lunedì 27 luglio 2015

L'angolo dei nani e dei giganti#15 - Fare o non fare

Sette racconti, sette perle di educazione, sette modi per insegnare a stare al mondo.
Anna e i suoi amici di sempre che troviamo all’interno dei vari racconti di cui sul blog trovate le recensioni, ci raccontano le loro avventure o disavventure facendoci analizzare cosa possiamo o non possiamo fare all’interno dei preziosi beni culturali.
Se vogliamo un libro di bon ton, piccole e semplici regole che ci fanno crescere e che ci aiutano a rispettare quello che visitiamo, ma anche tutto quello che fa parte della nostra quotidianità e relazione con il prossimo.

Tante le parole nuove da imparare, tanti gli spunti per crescere educati.  Anche questo un piccolo prezioso libro da consultare e commentare a scuola e in famiglia.
A ben pensarci questo tesoro che mi gira tra le mani è consigliato vivamente prima agli adulti e poi ai bambini.
Leggete e fatene tesoro …. La cultura inizia dall’educazione!


SimoCoppero

sabato 25 luglio 2015

Legami - Altra Cultura


Sono passati diversi giorni dalla chiusura del ciclo legami: ho lasciato che ogni grande emozione si depositasse nel mio IO per trovarne sempre spunti in futuro.
Ho già scritto in passato su quelli che sono stati i miei gruppi di lavoro e i miei successi personali, ma ora mi trovo a condividere con voi tutto ciò che tanti altri gruppi hanno creato per aiutare i miei legami e la mia cultura a crescere.
Spesso basta mettere la propria volontà, il proprio bagaglio, in condivisione con altri per ottenere risultati spettacolari. Tante meraviglie nei tre giorni centrali del ciclo, casualità che hanno dato luce a eventi speciali.
Ne hanno parlato i giornali locali, e anche noi nel nostro piccolo vogliamo mettere a disposizione di tutti quello che abbiamo vissuto.
Un aperitivo all'associazione il piacere di creare, per sentirsi a casa, per la grande competenza della padrona di casa, che insieme a tanti folletti e a una location spettacolare, rende la lettura di un racconto un momento da ricordare. Un professore universitario che suona un'armonium conservato nella chiesa di San Rocco, con le danzatrici di Arte e movimento che improvvisano sulle note creando un risultato strepitoso.
Passeggiare la domenica pomeriggio accompagnati da un caldo torrido, fuori dall'orario fissato per gli eventi e trovare Davide Vergnano che senza un programma, improvvisa note con il suo violino, incantando i pochi presenti.
Se questi non sono legami ..... Vi aspettiamo per la prossima edizione molto numerosi.

Ricordate: i legami e la cultura fanno bene al cuore e fanno crescere!

SimoCoppero

giovedì 23 luglio 2015

Io ci sono. La mia storia di non amore - Guest Post#33

Torna a trovarci Cristina con un nuovo libro:

E' la storia, purtroppo vera di AMORE CRIMINALE che Lucia Annibali ha vissuto, nella sua Pesaro, con un collega, che da bugiardo cronico, e' diventato prima stalker, poi addirittura "quasi" assassino. Infatti il suo ex fidanzato e' arrivato ad assoldare due uomini (un palo e l'altro che ha materiamente ferito gravemente la donna); Luca Varani ha convinto i due esecutori, facendole gettare ACIDO in faccia all'Avvocata Lucia Annibali. (VARANI E' STATO CONDANNATO A 20 ANNI DI CARCERE. I DUE ALBANESI COMPLICI A UNA PENA MINORE)

Leggere queste pagine mi ha trasmesso un'ammirazione sconfinata per questa donna, che con grande forza d'animo ha lottato per veder condannato il suo persecutore. 
Alle donne lo consiglio perché se vivete un AMORE CRIMINALE sappiate che ne potete uscire. DENUNCIATE!!! UN UOMO COSI' NON CI AMA... E non bisogna arrivare a farci tirare dell'acido in faccia per capirlo....

Non e' stata una lettura "facile"... quante volte mi sono guardata allo specchio e ho ringraziato il Buon Dio perche' non ho mai incrociato nessun "Luca Varani" nella mia vita. Sicuramente non avrei il coraggio di Lucia. La sua lucidita' nel raccontare ai carabinieri il suo non-amore. IL CORAGGIO DI ANDARE AL PROCESSO. DI ESSERCI PERCHE' LEI ERA LA VITTIMA E IL SUO EX DOVEVA VEDERE SIA COSA LE AVEVA FATTO MA CHE LEI ERA ED E
' SEMPRE FORTE. COMBATTENTE. ROCCIA PURA E lui lo schifo totale. 


Agli uomini lo consiglio perché sappiate quanto potete fare male alle donne che dite di amare (MA NON AMATE SE DATE ANCHE UN SOLO SCHIAFFO...)

