giovedì 6 febbraio 2014

L'Amanita#6 - Un romanzo di Fitwilliam Darcy, gentiluomo

(Per orgoglio o per amore, Tra dovere e desiderio, Quello che resta)
Pamela Aidan


Oltre ad essere uno gnomo saccente e sputasentenze ed una “trita-castagne” fenomenale, sono pure affetta da “Janeite”: zia Jane è insuperabile e non sono disposta a ritrattare questa affermazione.
Amo Orgoglio e Pregiudizio, detesto Emma; Persuasione è il mio preferito in assoluto. Dovrei rileggere l’Abbazia di Northanger: l’ho già rispolverato da un po’, ma c’è sempre qualche altro libro che mi distrae…
Potevo resistere ad un romanzo su Darcy, nonostante il grave difetto della trilogia? Avevo perfino la possibilità di un “acquisto in blocco” scontato.
Insomma, ho opposto la stessa strenua resistenza che oppone Loredana (dov’è la cassa?).
 …
Come? Sì, sto titubando.
Non dico che l’ho odiato.
Anzi, nell’insieme è una lettura gradevole, nonostante un secondo volume senza senso, con un tentativo poco riuscito di imitare un romanzo “gotico”.
Partiamo dai lati positivi: la Aidan ha costruito attorno al suo Darcy un mondo storicamente attendibile; il nostro “gentiluomo” si muove più o meno a suo agio in un’Inghilterra Regency ben descritta (a volte fin troppo dettagliatamente!) e questa attenzione merita tanto di cappello.
Certe scene sono spassose, come alcuni personaggi “inventati”: Fletcher (il valletto di Darcy ama le cravatte fantasiose e cita continuamente Shakespeare in modo pertinente e spiritoso) o Lord Dyfed (amico dai tempi del college, personalità poliedrica) sono veramente ben riusciti.
Bingley e le sorelle, l’impareggiabile lady Catherine, il colonnello Fitzwilliam, come altri personaggi usciti dalla penna della zia, sono molto fedeli all’originale.
Georgiana mi lascia un po’ perplessa, ma concedo alla Aidan la libera interpretazione della conclusione originale: Elizabeth esercita un’influenza positiva sulla giovane cognata.
Darcy è diventato un precursore del giovane Werther. Mi sembra completamente fuori dalla sua epoca.
Sono arrivata a detestarlo.
Al secondo libro mi sono detta: “non stai leggendo la versione di P&P secondo Darcy, ma un libro ambientato in epoca Regency; i personaggi sono ispirati ad un libro che ti piace. Stop”.
E sopra tutte le elucubrazioni possibili ed immaginabili, una domanda rifulge:
Zia Jane – IN UN SOLO LIBRO – è riuscita a parlare di 5 sorelle e tutto il loro mondo… ma perché, perché, perché sbrodolare “fratello&sorella Darcy” in tre libri (e salassare il borsellino)?!


2 commenti:

  1. Potete dirmi “il dogma dell’infallibilità papale” è un’immensa castroneria: alzo tranquillamente le spalle.
    Ma guai a chi osa contestare zia Jane: “anatema sit!” ;-)

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