lunedì 9 marzo 2015

Il furore...CONTAGIOSO!

Ecco un post riflessione di Marzia, non ascrivibile in nessuna rubrica...in questo caso, si vede come il Furore Di Aver Libri sia trasversale a qualunque forma, rubrica, spazio, tempo, persona, ecc. :-D

Dodici casi per i Vedovi Neri 
Isaac Asimov

Il club dei Vedovi Neri è composto da sei gentiluomini, forse un po' troppo litigiosi, che ogni mese si riuniscono in un ristorante per mangiare cibi raffinati, bere del buon brandy e conversare amabilmente, serviti da Henry, il fidato cameriere eletto membro onorario del club.
A ogni riunione invitano un ospite, al quale pongono una domanda: <<Come giustifica la sua esistenza?>> (voce dell'amanita: una domanda di riserva? Già vivere è complicato, dover anche giustificare l'esistenza...)
Si sviluppa così un vivace contraddittorio che non tarda a colorarsi delle tinte del mistero quando l'ospite, rivelando un dettaglio in apparenza insignificante della sua vita, innesca involontariamente un piccolo o grande enigma alla cui soluzione si dedicheranno i sei... sette Vedovi Neri.

Avvertenza.
Se bazzicate questo blog, sappiate che prima o poi verrete irrimediabilmente contagiati.
Libri che mai e poi mai prendereste in mano, vi arriveranno a casa.
Pagine su cui non desiderate posare i vostri sacri occhiali, attireranno lo sguardo. Comincerete con un ingenuo: ma sì, me l'hanno prestato - (meglio ancora) regalato...
Libri, che in negozio snobbate con la regale allure di una Grace Kelly col set completo di scettro-corona-e-mantello-d'ermellino, vi inseguiranno alitandovi sul collo. Ignoro se Grace Kelly avesse il set completo, ma riesco ad immaginare la scena. La sottoscritta col suddetto set sarebbe semplicemente ridicola. Al massimo dispongo di una stampella, che mi rende anche pericolosa.
Dicevo: arriveranno.
Senza neanche avvisare.
Ora, non che non abbia gradito Asimov. Anzi.
Ma può capitare che l'amico di un conoscente di una collega di un cugino abbia apprezzato un post pubblicato da Loredana e per il vostro compleanno vi dica: "non è il mio genere, ma ho visto che qualcuno ne ha parlato sul tuo blog preferito e te li passo". Oppure la variante: "non è proprio il libro di cui avete scritto, ma della stessa serie; tanti auguri, nè!" (con la "u" di augUri rigorosamente stretta, come la "u" francese, e le altre vocali vergognosamente larghe).
Io vi ho debitamente avvisato.
Perché mi è accaduto e colgo l'occasione: grazie a tutte le anime pie che mi regalano libri.
E stavolta tocca a me dare ragione a Loredana, che dedicò un post al primo dei quattro libri di racconti. Sia per lo stile, sia  per l'atmosfera: è un libro divertente, ingannevolmente leggero e molto cinematografico.
Sì, sì e ancora sì. Io ci ho visto anche un Gregory Peck o la coppia Curtis-Moore di Attenti a quei due!
Aggiungo solo un paio di dettagli.
In genere non amo particolarmente i racconti, preferisco i bei "tomoni ciccioni" e sostanziosi, ma ho letto questi molto volentieri. E le note al fondo di Asimov sono vere chicche.
Questi vedovi sono un'ottima compagnia nelle sale d'attesa dello specialista di turno, possono offrire spunti di conversazione col vicino di fila simpatico  o tenere lontano quello molesto.

Piccolo regalo:

INTRODUZIONE


Non credo ci sia molto altro da dire, sui Vedovi Neri rispetto a quanto non abbia già esposto nei Racconti dei Vedovi Neri. Quello era il primo libro della serie, e ora avete tra le mani il secondo.
In quella prima introduzione spiegavo che i Vedovi Neri traggono ispirazione da un Club che esiste davvero e al quale appartengo, di nome Trap-Door Spiders. Sul quale non aggiungerò altro, perché se avete già letto I Racconti dei Vedovi Neri la ripetizione vi annoierebbe, e se non li avete letti preferisco lasciare che la curiosità vi tormenti, di modo che vi sentiate spinti a comprare il primo libro e porre rimedio alla lacuna.
Tra l'altro, all'indomani della pubblicazione de I Racconti, ne regalai una copia a ciascun membro dei Trap-Door Spiders. Tutti, nessuno escluso, si finsero molto compiaciuti dall'operazione; e io, ovviamente, finsi di credere che lo fossero davvero.
Ora non ho altro da dire, ma perché non vi abbandoniate toppo presto alla gioia di esservi sbarazzati di me, mi corre l'obbligo di avvisarvi che mi ritroverete nella breve nota che segue ciascun racconto.

I. Asimov, Dodici casi per i Vedovi Neri, minimum fax, Roma, 2012, p. 7.  

Ehm. Adesso mi manca solo il primo della serie, che ho già ordinato.
LOREDANA, SEI UN PERICOLO PUBBLICO!

4 commenti:

  1. Lessi "Io, robot" prima che ne ricavassero il film. Mi piacque, ma solo con questi racconti apprezzo pienamente Asimov.
    Ecco perché:
    "Devo ammetterlo: uno dei motivi per cui i miei Vedovi Neri sembrano tanto eruditi, e in una tale vastità di materie, è che il signore che li scrive ha accumulato in una vita un'ottima biblioteca." I. Asimov, op. cit., p. 172.
    Asimov era un "furioso"!

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    1. Oltre che confortante e consolante saperlo, rispondo all'ultima invocazione: sì, sono un pericolo pubblico. Per le tasche dei lettori, sì. Sono qui apposta...:-D

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  2. Grande Asimov - posso dirti solo questo - leggere leggere leggere

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    1. La nostra parola d'ordine...sono d'accordissimo!

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