Cristina Sassola

SimoCoppero

lunedì 20 luglio 2015

Segreto di Geisha – Il potere femminile di un’altra Regina Inarrestabile

Il sostantivo “geisha”, nel titolo di un libro, di un film, di una Pagina Facebook, di un pezzo di carta qualunque, uno schermo digitale di qualunque genere, equivale ad un gancio che si “termosalda” a qualche recesso della mia anima ed è praticamente indistruttibile, inscindibile, imprescindibile. Sono inciampata in questo libro delle Edizioni Piemme per caso, e l’unica cosa che mi ricordo era l’email di ringraziamento per aver completato l’acquisto dell’ebook. Del resto, le geishe mancavano da diverso tempo, e credo di poter dire che con loro non chiuderò mai, com’è capitato con l’horror. Le geishe sono un simbolo estremamente positivo, una volta ripulite da tutti gli strati di equivoci malamente applicati come un trucco dozzinale da un certo Occidente bigotto, facilone e impervio all’osservazione e accettazione dell’altro. Non sono prostitute, né d’alto bordo, né di basso, ma artiste complete e di elevatissimo livello, colte, abili in diversi campi, non disponibili se non per una ristrettissima cerchia di esseri umani. Per questo è stato facile affibbiare loro ogni sorta di etichetta, soprattutto se poco simpatica. Qualcuna di loro si sarà anche lasciata andare a comportamenti più licenziosi, pena l’espulsione e il biasimo di un’intera comunità, composta tutta di donne potenti in diversi ambiti e oggetto di forte considerazione. L’autrice del libro, che si fa chiamare “Piccolo Fiore”, (Hanako) è altrettanto misteriosa delle sue protagoniste: ho cercato diverse notizie su di lei in Rete, ma dappertutto si schiera davanti un paragrafo che la identifica come profonda conoscitrice delle geishe, che ha distillato il loro codice di comportamento per diffonderlo anche alle donne “normali”. Altrimenti, Hanako è la protagonista di diverse Anime e di una popolarissima leggendascolastica giapponese. Questo è l’argomento del libro: non si focalizza sulle geishe come personaggi, non ne fa la biografia, se non per citazioni di nomi famosi come Mineko Iwasaki, la protagonista de Storiaproibita di una geisha, ma compila una sorta di codice di comportamento, dividendolo in “Rituali”, che trasformava l’artista in una donna unica, una Regina speciale, talentuosa e desiderata. E’ una sorta di prontuario per donne, applicabile in tempi moderni, fatti i dovuti aggiustamenti di tiro. Pochi postulati, molto efficaci e TOTALMENTE CONTRARI al pensiero comune: donna, coltiva la tua intelligenza, la tua indipendenza, la tua personalità, la tua bellezza, comunque essa sia, per brillare e realizzarti PER TE STESSA. Gli uomini verranno dopo…perché capiranno che sei una Regina forte e complessa, dolce e determinata, sensibile e ragionevole, e non una principessa isterica che ha bisogno di dominare, attaccarsi, e di annullarsi al loro braccio per amarli e farsi amare. Niente virago in armatura, o fiore delicato da proteggere: una figura femminile sfaccettata, ricca e preziosa in ogni lato, rilassata e rilassante, un’Anima consapevole. Una donna che, all’occorrenza, perché no, può indossare l’armatura e lottare con la ferocia di una belva ferita, o togliersela per farsi amare e proteggere nella sua fragilità nuda, MA AL MOMENTO GIUSTO, E CON LA PERSONA GIUSTA. Questo libro è stata una ventata d’aria gelidamente fresca nell’afa opprimente, non solo atmosferica, ma anche spirituale di una società che non fa altro che imprimere valori sbagliati e sbilanciati nelle teste umane. Leggetelo e godetevi ogni parola, se desiderate conoscere davvero cosa fa e come si comporta una donna. Assaporate anche il linguaggio, perché la traduzione è davvero esemplare: oltre all’indubbia correttezza grammaticale e logica dell’espressione (che non sono affatto scontati come una volta), queste parole riescono a proiettarvi in un’atmosfera di raffinatezza rilassata, di determinazione dolce e ferrea e di profonda umanità e voglia di migliorare.


LoreGasp

domenica 19 luglio 2015

Non voltarti, abbiamo perso - Guest Post#32

Una nuova amica viene a trovarci, lasciando traccia di un libro letto. E’ un libro scritto da Valeria Amerano, autrice che io e Loredana abbiamo imparato ad amare molto. Di lei abbiamo parlato con le recensioni di Nuda Proprietà. Oggi la nostra Cristina invece ci parla di un suo scritto antecedente a quello già recensito sulle pagine del blog. Sentiamo cosa ha da dirci:

Ho appena finito di leggere questo libro e, ancora adesso, mi chiedo chi in realtà abbia davvero perso in questa vicenda. 
La storia di Anna, giovane maestra delle elementari di un paesino imprecisato della Val Sangone, mi ha catturata fin dalla prima pagina. 
Ambientato in una Torino anni 70, per lei una città sfuggente che non riesce a sentire sua   (Torino continua a mostrarmi la sua faccia schiva diffidente e discreta... Più ti si offre, più si ritira. La percorri, la visiti, e non la penetri mai''). Anna vive inizialmente in un borgo di provincia con un marito che non ha mai amato e i genitori che hanno la mentalità chiusa, come molti radicati nelle loro convinzioni per cui una vita seppur PIATTA,  banale e priva di amore non debba essere cambiata. 
Invece Anna è tormentata da questa vita che non vuole e cerca,  con fatica, la libertà. E questa libertà per lei è Marco, giovane ed esuberante insegnante: ogni mattina percorrono insieme la strada verso la scuola dove insegnano entrambi, si osservano, si parlano finché la passione prende il posto della razionalità. Da qui Anna decide di cambiare il corso della sua vita andando in contrasto con la famiglia E inizia così un periodo particolare, dove Marco è al centro dei suoi pensieri, ma anche delle sue sofferenze (''solo Marco che mi dava la felicità, poteva darmi la disperazione''). Si trasferisce dunque da sola a Torino, affittando un appartamento e portando con sé poche cose, quasi a voler rimandare ogni altra decisione. Marco però è un amore tormentato, sfuggente pieno di passione ma anche di mancate presenze:lei lo assapora,  scoprendo una sensualità che le era ignota, lo ama profondamente anche nel suo fuggire da lei, creando così una relazione lontana e complicata. 

