venerdì 26 giugno 2015

Eventi di lettura#3 - Nuda proprietà

Nuovi appuntamenti in arrivo.
Prendete nota che vi aspettiamo alla presentazione del libro Nuda Proprietà di Valeria Amerano,  in collaborazione con Scarabocchi Edicola e Cartolibreria che si terrà il 30 giugno 2015 alle ore 18.30 a Rosta presso il Bar Cake and Coffe di Tiziana Tragaioli – Piazza VI Novembre I. Per informazioni contattate il numero di telefono 011/9842397.
Per saperne di più potete collegarvi alla recensione già presente sul nostro blog (http://delfurorediaverlibri.blogspot.it/2015/05/nuda-proprieta-lamore-sorpresa.html). Vi aspettiamo.

Sospetti sul lago - Intervista con Anna Serra

Anna Serra
All'indomani (una serie di indomani, dovrei specificare) dell'evento di lettura a Rosta, a proposito dei Sospetti sul lago, opera prima di Anna Serra, abbiamo deciso di restare ancora un po' in compagnia della scrittrice, che ci ha già rivelato molto di sé e del suo spirito in quell'occasione. Qui di seguito riportiamo la piacevolissima conversazione alla scoperta dell'anima scrittrice e dei motori che la spingono a esprimersi.
Le iniziali identificano me, la Furiosa (L, per Loredana) e Anna, l'autrice (A).

L: Questa sera siamo qui a Rosta, ospiti della caffetteria  Cake and Coffee, in compagnia di Anna Serra  che ci parlerà del suo primo romanzo, Sospetti sul lago, pubblicato alla fine di febbraio di quest’anno. Innanzitutto vogliamo conoscerti un po’ meglio, scoprire chi sei e cosa fai nella vita, oltre a scrivere.

A: Dunque, sono un’insegnante, una prof! Insegno spagnolo in un liceo linguistico a Nichelino. Ho iniziato ad amare questa lingua quando avevo sedici anni e da allora non l’ho più abbandonata, migliorandola e perfezionandola. L’ho studiata all’università laureandomi in Lingue e Letterature straniere e poi ho capito che la mia strada era quella dell’insegnamento. Ormai insegno da una decina d’anni e sono molto soddisfatta del mio mestiere che spesso, oltre ad essere un lavoro che mi dà da vivere, è una vera e propria passione, in cui spendo molte energie e investo tutto il mio entusiasmo.

L: Bene, e invece la passione per la scrittura quando è nata?

A: Anche questa è nata abbastanza presto: avevo 12-13 anni, frequentavo la scuola media e la mia professoressa di italiano ci faceva leggere molto e scrivere. Per una decina d’anni sono stata costante nella stesura di un “diario segreto” in cui annotavo quasi giornalmente le mie vicissitudini e i miei tormenti di ragazzina alle prese con un’adolescenza alquanto complicata. Ho scritto anche dei racconti, ma non ho mai pubblicato nulla. Questo breve romanzo è il primo vero e proprio incontro con il pubblico, il mio esordio ufficiale.

L: Com’è nata l’idea di scrivere la storia raccontata in Sospetti sul lago?

A: Volevo creare una storia che parlasse di sentimenti, dell’interiorità di una donna dei giorni nostri che deve fare i conti con un momento di crisi nella sua vita apparentemente perfetta. Come ambientazione ho scelto di rendere omaggio a un posto che apprezzo particolarmente, il lago grande di Avigliana, non distante da Torino. A volte non ci rendiamo conto della bellezza, dell’incanto  di certi posti, eppure sono a due passi da noi, senza andare troppo lontano. E’ stata un’occasione per valorizzare una parte del nostro territorio. Il libro contiene numerose descrizioni del lago, con uno sguardo all’imponente e antichissima Sacra di San Michele. Il lago viene visto nelle sue metamorfosi stagionali: con i colori dell’autunno piuttosto che con il gelo dell’inverno.  La storia affronta anche temi di attualità che purtroppo riempiono spesso le pagine di cronaca nera, con episodi di rapine in abitazioni private e violenza fisica sulle donne.

L: Vuoi raccontarci più nel dettaglio il contenuto del libro? Senza ovviamente svelare troppo per non sciupare la curiosità dei nostri lettori …

