mercoledì 20 giugno 2018

Giovanni Magistrelli – Il tempo degli dei – Abbiamo forse delle certezze?

LoreGasp


“E consigliato a tutti quelli che hanno solo certezze: non li invidio.”

E’ la seconda parte della dedica di Giovanni Magistrelli all’inizio de Il tempo degli dei, Astro Edizioni, il terzo autore della presentazione Cosa bolle nella pentola dello scrittore? del 12 maggio presso la Libreria Belgravia, con Omar Fassio e Mara Cassardo, di cui ho scritto nei giorni precedenti.

L’ingrediente principale di questa grande pentola in ebollizione, ormai è chiaro, è la dimensione interiore. Eliodoro e Roberta, tramite lo sport e una carta dei Tarocchi, iniziano un viaggio di esplorazione e di crescita all’interno di se stessi, trovando il proprio centro e il proprio equilibrio. Giovanni Magistrelli, con il suo gruppo di personaggi, mostra un volto interessante di quella stessa interiorità, attraverso il filtro delle religioni. Non si poteva tralasciare l’elemento divino, quando si parla di quello spazio infinito ricoperto di altrettante infinite etichette, come spiritualità, interiorità, religiosità, e altre ancora.

Andiamo con ordine, perché il discorso è ampio, intrecciato a più livelli. Il titolo Il tempo degli dei non è scelto a caso, e non è astratto: tra i personaggi del libro troviamo proprio una schiera di dei, e di un lignaggio altissimo. Si tratta dei mitici Asi scandinavi: Odhinn e i suoi figli, tra cui spiccano Thorr, Baldhr, Tyr e quello meno rassicurante di tutti, Loki. Proprio il dio del Chaos, nonché degli inganni (secondo la mitologia norrena, che ne fa un ritratto completo), colui che non perde mai un’occasione per sparigliare le carte, e mettere tutto a soqquadro. E quando parlo di tutto, parlo di tutto il mondo, e di tutti i mondi. Stiamo sempre parlando di dei, e quando si muovono, lo fanno su larga, larga scala.

Superiamo la copertina, in cui campeggiano un globo terrestre circondato da lampi energetici e dai simboli delle principali religioni professate dagli esseri umani, apriamo il libro e piombiamo in piena Seconda Guerra Mondiale, nel gennaio 1045. Per la precisione, ci troviamo in un rarissimo momento di pausa dell’esercito americano che si muove in Europa: due soldati stanno finendo la loro sigaretta. A prima vista, sembrano quello. Quando ci avviciniamo un po’, scopriamo che le due creature sono avvolte in un incantesimo, che impedisce di mostrare la loro vera identità: sono Thor e Baldhr, il dio del Tuono e della benevolenza, rispettivamente, due tra i più potenti figli di Odhinn.
E cosa ci fanno due dei in piena Guerra Mondiale, travestiti da umani, sulla Terra? Lottano anche loro, seguendo gli schieramenti umani. Una guerra su uno dei nove mondi in cui la cosmogonia norrena suddivideva l’universo, vuol dire uno squilibrio, uno scompenso in tutti gli altri. Se non peggio.

Indossano le divise americane, contrapponendosi a chi in quel momento aveva dato origine al caos dei caos, Hitler. E per restare in tema, chi ama talmente il caos, da esserne il dio? Loki. Perciò, un conflitto tra gli esseri umani corrisponde a uno tra quelli divini. E se poi questi ultimi trovano il modo di fomentarli sulla Terra… tutti noi sappiamo com’è andata a finire la Seconda Guerra Mondiale.
Quello che non sappiamo è che non è finita qui. I due dei, e nemmeno Loki, naturalmente, non avrebbero dovuto essere qui sulla Terra, o Midgardh, come la chiamano. Sono divinità, ma non devono interferire con la vita dei mondi, soprattutto se non sono i loro mondi. E… pare che stiano agendo anche alle spalle del potentissimo padre, Odhinn, che non reagirà con calma olimpica (per prendere a prestito gli atteggiamenti della concorrenza), nel momento in cui viene a scoprire cosa fanno i suoi figlioli quando non guarda.

In effetti, per quanto tu sia un dio potente, scaltro e pieno di risorse, non puoi nulla contro un dio padre deciso a punirti per la tua disobbedienza: Loki sconterà il suo castigo. Non andrà meglio a Thorr, Baldur e Tyr: hanno trasgredito anche loro, pur con la giustificazione ma-noi-volevamo-fermare-il-cattivo, perciò subiscono le conseguenze di non aver rispettato le regole. Esilio e oblio, sulla Terra.

Mentre ad Asgardhr si ripristina l’ordine, sulla Terra si procede con la ricostruzione post-bellica e con una precisa opera di prevenzione di futuri disastri simili, che passa completamente sotto silenzio ed è opportunamente protetta da varie istituzioni, tra cui il Vaticano. Un sacerdote particolarmente dotato di poteri psichici e di una forte personalità, padre Giulio Viola, guida un gruppo di sensitivi come lui per proteggere la Terra da altre interferenze divine. Lo fa nel mistero più totale, dagli anni del conflitto, senza stancarsi mai. Pur essendo potente, non può sottrarsi alle leggi del tempo e dell’invecchiamento, per cui, ai giorni nostri, arriva in età avanzata e indebolito. E qualcosa va storto, nella protezione di cui hanno circondato la Terra, lui e i suoi accoliti, per cui… se gli Asi dovessero risvegliarsi, soprattutto quello più temibile di tutti, il pericolo sarebbe altissimo. Mortale.

Da questo momento, preparatevi a viaggiare letteralmente intorno al mondo. Se Loki decide di scatenarsi, è la fine per tutti, e questo lo sanno gli esponenti mondiali di poteri politici e religiosi: dal Papa (Francesco) agli iman, dal Presidente degli Stati Uniti (Donald Trump in persona) ai vari leader europei ed extraeuropei di spicco. Inizia una corsa contro il tempo, contro un dio scatenato, in cui gli schieramenti sono sparsi su tutto il globo terrestre e non hanno contorni o aspetti definiti. 

Chi sono i buoni? Chi sono i cattivi? Da quale parte sta la verità?

Ecco spiegato, in parte, il motivo che spinge Giovanni Magistrelli a dedicare il suo bel romanzo mozzafiato a coloro che hanno certezze: perché qui, con queste pagine, riesce a dimostrare che potrebbero anche non essere così “solide”, quelle famose certezze… e questi dubbi nascono anche nei cuori tormentati di chi ha fatto della religione il proprio percorso di vita.

Dov’è la verità? Magari non esiste. O non esiste una sola verità. E se tutto fosse completamente diverso da come lo abbiamo sempre percepito e imparato?

Giovanni Magistrelli, con il suo stile ricco e consolidato, ci mostra altre possibilità, in questo libro. E con la sua scrittura disinvolta ed esperta, siamo anche portati a dirgli che… beh, insomma… vedendola così… potrebbe anche essere, sì. Oppure no. Ma…

A parte le credenze e i sistemi di valori di ciascuno, che qui non vengono minimamente attaccati o messi in discussione, poiché l’autore è un forte sostenitore della libertà individuale di sentimento e pensiero, e non è minimamente interessato a sostenere una teoria, o un dogma a svantaggio di un altro, è sempre interessante dare un’occhiata a come sarebbero le cose se si rovesciasse il foglio, se si invertissero i parametri, o si scegliesse un’altra visuale.

Quanta ricchezza c’è, nelle possibilità diverse?

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