Nel suo percorso Anna incontra anche Davide. Altro amore ambiguo, pieno di lati oscuri e spesso crudele. È qui che Anna scopre di poter essere solo un'amante che si lascia schiavizzare dagli uomini portando in sé orgoglio e sofferenza insieme.. Amori che non finiscono perché mai iniziati. 
Ma a rallegrare la vita di Anna c'è Melania la sua amica di sempre, ironica, sfrontata che la mette di fronte alla sua condizione con parole schiette e dirette, ma Anna sembra non curarsi e prosegue la sua personale e solitaria battaglia verso l'emancipazione della donna. In questo turbine di sentimenti forti, continua con fermezza a coltivare la sua passione :la scrittura, il sogno di poter un giorno scrivere il SUO libro in cui raccontare tutto il suo IO. 

Un romanzo straordinariamente ben scritto, considerando che ruota sostanzialmente su pochi personaggi e luoghi, ma non è mai fermo, si legge intensamente in modo fluido,ci trasporta  nella lettura con una delicatezza e uno stile  descrittivo che raramente ho trovato in altri libri.
L'autrice ci fa amare Anna nella sua forza e nelle sue debolezze,  ci obbliga a fare il tifo per lei anche se a volte ci verrebbe la tentazione di disprezzarla,  di darle una '' scrollata" perché nella sua ricerca di libertà è confinata invece in una sorta di schiavitù e solitudine. 
Ho amato questo libro per ogni singola sensazione che ha saputo regalarmi,  un libro da leggere per emozionarsi e per arricchire la mente! 

Cristina Mazzuccato

SimoCoppero

sabato 18 luglio 2015

L'Amanita#55 - L'Amanita e Kathy Reichs: la funzione catartica dei libri

L'Amanita e LoreGasp

Sarà il dentista, che dopo avermi bombardato di anestesie, mi ha trapanato-sbriciolato-ricostruito-scalpellato... immaginate un vecchio flipper in tilt e vedete Neurino-Mio. 
Sarà l'effetto-Fungone, con le sue fiabe originali.
Sarà una frase della nostra padrona di casa sui vampiri ed il mutato atteggiamento nei confronti di un genere che amava molto.
Saranno le associazioni di idee sbiellate: il "siamo quello che mangiamo" diventa "siamo quello che leggiamo"? O viceversa: mangio (leggo) perché sono?
Aggiungete la decisione di rileggere tutti i libri di Kathy Reichs (una quindicina) già in mio possesso in attesa che esca l'ultimo in versione economica e l'annosa abitudine di coinvolgere Loredana nelle mie elucubrazioni (e viceversa).
Bel calderone!
Quando Loredana mi ha detto "basta, chiudo con i vampiri e il genere horror", stavo ricominciando a seguire la dottoressa Temperance Brennan nei suoi spostamenti Carolina-Québec. 
Piccolo chiarimento: ho eliminato giornali e televisione, ma leggo parecchi libri "gialli trucidi" - quelli con pezzi di cadaveri ovunque, per intenderci - e qualche anno fa mi prestarono in contemporanea un libro della  Cornwell ed uno della Reichs. 
Dopo qualche pagina scartai la Cornwell: non entrò in risonanza e le vicende di Kay Scarpetta continuano a non interessarmi. 
Perché seguo l'altra?
Temperance Brennan si descrive così: Mi chiamo Temperance Deassee Brennan. Uno e sessantasette, irritabile, ultraquarantenne. Plurilaureata. Superoccupata. Sottopagata. K. Reichs, Le ossa del diavolo, p. 9.
Aggiungo: ex alcolista, madre di un'adolescente che vediamo crescere, separata da avvocato fedifrago, in attesa di divorzio, una "quasi relazione" col detective anglo-canadese Andrew Ryan ed una serie di vicende con altri personaggi fissi.
Di più: la Reichs parla spesso di donne e bambini, le vittime per eccellenza della storia, presta la sua voce a queste vittime per lo più ignorate. La sua protagonista pesta i calli a chiunque finché non trova una risposta alle ossa che arrivano tra le sue mani, perché quelle ossa chiedono rispetto, considerazione e giustizia.
Odiavo il mio aguzzino. (...) Lo odiavo con la rabbia accumulata in tanti anni trascorsi a lavorare sulle vittime di maltrattamenti. Lo odiavo per le mogli tenute alla frusta, per i neonati con le bruciature di sigaretta, per le donne anziane con le piaghe da decubito. K. Reichs, Duecentosei ossa ,p. 258
Mi direte che non tutti i libri sono ben riusciti; avete ragione. Qualche libro è meno scorrevole, un altro è poco omogeneo ed una domanda mi perseguita: ma perché finiscono tutti con l'antropologa all'ospedale? Brennan, spegni la calamita dei guai e smetti di fare Wonder Woman! 
A parte questi dettagli e l'ampia panoramica su un genere umano decisamente scadente... o forse proprio per questa umanità. 
Sì, c'è l'umanità in tutte le sue sfaccettature. Come leggere un quotidiano, dalla cronaca nera alla pagina sportiva.  
C'è violenza nel mondo e la troviamo nel libro. In tutte le sue manifestazioni: traffici di droga, di organi, di donne e bambini; stupri, rapine, abusi, corruzione e cadaveri. 
Anche negli ambienti lavorativi: incomprensione, invidia e antagonismo, colleghi ambiziosi che cercano di "fare le scarpe" o il disprezzo ignorante dei sostenitori del vecchio detto vale più la pratica della grammatica - come se pratica e grammatica fossero rivali e non alleate.
Sibilo improperi, urlo  e m'infurio assieme alla protagonista. A volte mi sfogo pure con lei: "Diamine, Brennan, sei una donna intelligente, non puoi cascarci così".  
Ma qua "i cattivi" pagano. 
Ecco perché parlo di funzione catartica. 
Sfogo tutte le reazioni suscitate dalla violenza gratuita, butto fuori il mio stesso pattume, pensieri vendicativi e perfidie. Scaglio anatemi e fulmini su quei personaggi di carta.
E leggere che il colpevole è punito mi fa bene. 
Mi fa sperare. 
Chiudo il libro più leggera e arricchita da un pensiero: c'è speranza per questa povera umanità.