A: Sì, certo. Questa è la storia di Rossella, una donna moderna, una donna come tante che si divide 
tra lavoro e famiglia: in ambito professionale la vediamo nei panni  di psicologa che ascolta con attenzione le confessioni più intime dei suoi pazienti, e la vediamo anche in veste di casalinga alle prese con i fornelli, il bucato e le camicie di suo marito da stirare. Una donna che quotidianamente tenta di far quadrare tutto alla perfezione, visto che non può contare molto sull’appoggio e sulla collaborazione del marito Alberto, un manager di successo sempre troppo preso dal suo lavoro, il suo computer, le sue email. E così Rossella, nella sua solitudine domestica, cerca conforto nell’amicizia di Stefano che tutti i sabati mattina si prende cura dei fiori e delle piante del suo giardino. All’inizio Stefano è l’uomo sensibile e premuroso che le offre regali genuini come un cesto di fragole piuttosto che un mazzetto di rucola con cui preparare un buon risotto. Tuttavia proprio quando questa amicizia pare trasformarsi in qualcosa di più, Rossella fa una scoperta sconcertante che stravolgerà la sua vita: Stefano sembra coincidere con il bastardo che ha abusato di lei nel corso di una rapina notturna che subisce in casa. Nella seconda parte del romanzo Rossella diventa protagonista di un’indagine casalinga molto rudimentale, a volte goffa, ai confini tra razionalità e pazzia, che  la porta a raccogliere indizi contro Stefano: una serie di dettagli e coincidenze sembrano guidarla verso un’unica direzione, facendo di Stefano l’ indiziato numero uno. Di conseguenza, l’amore nascente 
per lui si trasforma in sospetto e paura perché l’angelo e il demone potrebbero essere la stessa persona, il mostro di cui è stata vittima potrebbe trovarsi ad un passo da lei…

L:  Grazie per questo riassunto che ci ha permesso di scoprire più da vicino la storia, e in questo modo abbiamo anche spiegato il significato del titolo. Ma oltre non andiamo, non possiamo naturalmente svelare se i sospetti e i dubbi della protagonista sono fondati o meno, vi toccherà leggere il libro! Ascolta, il finale del romanzo si potrebbe definire aperto: non c’è una conclusione definitiva, la storia sembra alludere ad un seguito, ad una possibile continuazione. Stai per caso scrivendo il proseguimento della vicenda di Rossella?

A: Il finale è volutamente lasciato un po’ in sospeso, di modo che ciascun lettore possa immaginarsi una continuazione, quella che preferisce, in una o nell’altra direzione … Per ora non ho intenzione di scrivere una seconda parte; ciò non significa che abbia smesso di scrivere! Infatti sono alle prese con un altro romanzo, completamente slegato da questo. Devo ancora finirlo ma sono già a buon punto. Chissà se avrò la fortuna di pubblicarlo ….

giovedì 25 giugno 2015

Segnalazioni editoriali#14 - Il profumo del Sud, Linda Bertasi

Ecco una nuova uscita, giusto in tempo per avere un titolo in più da mettere nel valigione dei libri delle vacanze...

Linda Bertasi, Il profumo del Sud.

QUALIFICA DI MERITO COME ‘AUTORE COMMENDEVOLE’ AL VII PREMIO LETTERARIO EUROPEO ‘MASSA CITTA’ FIABESCA DI MARMO E MARE’
SECONDA EDIZIONE CON CONTENUTI INEDITI E LA PREFAZIONE DI ADELE VIERI CASTELLANO



SINOSSI: Porto di Genova 1858 - Venuta a conoscenza del suo scomodo passato, Anita Dalmasso decide di partire per il Nuovo Mondo. La traversata dell’Atlantico segnerà profondi mutamenti nella sua vita: l’incontro con l’affascinante uomo d’affari americano Justin Henderson e quello con Margherita Castaldo, liberale e impavida proprietaria terriera. Giunta a New York seguirà la nuova amica nella sua piantagione a Montgomery e qui sarà conquistata dalle bianche distese di cotone, dai profumi e dai colori del profondo Sud americano, con i suoi contrasti e le sue ingiustizie. Il destino avrà in serbo per lei non solo il rosso della passione, ma anche i travolgenti venti di guerra che si profilano all’orizzonte e che porteranno un’intera nazione alla guerra civile, sconvolgendo ancora una volta il corso della sua esistenza.










Linda Bertasi
Linda Bertasi nasce nel 1978.
Appassionata di storia e letteratura inglese, collabora con blog letterari, case editrici e web-magazine in qualità di redattrice e articolista.
Gestisce personalmente  il suo blog ufficiale dove da ampio spazio agli emergenti con segnalazioni, interviste e recensioni GRATUITE.
Nel Gennaio 2010, pubblica il romance contemporaneo “Destino di un amore”, cui fa seguito nel Febbraio 2011 il paranormal-romance “Il rifugio – Un amore senza tempo”che le vale, nel 2012, la Medaglia d'Argento al XXIII Premio Letterario 'Valle Senio'.
Nel Maggio 2013, pubblica il romanzo storico sentimentale “Il profumo del sud” che le vale la qualifica con merito di 'Autore commendevole' al VII Premio Letterario Europeo 'Massa città fiabesca'.
Sempre nel 2013, ha curato diverse prefazioni e dall'ottobre 2014 è membro dell'associazione EWWA  in qualità di socia ordinaria.
Proprietaria di una piccola realtà commerciale nella provincia di Ferrara, vive assieme al marito e alla figlia.

