martedì 19 giugno 2018

Mara Cassardo – Arcana Permutatio – Quando il fascino del mistero si moltiplica

LoreGasp

Se una carta dei Tarocchi vi dicesse dove andare, le credereste o la lascereste sola con le sue presunte bugie?
Domanda interessante. Prima di rispondere di getto (sì – no – Tarocchi chi?), sottolineo subito che è la domanda che apre la sinossi di Arcana Permutatio, ultimo romanzo di Mara Cassardo per Astro Edizioni, uscito a ridosso del Salone del Libro. Ed è il secondo titolo nella presentazione Cosa bolle nella pentola dello scrittore? organizzata il 12 maggio dalla Libreria Belgravia, con Omar Fassio (di cui ho scritto ieri) e Giovanni Magistrelli.

E ora, cosa rispondereste ad una domanda del genere? Io dovrei scrivere un post a parte. O forse una serie di post, perché l’argomento dei Tarocchi è vasto, affascinante, mutevole e capace di incatenare per ore e ore.

Niente distrazioni, però. Questo non è un libro sui Tarocchi, nonostante campeggi in copertina il primo Arcano (quello più affascinante, detto per inciso), Il Matto, e il sottotitolo sia Il destino nei Tarocchi, e queste carte così antiche ritornino spesso nelle pagine.


Quando apriamo il libro, ci arriva uno sbuffo di fumo in faccia. È Roberta, giovane studentessa universitaria, immersa in pensieri cupi mentre osserva Torino dall’alto della collina che la circonda. È una splendida zona della città, questa, ma Roberta la nota distratta, a malapena. Sta pensando alla sua vita piena di blocchi. Con gli studi non sta andando avanti, anche se la laurea non è poi così lontana, sulla carta. Con gli amici… uff, le solite cose. Con un’ulteriore complicazione: la fidanzata del suo migliore amico Alberto, di nome Erica, che non lo è altrettanto per lei. Si tollerano a fatica. Molto, a fatica. Qualche volta falliscono proprio… e Alberto si trova in mezzo a faticare per mediare, negoziare. La sua situazione sentimentale… è una porta che si è chiusa e sbarrata da poco.
Il risultato è che Roberta si sente in prigione. E fuma come se potesse far passare il tempo più fretta e arrivare alla sera, dove ci sarà un concerto all’aperto. È la sua ora d’aria, un momento dove sospendere tutti gli interrogativi, gli intoppi nei meccanismi che non ne vogliono sapere di funzionare.

Photo by John-Mark Smith from Pexels
La serata arriva, offre un certo svago, e anche disagio. Erica è lì. I suoi amici sono lì, ma non Roberta non ne ha conforto. Dopo il concerto, la ragazza si trova a vagare per un mercatino nei pressi. Bancarelle, altra musica… e lei. Filomena. Sguardo acuto, orecchini vistosi, lunghe unghie laccate di nero e un mazzo di tarocchi. Roberta si ferma, attirata, incuriosita. Si concede questa “lettura delle carte”, come se fosse una distrazione qualunque, forse un po’ banale da fiera, come si vede spesso… ma questa non è una lettura. Filomena è chiara, in questo, e le parla come se sapesse benissimo che per Roberta, quel momento, vale molto di più di quello che la stessa ragazza sta raccontando a se stessa.

Le carte che escono dalle mani di Roberta sono gli specchi di quello che ha dentro: Filomena si “limita” a renderle esplicito il disegno che compongono, attirando il suo sguardo da un’altra angolazione. La giovane si rende conto che non c’è niente di finto, improvvisato, nessuna “ciarlataneria”, nessun fumo negli occhi. Anzi, le viene da ricordare che un tempo anche lei si portava in borsa un mazzo di Tarocchi, provando rassicurazione nel sentirne la presenza. Alla fine dell’incontro, Filomena le porge una busta nera, sigillata e semplici istruzioni: tra tre giorni, se lo vorrà, potrà aprirla, leggerla e seguirne le indicazioni. Altrimenti, potrà buttarla, distruggerla, nasconderla, lasciarla andare.

Qualcosa inizia a spostarsi e a cambiare nella vita profonda di Roberta, prima che se ne renda conto la sua mente. Conosce un ragazzo, Andrea, che scopre presto essere connesso a Filomena. In un certo senso, la tenevano d’occhio. In lei avevano visto qualcosa di forte e di importante, che però fa fatica ad emergere, a causa dei blocchi che lei stessa si impone. Comincia a frequentare Andrea e il suo gruppo di amici, in quelle che sembrano sessioni o sedute… spiritiche. Ah, se tutto fosse così facile.

Aver aperto la busta nera e seguito le sue semplicissime indicazioni, porta Roberta a iniziare un viaggio in molte dimensioni. In un luogo misterioso di Torino, dove si cela un Talismano potentissimo, lascito di un’antica leggenda che avvolge le origini della città. Nel tempo, secoli addietro, quando il nome Torino non esisteva ancora. E in se stessa, in tutta la smisurata bellezza e vastità della sua vita interiore.

Cosa c’era scritto, in quella busta? E cos’è, questo Talismano? E la leggenda?
Scoprirete tutto a tempo debito, nel libro viene rivelato tutto tutto! :-D

Non è un semplice romanzo esoterico, con i Tarocchi protagonisti più o meno nascosti. È un romanzo di esplorazione, formazione, crescita e sviluppo, direttamente nello spazio sconfinato della nostra vita interiore. È un posto dove alcuni di noi non amano andare per nulla, pensando di non trovare niente o che non valga la pena. E’ il posto, però, dove ha origine e creazione tutto, è la nostra vera e propria fonte. E’ illimitata, colma di tutto e del suo contrario, e ancora di più, poiché supera tutte le nostre proiezioni e definizioni mentali. È il posto dove qualcuno nasconderebbe volentieri un Talismano…

Prendendo spunto dal lato esoterico e misterioso di Torino, Mara Cassardo crea un bellissimo percorso interiore. Con facilità, gentilezza e velocità di espressione e molta chiarezza. Non c’è bisogno di essere fumosi, anche se un po’ di reticenza non guasta: lo spazio di esplorazione è estremamente potente ma anche delicato e merita di essere trattato con rispetto e gentilezza.

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