...e fa anche bene leggere di qualche colpevole che si prende giustamente le sue mazzate in testa per aver causato danni. Qui in Italia è una cosa così strana...stupratori compatiti perché sono bravi ragazzi, anche se vanno in giro con coltelli ad aspettare le ex-fidanzate, comandanti di nave che abbandonano i passeggeri al loro destino contrariamente a qualunque regola basilare di rispetto umano, trattati come rockstar e pagati per scrivere libri, imprenditori chiaramente incapaci che buttano famiglie sul lastrico tranquilli a casa senza un pensiero al mondo...so che si scade nel qualunquismo, facendo un elenco di questo genere, ma se guardiamo la realtà, non è esattamente  un capolavoro di sentimenti e comportamenti elevati! Meglio concentrarsi sui libri, e non andare fuori tema rispetto a quanto enunciato da Marzia. E' passato un po' di tempo da quando ho chiuso con l'horror, e devo dire che un po' mi manca. Non i vampiri, però. Con quelli ho chiuso proprio. E' forse l'atmosfera di tensione, di ricerca, tipica di questo tipo di romanzi. Anch'io amo i gialli trucidi, e in televisione ero fan sfegatata di Dexter, di cui ho letto anche un libro poco tempo fa. Ho seguito Bones, alias Temperance Brennan fedelmente in tv, sostenendola con il mio affetto. Il suo atteggiamento cyborg, unito alla sua genialità, me la facevano venerare come una dea. Non ho ancora letto il suo contraltare di carta, ma sarà una lacuna da colmare presto...Per quanto riguarda la funzione catartica dei libri, questo mi fa venire in mente una delle funzioni dell'arte e del teatro così come sono esposti da Aristotele. La rappresentazione di drammi forti, con sentimenti esasperati, di violenza e sangue sbrigliati, agisce da purificazione (catarsi) su chi assiste, perché li aiuta a tirar fuori il lato oscuro e tumultuoso del proprio animo, prendendo innanzitutto coscienza della sua esistenza, senza farsene spaventare. Qualche post fa ho parlato di Ti dico che non ho sognato, di Carmelo Pistillo, dicendo che amavo particolarmente questo libro perché aveva tirato fuori il mio lato buio e costretto a tenerlo a bada. E dopo quella lettura così movimentata e amata, mi sono sentita meglio. Anch'io ho pensato che ci fosse speranza per la parte femminile dell'umanità, che quando decide di lasciare la briglia sciolta alla propria oscurità, diventa sul serio una divinità sanguinaria e difficilmente arrestabile, anche senza ricorrere alla violenza fisica (prerogativa più che altro maschile). Temo, Marzia, che Brennan continuerà a finire in ospedale...proprio a causa della sua intelligenza, che la spinge oltre i limiti. Così come il mondo continuerà a dar voce e forza al proprio lato oscuro, generando assassini seriali, ladri, stupratori. E persone come Brennan, in contemporanea, che si occuperanno di riportare in equilibrio il movimento!

L'Amanita e LoreGasp



venerdì 17 luglio 2015

Ti consiglio un libro!#4 -Stiliste per caso

Eccoci nuovamente insieme a Martina, che ci invia un’altra suo viaggio tra le pagine stampate. Le lascio la parola:

Una domenica Colette doveva fare una ricerca, ma le sue amiche andarono al mercatino dell’usato e trovarono delle riviste di Topogue che portarono a Colette.
Su uno dei giornali c’era “moda al college” e loro decisero di inviare le magliette disegnate con il logo del college di Topford.
Poi un giorno le Tea Sisters che erano alla pasticceria di Daisy, videro una ragazza che continuava a starnutire e Colette appena in tempo riuscì a prendere i frullati che stavano per cadere alla ragazza. Scoprirono così che era l’assistente di Tom Look, uno stilista molto famoso.
La ragazza che si chiamava Lana le disse che potevano andare con lei a vedere il set, però ci furono molti problemi e l’appuntamento fu rimandato al giorno dopo.
Lana stava veramente male e le Tea Sisters le dissero di andare a casa che Colette avrebbe fatto l’assistente al suo posto, ma Vinilla non era d'accordo.
Tom Look non sapeva se scegliere Vanilla o Colette allora fece fare loro una sfida.