BLOG UFFICIALE AUTRICEhttp://lindabertasi.blogspot.it/

mercoledì 24 giugno 2015

Boomstick Award 2015 - Il Furore premiato

Domenica 21 giugno, il blog Diario di una Camionista Per Bene, ha assegnato al Blog Del Furore un premio dal nome e dalla storia particolari, il Boomstick Award 2015. Il nome arriva da un'arma (il bastone di tuono) usata nel film L'armata delle tenebre, diretto da Sam Reimi nel 1992, terzo capitolo di una saga horror. E' significativo e anche ironico che, quando ho deciso di chiudere con l'horror (soprattutto con i vampiri), mi è arrivato un premio proprio da quel lato...non smetterò di ridere tanto presto. Quello che ho gradito particolarmente, del premio, sono state le motivazioni scritte dalla blogger Giulia, che riporto qui:

  • Del Furore di avere Libri: non solo libri su questo blog che a me piace definire abbastanza serio. Loredana scrive spesso anche le sue opinioni e pensieri personali facendovi entrare un po' nella sua testa.

Mi fa davvero molto piacere. Significa che qualcuno ascolta e legge le mie elucubrazioni e che ha visto nel blog qualcosa di piacevolmente serio, in grado di offrire qualcosa. Cosa mi rimane da fare, a questo punto? Continuare, progredire, e sicuramente spiegare qualcosa di più sul premio.
L'inventore dell'Award.

Il Boomstick Award nasce da un'idea di Hell, del blog Book and Negative, perché "Il Boomstick è un premio per soli vincenti, per di più orgogliosi di esserlo. Tutto qua." Citato dall'articolo relativo del blog, che potete leggere qui. E questo non fa che aggiungere altro piacere...poiché il blogger si scaglia contro il buonismo di facciata, e qui sfonda una porta aperta, con me.
Forse l'ho dato per scontato, ma su questo blog scriviamo in tre, per cui, ogni premio preso dal blog, comprende le tre anime...

Questo il regolamento:

- Citare il nome dell'ideatore del premio e del banner
- Ringraziare il blog che vi ha nominato
- Attenersi alle regole
- Nominare altri 7 blog e motivarne la scelta

Ringrazio tantissimo Giulia del Diario di una Camionista Per Bene, per aver pensato a me e per le parole che ha scelto per identificare il Furore.
Qui di seguito la mia scelta dei 7 blog:

- Start from Scratch, perché l'atmosfera del suo blog è rarefatta, elegante, colta e anche tanto alla mano.
- Athenae Noctua, perché la cultura che vi si respira è tangibile e ispira ad imparare.
- Un lettore è un gran sognatore, perché Giovy che lo anima è decisa e poliedrica e lo mostra nel suo blog.
- Il Rifugio degli Elfi, perché è colorato, rilassante, e la sua animatrice blogger è sempre molto informata sul genere fantasy, che io adoro particolarmente.
- The Obsidian Mirror, perché offre viaggi in mondi di letture anche "pericolose", e non solo letture, ma estremamente affascinanti.
- La Lettrice Rampante, perché è preparatissima, spontanea e grandissima lettrice di titoli anche particolari.
- La Libridinosa, perché legge in quantità industriale e le sue recensioni non sono caritatevoli quando il libro è una perdita di tempo o una delusione.

lunedì 22 giugno 2015

Eventi di lettura, i giorni dopo - Sospetti sul lago

Giovedì 18 giugno si è tenuta a Rosta, presso la deliziosa Caffetteria Cake and Coffee, un evento di lettura e di presentazione del libro Sospetti sul lago, opera prima di Anna Serra, sponsorizzato e organizzato da Scarabocchi Cartoleria e dalla casa editrice Spunto Edizioni, e animato anche dalla Furiosa scrivente. Riesco a pubblicare solo ora, e in questo condivido il ritardo di cui parlava Simona nel post precedente...:-D Troppo poco tempo, troppi libri da leggere, troppe cose inutili da fare nel mezzo. Per quasi un'ora, ci siamo addentrati nell'opera prima e nella personalità della scrittrice Anna Serra che, con disinvoltura e armonia, ci ha spiegato i motivi che l'hanno spinta a scrivere questo libro e le origini di una passione per la scrittura e per la comunicazione garbata molto evidenti.
Ci ha rivelato di essere impegnata con la stesura di un altro romanzo, completamente diverso da questo. Attendiamo fiduciosi che lo completi e che venga pubblicato al più presto! Intanto, se desiderate rinfrescarvi la memoria sul giudizio che ne abbiamo dato, grazie a Simona, qualche tempo addietro, vi consiglio di rileggervi la sua recensione qui.

