanta sapienza?

L’anno scorso – pur di averlo – prenotai il famoso Fungone prima ancora fosse distribuito (Qualcosa di vero, Barbara Fiorio).

Quest’anno ha provveduto Loredana e mi ha prestato L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome.

Eccole qua: Giulia, pubblicitaria scombinata, e Vani, camaleonte letteraria altrettanto scombinata, seppur in modo diverso. Sono l’oggetto delle mie elucubrazioni, adesso diventano oggetto delle nostre chiacchiere.

Due donne moderne, creative, indipendenti.

E zitelle. Non m’interessa se ritenete il termine politicamente scorretto: a me piace e son zitella pur’io.

Infatti il punto è proprio questo.

Ho amato il Fungone.

Davvero.

Ma ogni volta lo chiudo prima della fine. Per me finisce quando Giulia “molla” Lorenzo.

Vani al momento è al vertice della classifica. Ho avuto un sussulto quando si rimbecillisce alle prese con lo scrittore del libro più bello del mondo (hmpfff), poi ci siamo riprese. Spero che faccia vedere i sorci verdi a Riccardo e non s’invaghisca di Romeo (ditemi che non è un caso di nomen omen).
Il punto è: ma perché “lui-e-lei-e-vissero-felici-e-contenti”?

L’ho detto e non lo nego: mi piace il lieto fine e se leggo un rosa voglio un finale rosa. Ma quando riesco a scovare un libro che rompe gli schemi e può essere una commedia divertente con toni rosa, gialli e pure un po’ noir… be’ standing ovation per Vani (e pure per Alice Basso).

Perché una protagonista non può essere una donna senza appendici, soddisfatta della sua vita così com’è?

Non sto parlando di una donna-edera (dove m’attacco, muoio).

Parlo di donne che scelgono e vivono consapevolmente le loro scelte. O come dice Vani: se la vita ti dà limoni, usali e facci una spremuta; magari cerca pure di fartela piacere.
Pensandoci bene, c’è molto di più in gioco. C’è il senso della vita di una persona. Una vita che ha già in se stessa potenzialità interessanti. Perché non esplorarle fino in fondo? Perché delegare qualcun altro?

Loredana? Aiuto…

Parto dal fatto che io condivido l’essere bastian contrario. Se un libro è del momento, per me passa acqua sotto i ponti, prima che lo legga. Significa che non è il MIO momento per leggerlo, oltre ad un irrinunciabile snobismo da parte mia.

E ora veniamo alle donne.

Ho ammirato tantissimo la pubblicitaria Giulia e il suo spirito di raccontare le favole com’era giusto che fossero trasmesse, senza la melassa indigesta e fuorviante alla Disney e non solo. Non è solo “colpa” della Disney se la figura femminile è stata dipinta o come fata o come strega, e se l’aspirazione massima di una donna deve per forza tradursi in casa-famiglia e basta. L’operazione di svalutazione delle potenzialità e degli sbocchi femminili è vecchia quasi quanto il mondo.

Ammetto che non mi piacevano nessuno dei due rapporti che intreccia con gli uomini. Il primo, che l’annoiava, era giusto che finisse pochi secondi dopo l’inizio. Se subentra la noia, allontanarsi a passo veloce, uno-due! E questo vale per tutti gli ambiti della vita, non solo quello sentimentale. Per me la noia sta diventando una specie di unità di misura. Se mi viene da sbuffare, e mi sento appiattita, via, si chiude tutto.

Toh, tu sai cosa farne, sei una donna!
Il secondo, con Lorenzo… non mi ha mai convinto. Sembrano fatti apposta per stare assieme, ma… è proprio necessario che stiano assieme? E’ proprio necessario che una donna stia assieme a qualcuno, secondo i canoni normalmente accettati, una casa, famiglia, bollette e pulizie… ? Perché, quando una donna sta insieme a qualcuno, e senza scomodare cerimonie e fiori d’arancio, finisce poi così. Una casa di cui occuparsi, spazi da dividere (e in tanti casi da difendere), bollette e spese varie da decidere, da affrontare, o da tagliare. E il peso maggiore, nonostante il XXI secolo, ricade quasi sempre sulle spalle della donna, per abitudine. Allego qui un’immagine che ho trovato su Facebook oggi, che dice veramente più di diecimila parole a riguardo…

Per quanto riguarda Vani, non anticipo nulla, su Riccardo o Romeo. Quando leggerai il secondo, avrai più elementi a riguardo… Tuttavia, hai fatto bene a nominarli. Se ci penso bene, nessuno dei due mi convince fino in fondo. Riccardo è… l’infingardo che è. Romeo è… un mistero. Tuttavia, non mi convince la loro presenza vicino a Vani. Nessuno dei due è alla sua altezza. Sono troppo critica? Forse. Non ho mai avuto una grande opinione degli uomini, perché mi sono lasciata influenzare da chi li odiava proprio. Quando, però, mi sono scrollata di dosso quell’odio, e ho guardato con i miei occhi, e pensato con la mia testa, mi è venuto da dire: tutto qui? Con affetto, però. Nessun giudizio. Gli uomini sono creature con pregi e difetti, ma… sono proprio un po’ limitati. Credo che siano allevati così, bene o male.

Perché, quindi, una donna deve rimbecillirsi dietro ad una di queste creature? Credo che la risposta sia proprio nella domanda. Perché, se non ci si rimbecillisse dietro, non esisterebbero le cosiddette storie d’amore. Con conseguente riproduzione della specie. La donna deve perdere volontariamente un po’ della sua brillantezza e personalità, per accogliere chi non farebbe nemmeno avvicinare alla propria porta, in condizioni normali.

