domenica 17 giugno 2018

Omar Fassio – Quattro con – Lo sport che trasforma

LoreGasp

Un libro divertente, dolce e che fa riflettere e che arriva con un mese di ritardo su queste pagine… ah, le lettrici ex-furiose, che persone senza cognizione del tempo che sono! Però hanno una buona memoria, e una predisposizione a gustarsi il libro in quel contenitore illimitato, in quello spazio in cui amano entrare ad ogni piè sospinto.

Ho letto il libro e conosciuto il suo autore, Omar Fassio, un mese e mezzo fa in occasione di una presentazione organizzata dalla Libreria Belgravia di Torino, nell’ambito degli eventi per il Salone Off, sabato 12 maggio. Sì, il Salone di Torino. È suo il fantasma che aleggia in queste pagine, che non ho ancora concretizzato. Lo faccio a partire dai libri che ho letto, e che sto leggendo.
Per Belgravia, è nato un confronto a tre autori + blogger: Omar Fassio, con Quattro con, Mara Cassardo, con Arcana Permutatio, e Giovanni Magistrelli, Il tempo degli dei. Il filo comune tra gli scrittori è la casa editrice, Astro Edizioni, ed uno sguardo d’esplorazione sulla crescita interiore degli esseri umani, che segue canali e manifestazioni diverse nei loro libri.

Per Omar Fassio, il canale che trasforma è lo sport, o meglio, “uno sport che non è uno sport”, come da sue parole. Al centro del suo libro troviamo Eliodoro, che impariamo subito a chiamare Elio per velocità e pudore del personaggio stesso; è un tredicenne che non ama moltissimo il suo nome e lo abbrevia per ripararsi dalla crudeltà degli sbeffeggi altrui. Inizia il liceo a Torino mentre apriamo il libro e impariamo subito a rincorrerlo. Non è un tipo che sta molto fermo, Elio… e non perché ami muoversi o pratichi uno sport di velocità, ma perché ama sfuggire. Sfugge ai genitori, sfugge ai compagni, sfugge a se stesso. È un teppista? Un ragazzino che s’invischia in giri strani, in cerca di avventure?


No, al contrario. È un adolescente che, mentre cerca di sapere chi è, sfugge all’attenzione altrui. È uno bravo a scuola, s’impegna, legge, s’informa. Solo, non vuole che si sappia. Quando esce da scuola, corre a casa. E quando è casa, corre al pc, dopo aver limitato i contatti con i genitori. Niente di grave con loro, ma l’atmosfera in casa non è delle più distese… mamma e papà trovano spesso motivi per litigare e lui non sopporta il carico. Al pc, corre a chattare. Con Eliza, un programma di intelligenza artificiale. Una sorta di nonna (o zia?) di Siri, l’assistente virtuale di Apple più famosa del mondo telematico 2.0 odierno. Con lei si trova a suo agio a sufficienza per scambiare le sue vedute.  E dalle sue risposte, sempre di sollecito, Elio trae spunti e nuova forza per andare avanti. Sono notevoli, le sue chiacchierate con Eliza. Brevi, concise, e… a senso unico.

 Elio va a scuola e sfugge, vuole essere invisibile. Purtroppo per lui, gli va male. Due compagni di scuola, di cui uno più grande, lo notano subito e cercano di parlargli. Elio crede che siano bulli in cerca di vittime… e sfugge. Non per sempre, i due ragazzi (Tommy e Alessia, di sedici anni) riescono a “catturarlo” e a fargli la loro proposta: non di passare loro la sua paghetta in cambio della pace, ma di essere il loro timoniere. Elio è strabiliato, cade dalle nuvole. Gli spiegano che fanno parte di una società di canottaggio di nome “Romolo e il remo”, soprannominata poi Remolo: sono in quattro e hanno bisogno di qualcuno che faccia il timoniere. Benché sia tentato, nuovamente, di scappare, Elio tentenna. Forse… qui c’è qualcosa per lui. Comincia a informarsi sul canottaggio, scopre una dimensione allettante e si tuffa, letteralmente.

Da questo momento in poi, la vita di Elio cambia, cresce, si trasforma. Le sue potenzialità si aprono, e man mano, Elio disimpara a sfuggire. Anche da se stesso! Conosce il suo equipaggio, impara a fare il timoniere, si allena, partecipa a gare, entra nelle dinamiche dei rapporti tra adolescenti, anche con le prime cotte, le prime illusioni e disillusioni, qualche sconfitta, si misura con il mondo degli adulti al di fuori di famiglia-insegnanti, con un coach che gli apre gli occhi e lo stimola.

Cosa bolle nella pentola dello scrittore?
Mi sono divertita, con Eliodoro. Il suo spirito, già molto presente e sviluppato, nonostante tutti i suoi tentativi di ignorarlo. La sua volontà di conoscere e scoprire, più forte di tutti i suoi dubbi e sempre in azione, nonostante tutti i suoi blocchi da adolescente. La sua formazione interiore, la sua crescita.

Raccontate con stupore, con la meraviglia di assistere ad uno spettacolo senza precedenti, e anche con amarezza in certi punti. Uno stile scorrevole, veloce e rassicurante, come una performance sportiva in cui gli atleti entrano in quel magico stato di flusso, per cui quello che fanno viene facile e spontaneo, una gioia a vedersi.









Da sinistra: Giovanni Magistrelli, Mara Cassardo, Omar Fassio, Loredana Gasparri


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