sabato 20 giugno 2015

Letture animate i giorni dopo - La gallina soddisfatta

E' vero sono molto in ritardo su tutti i miei lavori, ma in questi giorni tanti progetti stanno prendendo forma, quindi  non mi sono smarrita, ma ho concentrato le mie energie migliori per svolgere al meglio i compiti che mi sono stati assegnati.
Ricordate quello che scrissi a fine maggio su Altra cultura - Legami (per chi si fosse perso http://delfurorediaverlibri.blogspot.it/2015/05/altra-cultura-legami.html)? Domenica scorsa a Giaveno è stata messa in scena la favola de "La gallina soddisfatta" e invece di presentarla con le magie di maga Babà (http://delfurorediaverlibri.blogspot.it/2014/05/eventi-di-lettura-i-giorni-dopo-la.html) , l'abbiamo animata, ed è stata animata più volte. Bambini che non eravate presenti non sapete cosa vi siete persi!
I piccoli presenti sono stati bravissimi, aiutati in prima battuta dalle "fate", capita la dinamica hanno dato vita a galline, galli, anatre, anatroccoli, pulcini, in modo perfetto.
A narrare la storia la sempre insuperabile nonna Sandra Coluccia Berkol, autrice della favola. Presenti ad aiutare i bambini in questo splendido gioco di legami, le fate, sei fanciulle che prima hanno creato con idee e oggetti e poi hanno dato in via alla messa in onda di questa splendida scenografia: Simona e Luisa che fanno parte de Il Piacere di Creare, Siti, Kataline, Lorella e io.
Tutto questo però non avrebbe preso forma senza il "Legame", il coordinamento e la disponibilità del sempre presente Giovanni Battista Argenziano, e delle sagome di tutti gli animali presenti nella fiaba che con pazienza e amore Simona e Luisa con l'aiuto di tante volontarie presenti ai corsi di pittura, hanno creato per rendere questa storia ancora più speciale.
Non mi perdo nei ringraziamenti dovuti, fatti e rinnovati  ad ogni singola persona che ha collaborato, creato e condiviso tutto questo arricchendo prima di tutto la mia persona.
Sperando di poter presto giocare con nuovi bambini, vi dico che noi ci siamo divertiti un mondo e speriamo che voi tutti la prossima volta torniate a giocare con noi, magari portando con voi nuovi amici così avremo nuovi Legami da condividere.



SimoCoppero

venerdì 19 giugno 2015

L'amante - Guest Post#29



Un fiume di sensazioni, sentimenti, stati d’animo, pensieri.

Scritto in prima e terza persona tra la Francia e l’Indocina, questo libro autobiografico è una potenza. Nel leggerlo si passa da presente a passato e viceversa senza nemmeno accorgersene.

La descrizione di un amore impossibile, ma puro, passionale, coinvolgente, tra una quindicenne e un giovane miliardario cinese, e il contorno di una famiglia malata, assente o troppo presente: il papà morto giovane, la mamma con gravi disturbi psichici, due fratelli, di cui solo il grande considerato come unico e vero figlio.

La descrizione dei luoghi, del clima, della solitudine, della tristezza, della consapevolezza, della trasgressione …. Non un romanzo, un documento.

Leggetelo, merita.

SimoCoppero

mercoledì 17 giugno 2015

Dialoghi con L'Amanita - L'Amanita spara spore: Manie da lettori

L'Amanita e LoreGasp

L'Amanita, questa volta, si lancia in una riflessione tipica dei lettori, o di chi si riconosce in una community ristretta che condivide linguaggi, gerghi, manie, persino gesti. Leggiamola.

Immaginate l'Aria sulla Quarta Corda del sublime J.S. Bach (meglio nota come la sigla di Quark). 
I lettori, si sa, sono bestie strane: hanno piccole manie, abitudini radicate nel profondo, tic particolari, parole chiave che fanno suonare qualcosa nelle teste, allergie, riti propiziatori pre-acquisti, danze di corteggiamento in libreria (annusano, palpano, si allontanano, tornano e riannusano...), formule potenti per imbroccare il libro giusto, danze gioiose per uscire col "malloppo", posizioni particolari per leggere e tutta una serie di reazioni post lettura.

Sono una lettrice furiosa, traete voi la conclusione...

