mercoledì 9 agosto 2017

Mariel Sandrolini – Burlesque e delitti – Il lato meno godereccio di Bologna.

LoreGasp

… altri brividi. Lucifero, Caronte, e tutta la compagnia varia, cantante e bella, non smette di imperversare in questo territorio, e ai lettori non resta che rinfrescarsi con i brividi delle indagini degli impareggiabili commissari italiani.

È la volta di Bologna, la grassa, la godereccia, come si può vedere già nel titolo: parliamo di burlesque… ! E se non virassimo subito verso i delitti, che seguono immediatamente dopo, rischieremmo di perderci dietro a ricordi anche pruriginosi e imbarazzanti per la nostra identità nazionale, dato che uno dei nostri ex-Premier era particolarmente interessato a questa forma d’arte. Sempre se diamo retta ai giornali che hanno scritto fiumi di notizie di ogni colore e genere sul personaggio.

Ma torniamo pure al libro.

A Bologna, un integerrimo direttore di banca si sveglia con un bernoccolo in testa sanguinante, disteso in una casa non sua, un allarme d’antifurto che sveglia l’intera città e circondario, e un terrore semi-paralizzante nelle fibre perché non si ricorda più come e perché è finito lì. Vorrebbe scappare, far finta di nulla, mentre alcuni ricordi vengono a galla (quello avrebbe dovuto essere il luogo di un appuntamento galante e al buio con una bella ragazza), pensa di andare a casa, rimettersi insieme, dimenticare tutto e… si ritrova torchiato da un autoritario e seccato commissario Marra, intenzionato ad aprire e portare avanti la sua indagine con successo. Pare che sia avvenuto un furto, in quella casa, e lui è l’unico a sembrare il responsabile criminoso.

Fabio Pica, questo è il suo nome, inizia a raccontare quello che sa. Il suo amico e vecchio compagno di scuola, Matteo Ricci, gli ha combinato un incontro con una ragazza, Marzia, con cui lui stesso avrebbe dovuto uscire. Voleva allontanarla un po’ da sé, ma senza offenderla, per cui ha pensato che al suo vecchio amico non sarebbe dispiaciuto conoscere una bellezza come lei. Tuttavia, invece di una serata stuzzicante, si è ritrovato ad affrontare le Forze dell’Ordine, ma… lui è innocente, non sa nulla! Il commissario Marra, un po’ diffidente ma attento a fidarsi dei fatti e dei numeri, lo lascia andare perché, oltre di una certa ingenuità, non si può accusarlo di nulla. E l’uomo è incensurato, senza assolutamente nulla a suo carico, nemmeno una multa non pagata, una bolletta in mora.
Fabio Pica è convinto di ritornare alla sua vita normale, dopo questo scossone. Vuole buttarsi tutto alle spalle, basta con le sciocchezze, basta con Matteo Ricci che ha voluto giocargli questo brutto tiro. Dopo essersi rimesso insieme, torna in ufficio, rassicura la solerte e attentissima segretaria, i dipendenti preoccupati di non averlo visto arrivare puntuale e preciso come al solito, accende il pc e si appresta a lavorare.

Decisamente, non è giornata sì per il direttore Pica.

Nella posta elettronica trova un messaggio di Marzia, il suo appuntamento mancato, che lo invita per quella sera ad uno spettacolo di… burlesque in un locale piuttosto noto della movida bolognese. Vuole spiegarsi, è necessario che lui sappia. Ecco l’occasione che stava aspettando! Potrà avere finalmente le spiegazioni e le scuse che merita, per quel brutto spavento e pasticcio! Anche se non completamente tranquillo, Fabio Pica accetta e si trova accolto al locale con tutti gli onori, accompagnato in prima fila davanti al palco, trattato come un VIP, oggetto delle attenzioni maliziose della bella Marzia che gli sussurra all’orecchio di andare da lei in camerino dopo l’esibizione, mentre si adagia seduttrice sulle sue ginocchia.

Un po’ sedotto, un po’ in cerca della verità, l’integerrimo direttore di banca accetta l’invito, entra in camerino e… la bellissima ballerina giace senza vita, un cavetto elettrico stretto al collo e un canarino di velours in bocca. Oh, no. Non di nuovo. Fabio Pica è costretto di nuovo a fuggire da una scena del crimine dove arriva innocente ma intempestivo e con tutte le caratteristiche apparenti di un colpevole.
Questa volta sarà dura spiegare al commissario Marra cos’è capitato, perché lui si è ritrovato incastrato per la seconda volta in un crimine ancora peggiore di quello precedente, senza aver fatto nulla se non cercare di scappare…

E dovete gustare il modo rocambolesco in cui scappa dal locale, inseguito dai buttafuori che pensano di aver individuato in lui l’assassino di Marzia. Da questo momento in avanti, la vicenda si complica, si arricchisce, si ingarbuglia, e si dipana, con un finale aperto. Tenete a mente il particolare del canarino di velours, perché comparirà ancora nelle pagine, addosso ad altri corpi, e il nome di Matteo Ricci sarà collegato ad una temibile Confraternita che, al chiuso di luoghi segreti, tiene in mano tutte le vicende economico-finanziario-amministrativo di Bologna.

Seguite Marra e i suoi collaboratori, uno più ingegnoso e abile dell’altro, mentre dipanano un gomitolo che sembra non doversi srotolare mai, mentre si confronta con la sua compagna di una vita, forte e spiritosa, che sa essere presenza discreta nella sua vita senza orario e senza tranquillità. Non sentirete troppo la sua mancanza, quando il commissario chiuderà la pratica e se ne andrà a godersi il meritato riposo, perché avrete altre cinque sue inchieste, precedenti a questa, da leggere e godervi. Lo stile di Mariel Sandrolini è veloce, fluido ed è forte, in grado di guidarvi attraverso vicende complicate, che sembra non debbano chiarirsi mai. La sua esperienza di scrittura, prolifica e varia, emerge nella sicurezza con cui tiene le redini di tutto, dai personaggi alla trama, che non sfugge mai al suo tocco.


Pronti per il viaggio? Chiudete la valigia e recatevi a Bologna con il primo treno disponibile…

8 commenti:

  1. Ciao piacere di conoscerti!😊 Bella recensione. Interessante il tuo blog, mi iscrivo come tua lettrice fissa su Blogger. Se vuoi farmi visita o ricambiare ➡ http://gattaracinefila.blogspot.it/

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    1. Ciao! Piacere mio di conoscerti: ho ricambiato iscrivendomi al tuo Blog. Complimenti per quei gatti bellissimi di cui parli e pubblichi.

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  2. te lo chiederei in prestito, se la trama - una Marzia assassinata - non fosse così inquietante...

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    1. Ammetto che l'ho pensato, quando ho letto il nome della ragazza, ma posso dirti, senza timore di fare grossi spoiler, che questo è un nome d'arte. Il suo vero nome è un altro.
      Più rassicurante così? :-)

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    2. ah, be', allora... :-D
      me lo presti?

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  3. grazie di cuore di questo bel articolo che ho scoperto per caso girando su internet.

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    1. Buongiorno Mariel! Lei forse non si ricorda, ma ci siamo incontrate al Salone del Libro quest'anno, allo stand della Golem Edizioni. Ero con Simona, la mia collega di Blog, per cui ci siamo presentate e Lei ci ha omaggiate del Suo libro. :-)

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