venerdì 28 agosto 2015

L'Amanita#59 - L'Amanita va in ferie - La saga di Terramare

L'Amanita

Neurino-Mio segue ancora il vecchio ciclo scolastico. A maggio comincia a dare segni di impazienza, a giugno attacca l'intermittenza, ad agosto appende un bel "chiuso per ferie" - scritto già a luglio - senza degnarsi di comunicare date di rientro.
E vacanza per me spesso è un tuffo nella magia. 
Avevo due opzioni: due trilogie di Dragonlance (i draghi e i gemelli) o la saga di Terramare (Il Mago, Le Tombe di Atuan, Il Signore dei Draghi, L'Isola del Drago, I Venti di Terramare, Le Leggende di Terramare). 
Dragonlance... ammetto di avere qualche remora. Lo lessi tantissimo tempo fa e ho qualche vago ricordo di una lettura piacevole. 

Perché esito? Vi capita mai di rileggere dopo tanto tempo un libro, che ricordate gradevole, e si rivela un bidone tremendo? A me successe con T. Brooks. A quindici anni piansi calde lacrime alla morte del druido di turno. Riletto dopo i vent'anni... non andai oltre l'inizio del primo libro, lo stomaco in subbuglio. 

Severino, del blog The Obsidian Mirror, una volta mi ha risposto che col fantasy bisogna essere cauti "perché c'è in giro un sacco di fuffa" (sic!). 
Parole sante! Adatte anche ad altri argomenti, direi. 
Con la magia il rischio di esagerare è più esasperante; magari è una mia mania: amo il genere, ma comincio ad innervosirmi quando mi trovo catapultata in mondi inventati (Il Signore degli Anelli è la famosa eccezione). Che bisogno c'è di inventare altri mondi? La cara vecchia terra non vi basta? Amo Merlino, personaggio cronologicamente e storicamente incerto,  ma legato al mio patrimonio culturale. Questo è anche uno dei  motivi per cui adoro Gens Arcana; spazio e tempo ben definiti: Firenze 1477, con i Medici, la congiura dei Pazzi ed uno sfondo storico curato e preciso. 
Non ero in grado di sopportare disillusioni. Meglio una "fuffa" quasi nuova; quasi perché avevo già leggiucchiato a sbafo "Il mago" (prima edizione: 1968! Lo so, non c'entra niente, ma mi emoziona leggere un libro quasi mio coetaneo), appoggiata al fido scaffale. 
Ora, comodamente spaparanzata sul mio divano, leggo sul risvolto della copertina :  

Nel mondo incantato di Terramare, fatto di arcipelaghi e acque sconfinate, un giovane pastore possiede il dono di parlare agli animali e di piegarli alla sua volontà con misteriosi sortilegi. Non sa ancora di essere Ged, il grande mago destinato a sconfiggere le forze dell'oscurità che minacciano di sopraffare il suo mondo. Solo il duro e avventuroso apprendistato presso la Scuola per Maghi (voce indignata dell'Amanita: scuola per soli maschi, grrrrrr!) dell'isola di Roke lo renderà degno di diventare Signore dei Draghi (be', se ci sono i draghi...) e di sfidare le potenze del male. Ma lungo il percorso, in un viaggio che lo spingerà oltre il regno della morte, incontrerà un nemico inaspettato: la propria ambizione e desiderio di potere, che lo costringeranno a misurarsi con l'Ombra...

Terramare è un altro mondo; va be', chiudo un occhio. 
Il primo impatto col protagonista non è buono. L'ho insultato parecchio: a prima vista è arrogante, antipatico, borioso... mi ha fatto pensare a Boromir. Ho cominciato ad apprezzarlo verso la fine del primo libro, quando affronta la propria Ombra e matura.
Finalmente mi ha trascinato nelle sue pagine. 
C'è il duello continuo tra luce e tenebre e c'è la lotta interiore di ogni essere umano in crescita, che poi è lo stesso scontro luce/tenebre combattuto nel microcosmo-uomo. Ged cresce quando affronta la propria Ombra, quella che nasce nella sua anima. 
C'è una co-protagonista eccezionale, Tenar: da sacerdotessa dell'Oscurità a Signora dei Draghi; un Signore dei Draghi è colui che non solo esce vivo da un incontro ravvicinato con uno di questi simpatici tipacci, ma ottiene anche una risposta dal suddetto.
C'è la magia. A scuola ci sono l'Arcimago e nove maestri: il Maestro Erborista, il Maestro dei Venti, dei Canti, delle Mani, delle Metamorfosi, delle Evocazioni, dei Modelli, dei Nomi e il Maestro Guardiano. Ma la fonte del potere è la conoscenza del vero Idioma e dei veri Nomi; conoscere il nome di cose e persone permette di giungere all'essenza stessa. (*)