Sapete già che un libro con la parola "giardino" nel titolo finisce automaticamente nella mia  borsa. Assieme a "mistero, intrigo, omicidio" e affini. 
Non dimentichiamo le storie di donne; non solo i classici rosa col famoso principe azzurro (il principe è un accessorio e neanche indispensabile), ma storie in cui le donne prendono coscienza di se stesse. E qua vi segnalo Barbara Fiorio col suo geniale Qualcosa di vero, di cui scriverò in seguito perché devo ancora finire di leggerlo. Per ora vi anticipo che la Fiorio fa incontrare una donna incasinata ed una bambina con problemi di insonnia, fra le favole originali della mia infanzia (no, non le versioni edulcorate della Disney, quelle truci e perfide dei Grimm). Loredana, la protagonista sembra un condensato di me e te al liceo, quando riscrivevamo a modo nostro i libri che ci colpivano. 
Pregiudizi?  
Evito i libri che parlano di adolescenti e malattie e, come la nostra padrona di casa, tendo ad evitare i libri di cui tutti parlano, a meno che non me lo tirino dietro ad un prezzo stracciato: lo compro e lo metto da parte, lo leggo quando non fa più rumore. Messaggio subliminale: se me lo regalate, non mi offendo (a tutti quelli che hanno seguito questo "impulso": mi sono arrivati parecchi libri a casa, GRAZIE!).
Di solito evito anche anche i libri "nati in francese". Sento le rane gracidare appena tocco il libro, manco fosse un antifurto.
E tendo ad evitare i "libri seriali": come i loro simili assassini, uccidono le nostre finanze. Spesso sono autoconclusivi per finta; risolvono il caso di turno, ma tutto il resto delle vicende dei protagonisti resta incasinato.
Altro dogma personale (o eresia, fate voi): i "libri per ragazzi" sono tra i migliori. 
Non inizio neanche a parlare di Neil Gayman - sbavare sulla tastiera mi pare poco igienico - ma vi segnalo controvoglia un libro che ho adorato: Miss Charity di Marie - Aude Murail. 
Mi ha catturato la copertina. Bianca e lilla (manco la famosa mucca della pubblicità cioccolatosa, già - cioccolata che non mi piace perché è al latte e dolce da nausearmi), mi ha ricordato le agende anni '80. Poi l'ho manipolato: si potrebbe pensare che io vivessi da sola nella nursery in mezzo a rane e topi (già-già, è francese: visto che le rane gracidanti c'entrano?). Momenti divertenti, crisi di crescita, citazioni di Oscar Wilde e G.B. Shaw... aggiudicato. E meno male: perfetto per i bambini e gli adolescenti, ma va bene anche a chi si appressa a festeggiare il mezzo secolo. 
Gialli e trucidi. Sono catartici: mi permettono di sfogare gli impulsi omicidi che provo sempre più spesso (un esempio semplice? Ho un posto-auto per disabili... sempre occupato da auto che non mi appartengono e sogno uno gnomo alla guida di un Caterpillar che appiattisce, come nei cartoni animati, la vettura - preferibilmente col conducente incorporato).
Recentemente ho finito di leggere il primo libro di Dexter segnalato da Loredana. Rido perché, per una fortunata coincidenza, a neanche metà libro avevo capito chi era il colpevole. No, di solito sono una schiappa quindi non attribuitemi il "premio Poirot". 
Mesi fa, spinta da alcuni commenti, decisi: <<voglio provare a leggerlo!>>, tanto più che c'era una promozione. Il buon senso, di solito unito alla mia natura sistematica, imporrebbe di cominciare dall'inizio. Il primo non c'era. Che fare? Danza propiziatoria, occhi chiusi e pescai a caso Dexter il delicato, in cui il colpevole del primo libro torna a trovare il "collega". Mi resta la smania: ora voglio almeno i libri "di mezzo"! Il Passeggero Oscuro m'intriga, sì. Forse il mio passeggero, per Natale, vorrebbe il sopra citato Caterpillar... Come? Non ho più la patente? Dettaglio irrilevante!
Non sdegno K. Reichs e simili, adoro fratello Cadfael della Peters, m'intrigano gli scrittori nordici scoperti recentemente: ho in lista "La testimone del fuoco" di Lars Kepler, che lessi in prestito.... ora lo voglio nella mia libreria! 
Le promozioni.
Sì, anche la parola "promozione" ha un suo fascino. Non penso di dovervelo spiegare: prezzi più bassi = più libri entrano nella quota destinata all'investimento. 
E poi stiamo andando verso l'estate. A chi lasciamo i libri da spiaggia? 
Ho messo gli occhiali su qualche titolo di Nora Roberts (Loredana, fa' finta di niente) e sto ancora aspettando che i signori della Sonzogno pubblichino la Addison-Allen in versione economica. Tra l'altro, vorrei capire perché le edizioni costose sono in versione "morbida", mentre i tascabili hanno la scomoda copertina rigida anti-gnomo-spaparanzato-sul-divano.

Come? 
La danza propiziatoria?
Eccola...

...far finta di niente su Nora Roberts, eh? Beh, ci proverò. Mi piace mettermi alla prova. Vedrò soprattutto di dimenticarne il nome! :-D Questo post dell'Amanita si aggancia abbastanza bene alla riflessione in cui mi ero lanciata qualche tempo fa, sulla mia decisione di evitare gli horror. In ogni caso, di non leggere più di vampiri. E mi fa pensare alle mie manie e alle cose che evito e che associo alla lettura, e ai libri. Sarebbe troppo lungo, però, elencarle qui, ora. Verranno fuori poco per volta.
E voi? Cosa ci raccontate, sulle vostre manie, idiosincrasie, preferenze e disgusti da lettori?


martedì 16 giugno 2015

L'Amanita#52 - Il circolo delle giovani vedove

Il circolo delle giovani vedove
Jill Sooley 

Prissy Montgomery non ha esattamente un matrimonio scoppiettante. Da mesi ogni scusa è buona per evitare contatti fisici con il marito, che ormai le risulta fastidioso persino per il modo in cui mangia. Figuriamoci il resto...
Ma una sera, al rientro dal lavoro, Howie pronuncia all'improvviso la parola "divorzio", e Prissy rimane letteralmente di stucco. Nel tentativo di voltare pagina, torna nel paesino in cui è cresciuta, dove ritrova le due amiche d'infanzia, ormai vedove da pochissimo. E cosa c'è di meglio che unire le forze in tempi difficili e magari far fruttare in qualche modo una vera o presunta "vedovanza"? 
Prissy, Lottie e Georgia - insieme alla terribile mamma di Prissy - sono le irresistibili eroine di questo romanzo, battagliere nonostante tutto, ma con il cuore spalancato sulla vita.
Una commedia esilarante, che mette istantaneamente di buon umore.