Vinse Vanilla, perché aveva cambiato le scarpe di Colette. Colette non si arrese e continuò ad aiutare i suoi amici, ma ad un certo punto Tom Look si avvicinò ai ragazzi per dire loro che non andava bene il colore del muro di legno e per caso uno dei ragazzi si inciampò e cadde con tutta la vernice che andò a sporcare i vestiti dello stilista.
Tom Look era arrabbiatissimo e mandò via i ragazzi. Ad un certo punto i ragazzi si accorsero che mancava Colette, però proprio in quel momento a Pamela arrivò un messaggio da Colette che diceva: venite in aula moda e Pamela porta la cassetta degli attrezzi.
Quando entrarono in aula moda Colette tirò fuori uno dei vestiti rovinati . L’idea di Colette era quella di far rinascere i vestiti, attaccando petali di stoffa per colorarli.
Arrivò Tom Look che continuava a dire che gli avevano fregato i vestiti, ma quando li vide, disse che avrebbe mostrato quei vestiti e diede appuntamento alle ragazze per le otto.
Il giorno dopo Tom Look sentì parlare le Tea Sisters e i loro amici e decise che avrebbe aperto un’accademia di moda sull’isola delle Balene
Qualche giorno dopo arrivò un pacco da Tom Look con le maglie del collage. Ecco perché Colette non trovava più il bozzetto.

Martina – 11 anni


SimoCoppero

giovedì 16 luglio 2015

L'angolo dei nani e dei giganti#14 - Attraverso gli specchi di Palazzo Reale

Con quanto entusiasmo leggo che una bambina detesta lo shopping con la propria mamma e preferisce una visita nello spettacolare Palazzo Reale!
Per la quarta volta dall'inizio di questa meravigliosa collana dedicata a PiemonteArte, sono in compagnia della nostra protagonista Anna.
Finito di leggere il libro, ad essere sincera, l'ho invidiata: anche a me piacerebbe poter passeggiare tra le sale di Palazzo Reale e senza essere sgridata entrare e uscire da una camera all'altra attraversando gli specchi e magari insieme al Re!
In questo racconto attraversare gli specchi con Carlo Alberto vuol dire avere passaggi temporali dove i nostri protagonisti ci raccontano anche la storia del passato e non solo quella di fantasia.
Come sempre un libro geniale, strutturato con una parte storica, una parte di fantasia, un glossario per le parole nuove e difficili. Brillante!!!
Per mio gusto personale, forse dei quattro racconti che vedono Anna come protagonista, questo è quello più ricco, più avvincente e più fantasioso.
Come per i precedenti, il volume può essere usato da guida per un percorso di visita del primo piano nobile. All'interno, troverete la pianta del primo piano con la descrizione , via via, di tutte le sale che si incontrano.
Ma scusate .... alla fine per Anna è stato sogno o realtà?
Gran bel lavoro! Divertitevi anche voi con Anna.

SimoCoppero

mercoledì 15 luglio 2015

La società segreta degli eretici - Guest Post#31


Che bello aprire la posta elettronica e trovare i consigli/sconsigli di lettrici furiose come me. La nostra amica Cristina si è imbattuta in un nuovo libro che questa volta sconsiglia agli amici lettori, ma chiede riscontri da chi di positivo ha tratto qualcosa. Le lascio la parola:

Ecco un libro che mi ha deluso: "la società segreta degli eretici" di Ilaria Beltramme. Letto un mese fa circa, ma solo ora sto prendendo confidenza con il blog e trovo anche due minuti per scrivere...

Dal libro io mi attendevo di meglio, visto che il filo conduttore della vicenda cita Giordano Bruno. Sconsigliatissimo. Anche il finale e' stato deludente al massimo. Il salto temporale non e' stato descritto come si sarei aspettata; Giordano Bruno e' stato inserito, "di passaggio"; per quale pretesto poi? ...

Fossi in voi non lo leggerei: e se qualcuno di voi lo avesse letto, vi chiederei le impressioni positive che ne avreste eventualmente tratto...

Cristina Sassola

SimoCoppero

martedì 14 luglio 2015

La foto sulla spiaggia – Se si potesse applicare il meccanismo di Sliding Doors, talvolta…