So che suono come la peggiore delle femministe vecchia maniera. No, non sono femminista. Non sopporto le parole che iniziano con femmin- e finiscono in -ismo, o -cidio. Non sostengo la presunta superiorità di un sesso rispetto all’altro, nemmeno quello femminile su quello maschile. È roba vecchia, questa, espressione di un’educazione volta alla creazione e al mantenimento di uno stato di guerra tra i sessi che ha fatto danni incalcolabili nei secoli, a vantaggio di non si sa bene cosa.

Tuttavia, non posso non accorgermi che le donne, quando non si lasciano costringere in ambiti stretti, siano proprio più forti e aperte. Forse perché accolgono, anche quando apparentemente sono chiuse agli stimoli esterni. Ed elaborano, creano, al chiuso delle loro anime. Gli uomini fanno guerra su tutto, sono sempre contro tutti, esibiscono muscoli e sfide. E non si accorgono che così facendo, si indeboliscono. Distruggono, conquistano, apparentemente si arricchiscono… all’esterno. Dentro, si seccano come piante lasciate senz’acqua.

Sono forse uscita dai binari. Per ritornare alle tue ultime domande, sì, che esistono alternative. E qualcuna la esplora pure. Ma sono ancora troppo poche, e il terreno nuovo è tanto nuovo, e fa paura. Senza contare che si dovrebbero abbandonare abitudini radicate e trasmesse da secoli, e non sembra facilissimo farlo da un momento all’altro.

Tuttavia, una certa novità si respira. Proprio queste due donne, Giulia e Vani, potrebbero essere l’inizio di un nuovo modo d’intendere e di vivere nel mondo, al femminile. E non senza un certo umorismo! In tutto questo, non dovremmo proprio dimenticare di ridere e di divertirci!

Potremmo chiedere alle autrici di creare altre sorelle e cugine, che ne dici?


23 commenti:

  1. Lo sono anch'io.lo leggero' sicuramente.sembra molto bello.grazie e ciao!

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    1. Ti farai tante risate con L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso, e anche il suo secondo, che è uscito da poco, Scrivere è un mestiere pericoloso. E Qualcosa di vero è molto divertente... le fiabe "rivisitate". Buona lettura, buona settimana e ciao!

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  2. Grazie, anche a te! ti farò sapere poi se è bello!

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  3. MI dici il titolo e l'autore o autrice? Grazie e ciao!

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  4. Sono due libri: Alice Basso, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome, e Barbara Fiorio, Qualcosa di vero.

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  5. Pensa io avevo comprato l'imprevedibile piano della scrittrice senza nome ...... ma non sono ancora riuscita a leggerlo. Ho visto poi in libreria che è uscito un seguito.
    Di solito io non compro un libro (tranne in casi eccezionali) perchè è l'ultimo uscito e tutti ne parlano ma in questo caso avevo ceduto perchè mi pareva una storia insolita ed interessante. Purtroppo come spesso accade non ho ancora avuto il tempo per leggerlo
    Un saluto - Buona giornata e migliore settimana. Voto in Net Parade per voi !

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    1. Appena puoi, soprattutto se hai bisogno di ridere, leggilo. E anche il seguito... Vani è un bellissimo personaggio, che ti terrà molta compagnia e ti farà venire voglia di andarla a trovare più volte. :-)

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    2. In effetti mi ispirava molto ...... spero di riuscire a dedicarmici presto :-) <3 Ultimamente anche per i lavori al condominio ho meno tempo del solito per le letture & C.
      Prima di comprare il seguito di cui ora non ricordo il titolo vorrei leggere il primo e vedere se mi piace tanto quanto mi aveva attirato. Notte

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    3. Eccoli entrambi: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome e Scrivere è un mestiere pericoloso. A presto!

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  6. Grazie cara il seguito lo avevo visto in libreria qualche mese fa ....... ma mi ero scordata il titolo <3 :-)

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  7. Voto in Net Parade anche oggi <3 :-) Buona giornata ;-) anche se bagnatissima !

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    1. Grazie, ti ho ricambiato il voto. E anche qui, piove, piove, piove...

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  8. Vani vi piacerà: non ho ancora deciso se (quando?) restituire il libro a Loredana, ogni tanto vado a ripescare qualche pagina…
    È già uscito il tascabile ;-)?

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    1. Non credo... non conosco molto le politiche editoriali, ma essendo in pieno battage per il secondo libro, credo che lo faranno uscire più avanti.

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    2. Verifico ma non credo proprio!

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  9. Visto che si parla di zitelle vi consiglio questo libro nuovo sull'argomento ma che io non ho ancora letto: KATE bolick "Zitelle il bello di vivere per conto proprio" Dal titolo sembra carino. Grazie e ciao a tutte!

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    1. Grazie, Agnese: sono andata a leggerne la sinossi, e sì, sembra un bel titolo che offre spunti.

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  10. ARGH!
    No, niente panico: è il mio borsellino che vede allungarsi la lista dei libri appetibili...

    grazie per la segnalazione, Agnese, ciao!

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    1. Il mio non ci fa più caso. Butta giù una bottiglia di assenzio e dorme. :-D

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  11. Il mio ce n'ha pochi ma io li prendo in biblioteca non li compro e il primo c'era. Controllerò per l'altro. Grazie e ciao!

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