mercoledì 12 ottobre 2016

Valentina Olivastri – Prohibita imago. Rinascimento in giallo e rosso.

LoreGasp

Un libro antico. Mi viene da definirlo così, e non solo per il contenuto, ma anche per il genere e il taglio narrativo. Lo comprai diversi anni fa, attirata dalla copertina: “Un omicidio nasconde il più intrigante ed erotico dei misteri dell’arte. Helena Fenton è decisa a svelarlo.” Ce n’è abbastanza per andare a risvegliare l’Indiana Jones che dorme in ogni lettore. E non dimentichiamo anche un richiamo al contestatissimo Dan Brown e al suo qualche volta ridicolo approccio ai misteri letterario-artistici. Qui c’è tanto del primo, pochissimo del secondo.

La storia, in breve, si svolge a Bardiano, provincia di Siena, Toscana. Un eccentrico appassionato di storia di alimentazione, Gabriel Palmer, frequentatore di lunga data della cittadina e delle sue istituzioni artistiche, viene trovato cadavere nei pressi di un sito archeologico etrusco. Un evento tragico e senza precedenti, in una cittadina con criminalità quasi nulla. Ben presto, però, la vicenda si trasforma in un giallo a tutti gli effetti. 

L’apparenza di appassionato storico dell’alimentazione si sgretola presto, non appena il figlio Dan Hunter, apprezzato gallerista d’arte americano arriva in paese richiamato dallo stesso Palmer, dopo una decina d’anni di assenza e di silenzio. Accompagnato da una ricercatrice esperta di pittura italiana, Helena Fenton, Dan ricostruisce la vera identità del padre, passando attraverso la risoluzione di uno di quei misteri culturali che affiorano come leggenda nella storia dell’arte di ogni paese. Si tratta di sedici disegni a sfondo erotico, singolare opera di Giulio Romano, realizzati nel XV secolo, oggetto di un’aspra contestazione e di una guerra senza quartiere da parte della Chiesa moralizzatrice, nonché di una caccia appassionata da parte di amatori, collezionisti, esperti d’arte di ogni tempo, spazio e luogo.

Nel tentativo di stornare l’attenzione da un’opera giudicata troppo licenziosa, chiacchiere disseminate ad arte trasformano i disegni, chiamati I Modi, in una specie di leggenda “metropolitana”, una favola o una vanteria da ubriachi senza alcun fondamento. Del resto, questi scomparvero da un momento all’altro e Giulio Romano, fuggito da Roma per evitare il braccio armato della Chiesa, non ritornò mai più sull’argomento, avvalorando il carattere di favola e di diceria dell’opera.

Sembra però, che I Modi esistessero sul serio. E non fossero finiti in cenere.

Valentina Olivastri, ricercatrice di studi rinascimentali, in forza alla Bodleian Library di Oxford, costruisce un romanzo storico molto forte, imperniandolo su alcune figure importanti della nostra storia letteraria e artistica. Non vi sono solo Giulio Romano e Marcantonio Raimondi, fine incisore molto noto dell’epoca, ma impariamo a conoscere anche un po’ più da vicino Pietro Aretino e uno dei lati meno conosciuti nientemeno di… Raffaello Sanzio, l’Urbinate.

Il capitolo che lo riguarda è sorprendente, e molto… umano.

Dicevo che si tratta di un romanzo molto forte, soprattutto perché verosimile, distribuendosi attraverso livelli differenti. Quello della ricerca storico-artistica è molto ben documentato e spiegato al lettore con facilità, che spesso manca di tutti i riferimenti colti dell’ambiente in cui vivevano l’Aretino e Giulio Romano. Le vicende umane, dei protagonisti del secolo attuale che cercano tracce dei disegni erotici e di un assassino, sono sobrie senza colpi di scena sensazionalistici alla Dan Brown, e con un pizzico di sensualità, soprattutto quella che s’intreccia intorno ai giovani Dan e Helena. Il loro rapporto è tratteggiato con realismo dolce, senza nessuna attenzione morbosa o insistita sui loro abbracci.

In effetti, la sensualità è il movimento portante dello stile dell’autrice, ma coinvolge tutti i sensi, e non solo in ambito amoroso. Gabriel Palmer è un appassionato di cucina e di storia della cucina, e apprezza abbinamenti di sapori, ricette elaborate e semplici. Helena Fenton e Dan Hunter si soffermano incantati ad ammirare i particolari molto vivi di quadri rinascimentali, così ricchi, pieni e intensi di vita anche quando il soggetto raffigurato dovrebbe essere ascetico e lontano anni luce da qualunque suggerimento di carne.

La stessa lingua, quella seicentesca di Giulio Romano, e quella moderna dell’autrice, suggeriscono vibrazioni materiali, concrete, dolci, da cui lasciarsi cullare.


Se volete un libro che parli a tutti i vostri sensi, e che stuzzichi la vostra intelligenza e cultura, magari da leggere in una giornata di relax, vicino a tisane e candele profumate, in una poltrona morbida, è sicuramente la scelta giusta. Lo chiuderete e vi sentirete rilassati, rinvigoriti e arricchiti come se aveste assistito ad una piacevole lezione universitaria seguita da un massaggio corroborante.

4 commenti:

  1. Ciao. Non lo conoscevo, ma mi hai incuriosita tantissimo. Lo cerco il prima possibile.

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    1. Se ti piace il genere, fai bene a cercarlo. Esiste anche un seguito, con lo stesso personaggio di HelenaFenton, ma con un soggetto d'indagine artistica diverso. Aspetto i tuoi commenti, quando l'avrai letto. A presto!

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  2. Ciao cara sembra un libro davvero insolito ed intrigante - una giallo forse un pò noir coinvolgente e misterioso.
    Voto in Net Parade per il blog - come ogni volta che passo. O quasi .......
    Buona giornata ottimo venerdì ma migliore fine settimana in arrivo - anche se bagnato !

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    1. Ciao! È stata una bella riscoperta di un argomento quasi passato di moda... Buon weekend anche a te e grazie del voto, che ricambio!

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