Sto infilando la lettura di libri che mi arrivano regalati, uno dopo l’altro. E’ il mio modo di ringraziare chi me li manda, anche se si tratta di un intero progetto, come Io leggo perché, partito il 23 aprile di quest’anno. Contrariamente alle mie abitudini, non sono passati mesi o anni dalla ricezione del libro, che ho trovato una sera tornando a casa ad aspettarmi paziente nella mia buca delle lettere. L’inizio del romanzo è già allettante: “Quando Dio creò il mondo non è scritto che fosse solo. Difatti c’era un altro con lui, uno che si divertiva a sfidarlo.” Pensare a Crowley di Buona Apocalisse a Tutti! è stato un attimo, ma vediamo subito che le cose si evolvono in un’altra direzione. Siamo in Puglia, a Polignano a Mare (che risuona famoso per Domenico Modugno), negli anni ’50. La guerra è passata da poco, ma i suoi fantasmi sono ancora lì, tenuti a bada dalla volontà di ricostruzione e di vita degli esseri umani fiaccati da un evento distruttivo dopo l’altro. Seguiamo le peripezie di una bellissima ragazzina bionda di undici anni, Alba Manzari, che si sta avventurando in mare, cercando di non soccombere alla paura dell’acqua. Vuole raggiungere i suoi amici altolocati come lei, Carlo e Margherita, che stanno scherzando un po’ troppo e la fanno sentire esclusa…soprattutto svantaggiata nella corsa al cuore del ragazzino. Un cavalier servente accorre in suo aiuto, ed è Nicola, il nipote della cameriera della sua famiglia, che il consueto affetto fraterno (com’è interpretato da lei), un po’ scherzando e un po’ stuzzicandola, riesce a far superare l’impatto temuto ad Alba. Da questo momento, è un intrecciarsi di punti di vista sulle vicende apparentemente normali di un’adolescente alle prese con la vita e i primi scontri, ignara dell’enorme cappa malvagia che si è stesa sul mondo fino a pochi anni prima e di tutte le sue manifestazioni e implicazioni, e di un ragazzino poco più grande di lei, unico sopravvissuto della sua famiglia ad un bombardamento, che si trova a costruirsi vita e sentimenti come riesce, grazie all’amore e supporto incondizionati della zia cameriera, ultimo resto vivente del suo clan di provenienza. Alba è una ragazzina agiata, bella d’aspetto e dolce d’animo, aperta e sensibile, totalmente ignara dell’effetto dirompente su Nicola, che le ha consegnato il cuore nelle mani al primo sguardo su di lei bimba con riccioli d’oro e trotterellante incerta tra i suoi genitori. Apparentemente, sembra una storia come tante, di un amore non capito e impossibile (siamo in Italia negli anni ’50: i posti gerarchico-sociali erano chiaramente indicati e tracciati, così come i cartelli di divieto di accesso a livelli non propri), di piccole gelosie, grandi determinazioni e ricerche di riscatto. A movimentare e anche destabilizzare questa trama si aggiunge un filo nero e angosciante, che coincide con la storia di Simone Viterbo, un ebreo fiorentino deportato ad Auschwitz con moglie e figlia, Ester e Sara, che se le vede strappare con crudeltà senza esitazioni. Alla leggerezza incompresa degli eventi della giovanissima Alba, si contrappone il buio infinito della condizione di Simone, piombato in mezzo ad un inferno senza possibilità di uscita, almeno fino a quel 27 gennaio 1945, quando i cancelli dei lager vennero aperti dall’arrivo degli Alleati. Tuttavia, la vita di Alba viene rovesciata completamente all’improvviso, grazie ad un segreto rivelato in modo brutale. Niente sarà come prima. Fino alla fine, non saremo più sicuri, noi lettori, di quello che si svolge di fronte ai nostri occhi, finché le parole dell’autore non riveleranno, con rispetto dolce, quello che è davvero stato. E’ un libro veloce da leggere, nello stile. Io ho impiegato tre ore e mezza di una di queste sere caldissime, accompagnata da un ventilatore indefesso, e dalla voce calma e oggettiva dello scrittore, che sa trattare temi così orribili con il garbo dovuto. La traccia che lascia, però, è profonda, ed emerge poco per volta nei giorni successivi. La Seconda Guerra Mondiale e l’eccidio degli Ebrei sono storia lontana dai nostri tempi, attraversati da social, smartphone, vacanze intelligenti, e spettri inquietanti con sigle enigmatiche come Grexit e Isis, ma il carico di sentimenti e di emozioni collegate è fortissimo come se fosse appena accaduto. Arriva direttamente alle corde cardiache, e da lì dovrebbe salire a quelle cerebrali, per farle funzionare un po’ meglio e dirigerle verso altro che non sia la sopraffazione, il dominio, l’amore per il potere di per sé. Leggetelo se volete ricordarvi perché ci chiamiamo esseri “umani”. Scordatevelo, se desiderate avventura o record storici e statistiche.


LoreGasp

lunedì 13 luglio 2015

Linky Party Summer Passion Blogger - Blogger, conosci...altri blogger!



Estate, tempo di letture, ma anche di Linky Party. Arwen de Il rifugio degli Elfi mi ha fatto conoscere questo Linky Party, che si svolgerà fino a martedì 21 luglio. Partecipano blog di tipo diverso: fashion, food, book blogs, grazie all'organizzazione di un gruppo Facebook molto attivo, Blogger per passione e scambi followers. Ciascun blog partecipante ospita il Linky Party, esponendo il banner che trovate qui sotto, e che potete inserire anche nella colonna a lato, per far girare l'iniziativa. Se lo desiderate, potete anche prelevare il codice collegandovi al gruppo e prelevandolo nell'evento. Inoltre, andando a visitare i blog altrui, si può lasciare un commento e un saluto: almeno due dei blog che trovate elencati qui sotto.

Questi sono i blog partecipanti: Roxy con a Colpi di carrelloGiada con Fantasy & RomanceLuigi con Applicazioni grafiche Laura con L'appetito vien mangiando, Paola con My Beauty & HobbySara con il blog di Maryanne e Arwen con il Rifugio degli Elfi.


