lunedì 31 agosto 2015

Dialoghi con l'Amanita#5 - Assenze e pensieri (confusi, tanto per cambiare...)

LoreGasp e L'Amanita

Samvise Gamgee, Maren Jeskanen
Andate in pace! Non dirò: "Non piangete", perché non tutte le lacrime sono un male. 
Gandalf

Piccola premessa: non vado in vacanza, ma sono in ferie e nel periodo dedicato al riposo spesso la sera guardo un film. Da "La sposa cadavere" a "Cats", passando per "Bella e la Bestia" (sì, ho un debole per il vecchiume e il musical). 
Mentre rileggevo il "tomone" (1500 pagine!) della saga di Terramare, ho avuto bisogno di riprendere la trilogia del SdA - forse perché Loredana ha pensato bene di ripassarlo e ci scambiamo impressioni. 
Leggere i due libri contemporaneamente è al di là delle mie capacità; ho risolto in modo alternativo: libro di giorno, film la sera. 
Chiarisco subito: ho apprezzato la lettura della Le Guin e sicuramente rileggerò la saga. Il libro tiene buona compagnia,   è un acquisto che non finisce nel "pacco degli scambi".
Ho imparato ad apprezzare Ged il mago, Tenar è una gran donna e c'è la solita vecchia storia del potere al maschile: solo gli uomini possono essere re e maghi PRRRRRRRRRRRRRRRRR (scusatemi, ma non riesco a trattenermi)?

Dicevo. Tenar non è l'unico bel personaggio femminile. Ci sono principesse, draghi che si trasformano in fanciulle, streghe più o meno affidabili. 
Ma, ancora una volta, è il Signore degli Anelli - stavolta in tandem con Loredana - a coinvolgermi e rispondermi.
Leggevo il libro, scrivevo il post, guardavo i film dell'altra saga e commentavo assieme a lei. Sto sghignazzando: poi mi lagno se "tiro fuori" post sconclusionati!  
Meditavamo su Frodo e Gollum, portatori dell'anello. Sui grandi eroi e i piccoli hobbit, Sam in modo particolare.
Conoscere il bene e il male. 
Alla fine Frodo cede, irretito dal Tesssoro; si salva grazie a Gollum. Gollum che, ormai, non è più recuperabile... ma  distrugge l'anello. 
Il male annienta se stesso.
Qual è il nesso?

Le due saghe hanno temi e "personaggi"  in comune, ma ho finito in modi diversi.
Finito di leggere, ho imprecato un pochino: comincia a diventare difficile trovare lo spazio nei mei scaffali e Terramare è decisamente voluminoso.
Quando Sam solleva Frodo ("Then let us be rid of it... once and for all! Come on, Mr. Frodo. I can't carry it for you... but I can carry you!") devo togliere gli occhiali: comincio a piangere e vado avanti anche dopo aver messo via il DVD. Non parliamo del libro: rischio sempre di allagare l'ultima parte. 
Terramare è un passatempo piacevole, ma Il Signore degli Anelli entra in risonanza e tocca corde molto sensibili.
Ed ecco a voi: l'assenza! Non ho pianto alla fine della saga di Terramare. Per quanto fornisca parecchi spunti di riflessione, è come un'orchestra eccellente che suona musica di un compositore moderno... ma io ho un'anima barocca.
Il Signore degli Anelli, pur essendo in prosa, ha la struttura degli antichi poemi (è uno dei motivi per cui ho faticato ad "entrarci": non amo la poesia).

Lacrime a parte, ultimamente  i nostri conciliaboli riguardano Sam. La sua forza, ricca di speranza, porta Frodo fino al Monte Fato. Qua Frodo, sfinito e corroso, "si perde".
La prima volta che vidi il film - e poi lessi il libro - pensai: voglio bene a Frodo, ma non riesco a "digerire" il cedimento finale; caspita, è un libro, almeno lì abbi la forza di resistere. Ma - come Loredana mi ha giustamente risposto - il male chiama il male fino ad autodistruggersi. 
Così siamo d'accordo: Sam è un gran bel personaggio. 
Amo molto anche il "piccolo" Pipino: è il più giovane, è il ragazzo che diventa uomo davanti ai nostri occhi. Commette fesserie ed errori pericolosi, ma grazie a quello che impara fra "i grandi" riesce a ripulire la Contea assieme a Sam e Merry.