Titolo originale, molto più sensato: "The Widows of Paradise Bay". 
Mi ha ricordato i racconti di Asimov, molto apprezzati. 
Le storie di donne che affrontano difficoltà sono come la parola "giardino": una calamita. 
Era in offerta. 
Il sottotitolo italiano (UNA COMMEDIA LIBERATORIA) mi ha fregato. 
Ho letto libri peggiori, intendiamoci; scritti male e trame inconsistenti o stupide. 
L'idea della madre di Prissy è originale: fa passare la figlia per vedova, con tanto di necrologio e commemorazione in chiesa. Ma è come leggere un Beckett all'acqua di rose; leggi e aspetti che accada qualcosa. E tutto il resto è noia, come qualcun altro ha detto.
Il bel lieto fine non fa schifo, ma il problema è rappresentato dalle trecento pagine che lo precedono.
E mi domando.
Una commedia liberatoria. 
Da che cosa? 
Arrivo alla fine con un "Ah, finalmente l'ho finito e posso riciclare"? 
Ovvero: me ne libero...
Ma!

venerdì 12 giugno 2015

L'Amanita#51 - La città di pan di zenzero

La città di pan di zenzero
Jennifer Steil

Quando arriva nello Yemen, Jennifer, newyorkese single, pensa di doversi fermare tre settimane, la durata del corso di giornalismo che è stata invitata a tenere. Ma San'a, la capitale, con la sua storia millenaria, i profumi di spezie, il sapore dei melograni, la conquista irrimediabilmente. Anche i rapporti umani sono magici e intensi e la sua storia s'intreccia a quella di altre donne in una rete di amicizia e solidarietà.
E forse in questa atmosfera troverà casa anche al cuore.




Titolo originale: The Woman Who Fell from the Sky. Titolo intrigante, che mi ha incuriosito più del nostro. 
Una donna caduta dal cielo? In che senso? Jennifer è un'ingenua (effettivamente ogni tanto l'avrei presa a ceffoni con un sonoro "svegliati, arrivi da NY, non dal paese dei balocchi!")? O che altro? 
Però ammetto che, stranamente, anche il titolo italiano ha un suo perché: spesso San'a, nel libro, è paragonata ad una città di pan di zenzero. Non amo lo zenzero, ma suona comunque bene. 
Libro tutto sommato piacevole, un viaggio intenso nella realtà mediorientale ed un lieto fine un po' melenso, ma giusto l'ultimo capitolo. 
In realtà il problema è un altro. 
Buffo, l'ho letto subito dopo la Cantarella.
ARGH!
Già: Yemen, paese islamico. 
Donne velate e sottomesse.
Scrap-scrap.
No, niente di grave.
A parte l'allergia, grrrrrrrr!

martedì 9 giugno 2015

L'Amanita#50 - Dammi mille baci

Dammi mille baci
Eva Cantarella

Sottotitolo: veri uomini e vere donne nell'antica Roma

L'amore al tempo dei romani. Per un romano la virilità era la massima virtù: i romani venivano educati ad assoggettare e essere dominatori, nella politica come nell'amore e nel sesso.

In primis: grazie a Cristina del blog Athenae Noctua per il suggerimento. Offre sempre spunti interessanti.





Non posso dire di aver gradito del tutto la lettura, ma non perché sia scritto male o privo di interesse. 
La Cantarella ci aiuta a districarci - con aneddoti spassosi e citazioni di poeti e storici noti - tra amori dovuti, amori possibili e amori proibiti nell'antica Roma. 
Libro piccolo, ma ricco (mi ricorda il verbo "locupletare", chissà perché): mi ha rinfrescato la memoria su vecchi studi ormai obliati. 
Cosa non ho digerito? 
Suvvia, un piccolo sforzo. 
Va bene, un indizio: "virilità" e "venivano educati ad essere dominatori". 
Già. E le donne? 
Una proprietà.
Prima del padre, per il quale diventava un investimento. 
Poi del marito, per il quale era una proprietà utile per avere figli.  
Figli maschi educati come dominatori e figlie future madri-educatrici-perpetuatrici del modello...
ARGH! 