1. Tonno scottato ai semi di Sesamo accompagnato da Ananas e fiori di Begonia - Tra Cucina & Realtà  
2. Recensione Olio di Argan per il corpo - PaolaMyBeauty&Hobby -  
3. Prosciutto crudo e sorbetto di melone - Sabrina in Cucina  
4. Penne pancetta, vino al miele e paté ai funghi (senza glutine) - L'appetito vien mangiando  
5. Raggio di Sole: Orecchini in plastica di riciclo!  
6. Magiche lanterne - Principesse colorate  
7. Portacandela realizzato con materiali di recupero - In Arte Sy   
8. Recensione : Tutti i difetti che amo di te - scrittrice: Anna Premoli - Fantasy & Romance  
9. Scaloppine di tacchino al pompelmo rosa - Pepe, Sale e fantasia - Giusy  
10. Centro a fiori - Il salottino creativo - Giusy  
11. Il blog di Maryanne: organizer da borsetta  
12. I pesci con la stagnola da fare con i bimbi: non è una ricetta!  
13. Il Rifugio degli Elfi  
14. Poesia: Il bacio dell'estate - Anime in un orizzonte di pergamena  
15. Collezione Gorjuss - Roxy, A Colpi di Carrello - recensioni ed Eventi  
16. Insalata di riso alternativa - La Tana dell'EcoIdea  
17. Mini crostate di fragole e kiwi- ME creativeinside  
18. Tarte al cacao con ganache al cioccolato fondente e ciliegie di vignola - La passione di Laura Flore  
19. Tortellini-con salsa-messicana-L'appetito vien mangiando  
20. Torta Sailor Moon di Pane Burro e Marmellata  
21. Smoothie alle albicocche e menta - Nosugarplease  
22. Il mistero della città sommersa di RISA - Applicazioni Grafiche BLOG & Flame Creations LAB  
23. FERMALIBRI ESTIVI A FORMA DI GELATI. Lola Godoy.  
24. Fotografia è Vitta - La primavera  
25. Stéphane Lambiel Heart on Ice - Opera Pop on Ice 2015  
26. Cocomero card - Betta Scrap  
27. Gelati allo yogurt - Mamma non si nasce  
28. Everybody need a quote - MEMORIE DI UNA PERSONA  
29. Spaghetti al pesto di salvia e nocciole con briciole croccanti di prosciutto-LA PASTA RISOTTATA  
30. no-bake berry cheesecake-l'appetitovienmangiando.info  
31. Gelato al cioccolato | Hobby e Creatività  
32. Muffin Occhio Di Bue - Valentina  
33. Bandana estiva DIY-La Tana dell'EcoIdea  
34. La festa dei Pirati, torta e giochi - Cecilia di Frizzi e Particci  
35. Pizza di frutta - La bella tartaruga - Michela  
36. Cestini al profumo di ciliegia - Raggio di Sole  
37. Collane per l'estate - Pyros & Patch  
38. Del Furore di Aver Libri - Loredana Gasparri  
39. Friselle e sorprese gradite - Sabrina in Cucina  

Con questo post partecipo al Linky Party, prendendolo da Il Rifugio degli Elfi.

Ti dico che non ho sognato – Donne chiare, donne scure, Regine inarrestabili

Un altro graditissimo omaggio, e un altro viaggio ricchissimo. E' uno di quei libri che amo molto perché mi mettono in fortissima difficoltà. Carmelo Pistillo, l’autore, condivide con il fratello Luigi, di cui ho letto Il paradosso di Pancrazio, lo stesso modo di scrivere colto, ricco di citazioni e riferimenti letterari inusuali, e dotato di potere evocativo, in grado di suscitare immagini nella mente altrui, e di creare metafore tutte loro, originalissime, per esprimere situazioni e sentimenti complicati e sfumati. E’ una raccolta di racconti, “dedicato alla donna occulta, perché ogni donna chiara è anche un po’ scura. Ne esiste un’altra, molto segreta. Così come in ogni uomo è rimasta viva l’espressione di quella sognata, più scura che chiara.” Questo dice l’autore nella sua prefazione, in cui si rivolge direttamente al lettore. Sedici racconti, sedici specchi in cui appare la figura complessa di una donna, giovane, matura, adolescente, sposa, mai madre, in primo piano o sullo sfondo, sempre catalizzatrice di eventi e vittima solo apparente. Lo stile di scrittura è elevatissimo e molto flessibile. Indubbiamente colto, sa rendersi comprensibile e oscuro all’occorrenza; come i suoi personaggi, tiene sulla corda il lettore, che spesso si agita nervoso di fronte a frasi elegantemente violente, o apparentemente distratte. Alcuni di questi si sono aggrappati alla superficie del mio cuore di granito, come Donna chiara, donna scura, storia di ombre alla Hoffmann, La poltrona con il tono da giornalista di cronaca nera che scivola sui protagonisti, ma che non può fare a meno di irriderli e di compiacersi delle loro povere azioni. Il segreto di Alice è una serie di bambole russe, una più bella dell'altra, adorabili portatrici di piccoli colpi di scena uno dietro l’altro. Thérèse mi ha innervosito e Puttanazzo un po' rattristato. Ho detestato Diario in tua assenza, perché l’assenza gelida dell’amato, di qualunque sua notizia, è la peggiore delle torture cinesi, per un’impaziente come me.
Cosa penso del libro? Non è per tutti. E' per chi ama essere divertito e intrattenuto, in atmosfere alla Kafka senza sentire tutta l'angoscia e l'assenza di qualunque tipo di speranza di questo autore. Per chi ama essere messo in difficoltà e catturato da un libro, e anche un po' esasperato. Per le lettrici come me, che cercano qualcosa di più sotto i cuori di carta dei personaggi, che vogliono leggere di sentimenti e comportamenti esasperanti e del tutto originali, senza nessun conformismo al dover sentire accettato dalla società. Per le lettrici come me, che vogliono poter guardare nell'animo di donne contorte, coraggiose e crudeli, non madri e contente di non esserlo, e vedersi rispecchiate come sarebbero, se avessero preso la decisione di essere così. C'è una completa assenza di speranza, in questo libro...le donne sono tutte regine nere, animi fortissimi, capaci di sentimenti estremi, di raffinatezze crudeli tipiche di Tanizaki e di una certa letteratura giapponese, per cui le donne sono sacerdotesse assetate di sangue e di spirito maschili, venerate come idoli, e implorate di esercitare tutta la loro crudeltà nascosta sull'uomo che le ama e le adora in modo folle, autolesionista.
Inutile sottolineare che le ho amate visceralmente tutte. Tutte. Tutte mie sorelle maggiori, immagini di quello che io non potrò mai essere. Una delle ragioni che mi fa amare questo libro è proprio il suo tuffo deciso a testa in giù nel mio lato buio, costringendomi ancora una volta a guardarlo e a tenerlo a bada. Non considerate questo titolo, se volete racconti lineari e tranquilli, con una ragionevole dose di colpi di scena o di avventura. Qui non c’è nulla di ragionevole, ma tutto di onirico e contrario al sentire comune; se amate sentirvi come Alice nel Paese delle Meraviglie, che avverte brividi di disagio sotto la bellezza dei paesaggi e dei personaggi che incontrava, al contrario, accorrete a leggerlo.


