lunedì 17 febbraio 2014

L'Amanita#9 - Gens Arcana

Gens Arcana
Cecilia Randall



Dovevate saperlo e aspettarlo: prima o poi sarebbe arrivato.
Vi tocca.
Sulla copertina, che ricorda il retro di una carta di tarocchi e già questo…

Un fantasy tenebroso e potente sullo sfondo del grande Rinascimento.
Firenze, 1478. Valiano de’ Nieri discende da una delle più antiche e autorevoli famiglie di Arcani (…). Il potere arcano è immenso e Valiano è nato per essere un capo tra gli Arcani, ma ha rifiutato suo dono e la primogenitura per inseguire il sogno di una vita normale. Quando però suo padre muore in modo misterioso e l’amato fratello Angelo viene preso in ostaggio da chi avrebbe dovuto proteggerlo, Valiano capisce di non potersi sottrarre al proprio destino.

Ebbene sì: è un fantasy. Ma aspettate a cambiare blog. Sì, Lettrice Rampante, ti ho visto arricciare il naso, sai? Ed anche tu, Maria di Start from Scratch. Non ci sono maghi, né pozioni, né i soliti pseudo angeli- fustacchioni da spiaggia. Mi spiace anche per te, Loredana: non ci sono draghi.
Se la Metafisica di Aristotele non fa per voi, avete tutta la mia solidarietà ed appoggio. Eppure la magia di questo libro nasce anche dalla filosofia (l’etere, la famosa quinta essenza).
Se detestate i personaggi indecisi e rompiballe (ops), qua ne troverete parecchi. A cominciare dal protagonista Valiano, che avrei voluto prendere a calci sul sedere una pagina sì e l’altra anche.
Se siete allergici ai romanzi storici, sappiate che vi troverete nella Firenze di Lorenzo il Magnifico, con tanto di congiura de i Pazzi.
Se vi aspettate un recensione velenosa…
Mi spiace deludervi: amo immensamente questo libro.
Dall’abusato doppio complemento oggetto alle virgole: qua non sono fuori posto o qualora ce ne fossero… echissenefrega, però il pleonastico doppio complemento abbonda e mi infastidisce!
Questo libro ha cominciato a parlarmi dallo scaffale del negozio. Non lo volevo: copertina rossa e gialla, pacchiana quanto una carta di tarocchi.
Presentazione eccellente. Regola numero uno: diffidare delle fascette e dei commenti positivi riportati sulle copertine; sono come i foglietti delle avvertenze nelle medicine, comunemente chiamati “i bugiardini”.
Ho davvero opposto una strenua resistenza, ma il libro mi si è appiccicato alla mano come avesse volontà propria.
E ho amato quella Firenze rinascimentale descritta con cura.
Ho amato Valiano con tutte le sue debolezze. E tutti gli altri personaggi; non per dire, ma Manente è “un gran bel pezzo di figliolo”, un po’ particolare, già. Be’, nessuno è perfetto!
Ho amato perfino quel babbeo di Aristotele…


Ok, ho bisogno di riposo: sono (s)caduta nella sdolcinatezza.

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