lunedì 8 giugno 2015

Horror, non più horror – Le ragioni di una chiusura

Ultimamente passo il tempo a chiudere cicli e riaprirne altri. Credo che sia la questione dell’evoluzione (di cui ho scritto una nota su Facebook) che mi porta a non trovare più piacere nel fare, nel parlare in un certo modo, o nell’avere a che fare con alcune persone (soprattutto alcuni tipi di persone), e persino nel leggere un certo genere. E’ da qualche tempo che è nato il disagio per il genere horror, soprattutto per i romanzi di vampiri. All’improvviso, però, ho sentito che questo tipo di libri non incontrava più il mio gusto. Mentre, fino a qualche tempo fa, ero abbastanza intrigata dalla figura del vampiro, pur parteggiando sempre per chi gli dava la caccia, ora lo guardo con indifferenza e anche con una certa perplessità. Non c’è bisogno che spieghi niente sui vampiri. Sappiamo già di tutto, grazie agli innumerevoli esempi da letteratura e fumetti. Nella realtà, a parte una ristrettissima cerchia di persone che davvero beve sangue umano (mi astengo da qualunque commento), il vampiro è soprattutto energetico: si identifica in quegli uomini o donne che risucchiano le energie vitali da chi sta loro intorno, con i loro atteggiamenti spesso invadenti ed estremamente bisognosi. In entrambi i casi, si tratta di figure molto tristi. Niente gioia, niente risate, niente positività (a parte quella dei gruppi sanguigni) nel loro mondo. Solo un bisogno totalizzante, una fame profonda inesauribile, e un altrettanto smisurato disprezzo per la vita altrui, che è vista solo come foraggio per la propria. Di fronte a tutto questo, che mi è balzato agli occhi dalle righe, mi sono detta che la mia cultura nel settore era già sufficiente, e non necessitava di ulteriori approfondimenti. Basta con le atmosfere cupe, la lotta esasperata per il sangue. Niente di tutto questo risuonava più di interesse nelle mie corde. Come ho detto prima, più del vampiro, mi è sempre piaciuto il suo antagonista, il cacciatore di vampiri che spesso rischia morsi e cadute nel mondo dei non-morti, e qualche volta è qualcuno di loro che ha cambiato la propria natura in nome di un ideale più alto. Ecco, abbiamo finito e chiuso anche con questa figura. Ho avuto l’impressione che il suo stile di vita fosse davvero troppo blindato: condannato a tempo indeterminato a immergersi nel buio per uccidere le creature, e attento a non farsi contaminare per non cadere nello stesso inferno. No, basta, non è più per me. Ora cerco altro. Questo, naturalmente, non significa che guarderò con disprezzo il genere. Dracula di Bram Stoker è sempre uno tra i miei classici preferiti. Le notti di Salem di Stephen King è uno dei libri più belli scritti nell’ambito (sempre opinione personale, naturalmente), mentre Lestat di Lioncourt di Anne Rice rimane il vampiro più bello e interessante, e Edward Cullen sarà quello che mi divertirò a prendere in giro ancora per un po’. Semplicemente…non ne leggerò più. Ho mandato in pensione anche Dampyr, per quanto mi piacesse immensamente questo mezzo vampiro che si scaglia contro i Maestri delle Tenebre, a partire dal suo potentissimo papà, Draka. Questo è solo un sotto genere dell’horror. Nel titolo dicevo che avrei chiuso con l’horror, che coinvolge molto altro: la mia scelta vale anche per quello che rimane. Per la rivista dei blogger Eclettica mi sono occupata della rubrica The horror! The horror!, e nel prossimo numero che uscirà, ci sarà il mio ultimo articolo di chiusura con il genere. Cosa leggerò dopo? Tutto il resto. No. Niente Harmony. Niente romanzi d’amore, a meno che non siano come Nuda proprietà, di Valeria Amerano, ma sono perle estremamente rare. E ora…torno a leggere. L'universo dei libri non smette di espandersi, e io devo stargli dietro...


LoreGasp 

sabato 6 giugno 2015

L'Amanita#49 - Io senza di te

Io senza di te
Jojo Moyes

Mi appello al primo emendamento dei lettori furiosi - e se non esiste, lo pubblico io adesso: 
Il lettore furioso (ma anche quello non furioso) ha il diritto sacrosanto, insindacabile ed inviolabile di leggere ciò che vuole, quando vuole, dove e come vuole
Ergo, stando a questo principio, posso scegliere di evitare tutti i libri che trattano di argomenti che non gradisco. 
Un esempio? L'anno scorso ho rifiutato "Colpa delle stelle", libro amato da molti furiosi e di cui ho letto e sentito parecchi apprezzamenti, perché parla di adolescenti e malati incurabili.
Ho scoperto di essere allergica ai bambini ed agli adolescenti e c'è già abbastanza malattia nella mia vita; almeno nei libri voglio gente sana e magari il caro vecchio "...e vissero felici e contenti", che piace molto allo zio Bilbo Baggins. 
Sulla quarta di copertina, bello in fuxia, spicca sul nero: "Che libro meraviglioso, intenso, commovente! L'ho adorato." Sophie Kinsella. 
E se lo dice lei, non va bene a me, che ho piantato il primo Ilovecc proprio all'inizio e mi ritengo bidonata da "La signora dei funerali".
O i libri di cui perfino io capto una pubblicità televisiva: se mi becco una <<pubblicità da pranzo&TG>>, significa che il martellamento copre tutte le ore. E di solito non è cosa buona. 
Questi principi si sono scontrati con la saggezza popolare: a caval donato, non si guarda in bocca. 
A strìgne - come direbbe la mia socia virtuale romana de Roma - me lo hanno regalato per Natale. 
Va be', comincio a leggere. Se proprio non lo reggo, chiudo e regalo.

A ventisei anni Louisa Clark  sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima e che l'ha inchiodato su una sedia a rotelle gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. Nessuno dei due, comunque, sa che la propria vita sta per cambiare per sempre.