Ma ora rilancio, Loredana. Una volta ti piaceva molto Tom Bombadil (non c'è nel film) e Treebeard (Barbalbero) non ti diceva granché; io amo Treebeard: finalmente la natura seviziata dall'uomo fa sentire la sua voce potente. Saruman il "saggio" avrebbe dovuto essere custode... ma la sua mente è fatta di ingranaggi, come una macchina distruttrice e Barbalbero guida contro Isengard "l'ultima marcia degli Ent". 
Che mi dici di Barbalbero? 

...ed eccomi. Si parla de Il Signore degli Anelli, e io ricompaio. Sono ferma ancora alle Miniere di Moria, o meglio, alle sue porte. Qualcosa mi trattiene fuori, e io so benissimo di dover dire "Amici" ed entrare. Risolverò il problema quanto prima. Mi riallaccio al discorso di Frodo e Sam. Devo dire che, negli anni passati, questi due personaggi erano quelli che amavo di meno, in un certo senso. Frodo mi sembrava...troppo, da sopportare. Troppo lamentoso. Troppo debole con Gollum. Troppo esposto. Troppo "incapace" di essere uomo (oppure Hobbit). E va bene che l'Unico era una seccatura in edizione Deluxe, ma reagire con un po' di forza in più?

Il senso di missione di Sam Gamgee
Sam mi sembrava funzionale solo nel suo rapporto con Frodo: l'amico fedelissimo, fino in fondo, fissato con gli Elfi, e basta. Nelle ultime due letture, la tredicesima e la quattordicesima, quella attuale, è venuto fuori con prepotenza. Il suo senso di descrizione delle cose e delle persone, per esempio. E il senso di missione, che si vede bene in questa citazione fotografata dal libro. Sono parole semplici, che ciascuno di noi potrebbe dire, per spiegare cose che sono troppo al di fuori e troppo grandi rispetto a noi. E per la forza d'animo che tira fuori nel momento più buio di tutti, quando Frodo è fuori uso, prima ancora del Monte Fato. E' agli sgoccioli, quasi divorato dall'Anello, mezzo ucciso dalla mostruosa Shelob. L'unico che può reagire è Sam, e lo fa.

Ma nemmeno lui può sostituirsi a Frodo, anche se trova il modo di sostituirsi ad un intero esercito di cavalleria porta-salvezza, seminando sgomento e parecchia preoccupazione tra i nervosi Orchetti in casa loro, a Mordor. Il Male ha un certo senso dell'ironia...sceglie proprio uno dei suoi araldi, per annientarsi da solo, con l'invasato Gollum.

Dicevi di Tom Bombadil e Barbalbero. Anche questi sono due personaggi cui non ho reso completamente giustizia. Il primo è...un dio sfuggente. Svampito all'apparenza, preoccupato solo di cantare ed esternare gioia. Potentissimo e parecchio tempista, in pratica. Con lui, gli Spettri dei Tumuli non reggono. E' la dissimulazione del Bene. Mentre il Male ama mostrarsi nella potenza dei suoi eserciti oscuri, il Bene si nasconde nei boschi e nelle creature di luce, apparentemente semplici. Quando è necessario raddrizzare una situazione che scivola nel buio e nell'angoscia, però, questo vestitino leggero sparisce, e la Luce arriva inarrestabile, con Bombadil che salta e canta, senza fermarsi, per far arretrare e annientare il Buio.

Lo stesso si può dire di Barbalbero e degli Ent. Custodi semplici e disadorni di forze primordiali come quelle della Natura, che una volta offese rivelano tutta la loro potenza. Non è facile farlo, senza lasciarsi cogliere dall'autocompiacimento per la propria forza...e forse è questo uno dei motivi che spinge gli schieramenti positivi del libro a nascondersi dietro facciate dimesse. Nel film, Barbalbero urla contro Saruman, accusandolo di essere venuto meno al suo ruolo di custode della Natura, ed è stato un momento che mi è piaciuto particolarmente, e che ha segnato la rivalutazione di questo personaggio. Quando ci arriverò, vedremo cosa salterà ancora fuori...



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