La  Scuola sull'isola di Roke (...), lì i ragazzi divengono esperti dei vari tipi di stregoneria, imparano nomi, rune, formule e incantesimi, ciò che si dovrebbe e ciò che non si dovrebbe fare, e perché.
(...)
- Ero terrorizzato dalla tua presenza. Avevo paura della morte. E non facevo niente, niente, a parte cercare di nascondermi dall'orrore della morte.
Il Mago si chinò in avanti, prese la mano del ragazzo e la strinse forte. Pronunciò il vero nome del ragazzo, che non aveva mai pronunciato.
- Lebennen. - Poi lo ripeté: - Lebennen, questo (si riferisce al mondo, alla situazione che stanno affrontando) è. E tu sei. Non c'è sicurezza e non c'è fine. La parola dev'essere sentita nel silenzio. Deve esserci il buio per vedere le stelle. (Il Signore dei draghi, p. 554)
E, nonostante i miei primi mugugni, c'è una forte presenza femminile: alla faccia della scuola per soli uomini, c'è una femminilità ricca di potere, che si svela lentamente. Tenar non è l'unico personaggio interessante. 

Emergo dalla "prima-lettura-tutta-di-seguito" confusa e con tristezza.
Confusa da un'assenza. Forse ho letto troppe pagine senza pause e devo recuperare parecchi dettagli, ma mi sembra di aver mangiato un cuneese al rum senza rum. Vedremo...
La tristezza è chiara e motivata: c'è qualcosa di profetico nel tema della perdita del Vero Idioma e della magia ad esso legata. Dimenticare la propria lingua significa perdere le origini, l'identità personale e collettiva. 
Guardatevi attorno. Ascoltate i discorsi (discorsi, pffffff!). 
Tra un caBIP! e un miBIP!, dov'è l'italiano con tutta la sua ricchezza, figlia della potenza del latino?**



Dimenticavo. 
Merlino è sempre Merlino: non ha rivali. 


____________________
* Recentemente ho riletto la trilogia di Merlino - ho lasciato qualche traccia qua sul Furore - e qualcuno suggerì le opere della Le Guin; forse non la saga di Terramare, ma avevo già adocchiato "Il Mago". Oltre a ringraziare per il consiglio, aggiungo che capisco perché possa nascere un'associazione d'idee. Draghi a parte, c'è una vaga affinità tra questi maghi; non dirò di più: io non faccio recensioni o riassunti, mi limito a sputacchiare spore!


** Mentre scrivevo tutta  questa sbrodazzatura e finivo di leggere l'ultimo libro della saga, Loredana ha pubblicato il post sul fantasy.
Non credo nelle coincidenze... chissà, forse un pizzico di magia ;-)?
A proposito di magia,  forse è meglio cominciare la "lettura seria". E forse devo chiarire a me stessa cosa  mi aspetto da un mago, perché dopo il sesto libro ho pensato: "Tutto qua? Dov'era la magia?".

4 commenti:

  1. ...dunque. Da dove inizio? Col dire che leggerò anche questa saga. Va bene, è un'ovvietà, ma è sempre un punto di partenza. Terri Brooks, non so perché, non mi convinse mai fino in fondo. Il suo druido mi innervosiva, in qualche modo. Su Il Signore degli Anelli ho detto di più, e tra un po' ne dirò ancora in un post a parte...non appena finisco la lettura. Mi piace moltissimo questa lotta di crescita tra luce e buio nella propria anima. Boromir ne è rimasto vittima (è stato il mio primo lutto letterario, la prima incrinatura seria tra me e Tolkien, che poi si è risanata a fatica), mentre questo giovane Ged sembra dimostrare più forza e resistenza.
    Hai ragione: Merlino non ha rivali. Non li avrà mai.

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  2. Te lo presto volentieri: lo rileggerò, ma non tanto presto. Ti piacerà Tenar e credo amerai i draghi.
    Sì, fornisce molti spunti, ma ho ancora un po' di confusione... e il Signore degli Anelli incombe!

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    Risposte
    1. Ah, se incombe lui...bisogna fargli strada.

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  3. Si proprio questa di cui parli in questo post è la versione della Saga di Terramare che ho comprato io l'anno scorso credo ;-)
    Devo riuscire a leggerlo ............

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