Sono riuscita a leggerlo fino alla fine senza troppe difficoltà. C'è qualche melensaggine, ma è tollerabile. Non mi scandalizza la decisione di Will, che sceglie l'eutanasia, ma c'è qualcosa nei protagonisti, una specie di forzatura, che mi ha lasciato perplessa. 
Non è comunque un libro che sceglierei di comprare. 
Mi è rimasta una curiosità: adesso vorrei leggere qualcos'altro della Moyes, qualcosa di "sano", perché forse sa scrivere...


mercoledì 3 giugno 2015

L'Amanita#48 - La musica provata

La musica provata
Erri De Luca

...
Ehm!
Firulì, firulà...

Beccata, sto titubando!
Non so come iniziare. 
Sì, cominciare dall'inizio in genere è l'approccio giusto. 
1 In principio creavit Deus caelum et terram. 
2 Terra autem erat inanis et vacua, et tenebrae super faciem abyssi, et spiritus Dei ferebatur super aquas.
3 Dixitque Deus: “Fiat lux”. Et facta est lux. (Gen.1, 1-3)

No, forse é troppo in principio. Sebbene De Luca sia molto amato da parecchi miei amici del seminario... ecco, l'inghippo forse è qua. 
Me ne hanno straparlato  e pure in termini entusiastici, ma ogni volta che ho palpeggiato un suo libro, il silenzio. 
Niente, non mi parlano.
Fino al mio amato scaffale delle promozioni in libreria.
La musica provata. 
Da chi? 
Come funziona? Come le scarpe? Le indosso e se non mi piacciono non le compro?
Provata nel senso di "affaticata, stanca"? Che tristezza, una musica stanca!
O, magari, semplicemente una musica che ti entra nell'anima. 
Peccato che la musica che entra nell'anima di De Luca non entri nella mia. Non c'è risonanza. 
Peccato perché è un bravo scrittore, molto "sensibile/sensuale", nel senso che l'ho percepito con tutti i sensi (scusate il bisticcio) e non mi accade spesso. 
Leggevo.
E vedevo un'alba sul mare col sottofondo delle onde sugli scogli. Mi pareva di sentirne l'odore. 
E lo stridio dei gabbiani. 
E le citazioni musicali, alcune note, altre no.
Leggevo e mi ritrovavo in piena atmosfera mediterranea.
Ma io sono una crepuscolare allergica all'aria salmastra, sono una montanara nata per chissà quale piano o scherzo del destino all'ombra del Monviso, con l'anima che canta Bach, suona Vivaldi e danza gighe e minuetti.
Non credo comprerò le sue riflessioni bibliche. Magari accetto in prestito "Libro di Rut", ma ho parecchie remore. 
No, non venitemi a dire che non posso rifiutare un libro che commenta la bibbia solo perché ho leggiucchiato un minuscolo saggio sulla musica. 
La musica, per me, è vita. Forse è vero che tutto nacque da un suono (e Dio disse...). 
Su un fatto sono d'accordo con De Luca, la musica è "potente", è alla base di tutta la vita e: 
Se la musica serve a far venire più uova alle galline e più latte alle mucche, può ben servire a far trottare diritto uno sbilenco operato all'anca.                            
Erri De Luca, La musica provata, p. 55

lunedì 1 giugno 2015

Disquisizioni su libro e film: don Camillo

Vi starete domandando: "Ma che fine ha fatto l'amanita?" (e qualora la vostra risposta fosse "non ce ne può fregà de meno", ve lo dico lo stesso).
Mi sono persa nel Mondo Piccolo di Guareschi. 
Il post di Loredana su Dexter ha solleticato Neurino-Mio.
Ho un dogma: il libro è sempre meglio. 
E anche don Camillo ha confermato.
Conoscevo il personaggio, so praticamente i film col duo Cervi-Fernandel a memoria, ma poi mi sono trovata di fronte al tascabile. Potevo lasciarlo lì? (è una domanda retorica)
Ho ritrovato un mondo. 
Anzi, ho ritrovato anche parte delle mie radici: mio padre è ferrarese, io stessa trascorsi i mesi estivi a scorrazzare in bicicletta tra Ferrara e le frazioni limitrofe. 
Ho ritrovato suoni, odori e sapori familiari. 
Una terra in lotta col Grande Fiume, che può regalare benessere o distruggere.
Il carattere aspro, sanguigno, di gente che "sente con la pancia" e scatena un pandemonio con l'avversario, ma lo rispetta.
Peppone e don Camillo sono due lati di una stessa medaglia. Sono politicamente lontani, ma lottano con tutte le loro forze perché hanno ideali. Lottano perché, ognuno a modo suo, credono profondamente di agire bene e per il bene.
E quel bellissimo rapporto di don Camillo con il Cristo, che riprende amorevolmente la sua "pecorella" così turbolenta e cerca di farlo ragionare secondo i criteri divini e non con la pancia. 
Mi ha colpito, sì: il Cristo del libro sorride spesso al suo parroco esplosivo. 

Il libro è sempre meglio, ma per me don Camillo ha la faccia di Fernandel e Peppone ha la voce di Gino Cervi che brontola ch't venia 'n cancar....
A proposito di voci. 
L'amanita sta berciando: mo boia d'un mond lader, mondo piccolo ha sei-volumi-sei!
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