martedì 11 agosto 2015

L'Amanita#58 - L'Amanita non ha tempismo - Autopsia del terzo millennio

Loredana ve ne ha già parlato. In modo esaustivo. 
Ma lo sapete, no? 
Siamo spacciatrici di libri, quindi - rosa a parte - è ovvio che un libro consigliato dalle mie complici arrivi tra le mie mani e viceversa. 
Primo problema: è un libro di racconti. Il genere non mi entusiasma. Preferisco volumi più consistenti, trame più complesse, anche se fatico ad orientarmi tra tanti personaggi e tutte le loro vicende.
Detto questo, consiglio di leggere Autopsia del terzo millennio. Non posso definirlo un bel libro; non è un problema di stile o linguaggio:  è ben scritto. Il disagio nasce dagli argomenti che tocca. 
Fa male. 
Mette il dito su tutte le piaghe aperte di quest'angolo di mondo (voce gnomica di sfondo: con un titolo così, che t'aspettavi?). 
L'insegnante in pensione, dopo anni di "missione" per trasmettere cultura e sapere con passione, si trova con una manciata di euro con cui non arriva a fine mese. La ragazza dell'Est, l'adolescente omosessuale, donne brutalmente massacrate di botte e violate e tutta una carrellata di personaggi: una lavagna tappezzata di istantanee, scatti in bianco e nero della realtà che ci circonda. Una pennellata di rosso sangue qua, qualche raggio di sole là, un prato verde sotto un cielo azzurro un po' in disparte. 
Nel mio caso è il libro giusto al momento sbagliato, per questo non ho avuto tempismo. Neurino-mio ha esposto il cartello "chiuso per ferie", più eloquente di così: è il momento dei gialli, dei rosa, delle favole. 
Autopsia del terzo millennio  è un libro da quaresima.
Mi spiego.
Non sono una sostenitrice del "siamo nati per soffrire", "ognuno ha la sua croce" ed altre baggianate simili, retaggio di un cristianesimo cattolico mal capito e peggio diffuso. Quindi non tengo un libro che non mi fa piacere leggere per un periodo per me tanto importante. 
Se un libro non mi piace, smetto di leggerlo e lo faccio "girare".
Lo definisco così perché bisogna centellinarlo, leggere un capitolo, lasciarlo decantare, magari leggere altro e poi ricominciare. 
Ruminarlo. 
Perché viviamo davvero in un terzo millennio abortito. 

2 commenti:

  1. Mi spiace proprio per questa mancanza di tempismo.
    O magari sarei stata infastidita anche in altri "periodi meno hakuna matata": l'autopsia - visto che mi considero sbacalita, ma ancora viva - è un'operazione alquanto dolorosa.
    E fa veramente male sbattere contro la realtà insana in cui siamo immersi.

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  2. Infatti. E dalla quale finiscono per salvarci solo i libri.

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