LoreGasp

domenica 12 luglio 2015

Ti consiglio un libro!#3 - I dolci del cuore

Nuovamente la nostra amica Martina ci racconta un libro che le è piaciuto, le lascio immediatamente la parola:

Un giorno i ragazzi del college di Topford si riunirono perché Pamela aveva scoperto che mancava poco al compleanno del rettore e volevano fargli una festa a sorpresa.
Alcuni ragazzi prepararono la sala, altri la musica, Pamela voleva fare i dolci.
Andò nel negozio più fornito dell’isola delle Balene, lo Zanzibar, prese pirottini, stampini e tutto l’occorrente.
Il giorno della festa era tutto pronto, Pamela stava per fare i dolci quando ad un certo punto al college andò via la luce. Allora Pamela chiamò Tamara, la proprietaria dello Zanzibar, che era molto brava a fare i dolci e le chiese se avrebbero potuto andare da lei a farli, lei accettò e per ringraziarla le Tea Sisters invitarono anche lei alla festa.
La festa fu bellissima e il rettore fece i complimenti a Tamara. Tamara aveva preso la passione per i dolci da sua nonna Daisy. Le Tea Sisters sapevano che il sogno nel cassetto di Tamara era diventare pasticcera, ma aveva paura , allora chiesero aiuto a nonna Daisy.
Il piano era far fare la crostata di nonna Daisy a Tamara e alla nonna, con il risultato che la competizione finì in parità.
Le Tea Sisters e Tamara chiamarono il signore che affittava il locale dove una volta c’era la pasticceria di nonna Daisy e si diedero appuntamento.
Il signore all’inizio non voleva affittare il locale, ma poi lo fece, perché aveva capito l’importanza di quel locale per Tamara.
Dopo un po’ di tempo era tutto pronto, mancavano solo gli inviti per l’inaugurazione, però quel giorno iniziò a piovere, ma fortunatamente smise.
Il locale ebbe molto successo e a volte le Tea Sisters ci andavano anche a studiare.
La cosa più importante fu quella che Tamara capì che bisogna credere nei propri sogni e che solo così si possono avverare.

Martina - 11 anni

SimoCoppero

sabato 11 luglio 2015

Numero Zero - Guest Post#30

Come tanti di voi sanno il nostro blog è e rimane in lavorazione; nelle nostre mille o forse più variabili abbiamo incontrato una lettrice furiosa che ha accettato di ampliare e arricchire la nostra rubrica facendoci partecipi di cosa pensa di un libro da lei letto. Invito tutte le lettrici e lettori che hanno voglia di consigliare o sconsigliare un libro di mettersi in contatto con noi, sarà un piacere condividere le vostre sensazioni con tutti i nostri lettori e fans.
Evito ulteriori distrazioni e lascio la parola alla nostra amica Cristina:

Recentemente ho letto l'ultimo libro di Umberto Eco "Numero zero" edito da Bompiani.
Vorrei consigliarlo perché non é il solito libro a cui ci ha abituati: a parte l'epoca, si svolge una parte nel 1992, una tra la fine del 1945 e l'inizio degli anni 70; e' piuttosto "semplice", scorrevole; non ha "100 pagine" da superare come ne "il nome della rosa" né ci fa perdere nei meandri di un passato medioevale come ne "il pendolo di Foucault" (ADORO ENTRAMBI I LIBRI IN QUESTIONE)... A mio avviso "Numero Zero" può essere una lettura rilassante sotto l'ombrellone...

Una redazione di una testata giornalistica messa assieme in maniera raccogliticcia; un responsabile della redazione che da' ordini senza capo né coda, facendo riferimento a un editore sconosciuto; non si sa neanche chi sia, né se la pubblicazione sara' eseguita; da qui si dipana un mistero fitto che riguarda Benito Mussolini...

buona lettura 

Cristina Sassola


SimoCoppero
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