giovedì 20 febbraio 2014

L'Amanita#10 - Il giardino degli oleandri

Il giardino degli oleandri
Rosa Ventrella



Una saga familiare con il volto di quattro donne coraggiose ed uniche.
Il profumo di una terra magica, la Puglia.
Donna di rara e profonda bellezza, la Margiala ha il potere di lenire i dolori dei neonati, è aiuto prezioso durante i parti e all’occorrenza è in grado di togliere il malocchio.
Ha tre figlie: Rosetta, Cornelia e Diamante.
La prima è bella, selvaggia come lei.
La seconda ha i capelli color miele e gli occhi chiari del padre.
Diamante invece è paffuta e la sua testa è sempre arruffata da quei ricci indomiti come il suo carattere ribelle.

Poteva un libro con la parola giardino sfuggirmi?
Seguito poi dalla definizione saga familiare al femminile…
Ero già alla cassa bramosa e consenziente.
Atmosfere torbide e morbose scritte in un linguaggio pesante.
Le pagine trasudano quel senso di oppressione che schiaccia una donna, semplicemente perché è nata femmina; leggiamo il desiderio di libertà e di riscatto di queste donne, ma alla fine la loro vera vita è nascosta… argh!
È stato come tornare bambina (il millennio scorso, urca!) e riascoltare i racconti di nonna-bis: “quando ero giovane io…”. Anche se l’antenata, classe 1900 “tondo-tondo”, era veneta e tra Puglia e Veneto alcune differenze erano abissali, la condizione della donna non cambiava. All’epoca, una donna senza marito era meno donna, una specie di Cenerentola destinata ad assistere i genitori; ho zanne ed artigli sfoderati, gli occhi iniettati di sangue, e tra un po’ emano spore velenose…
Tutto sommato è un libro interessante, ma continuo a preferire la prosa anglofona ed un’ambientazione meno opprimente.
Insomma, mi sembrava di leggere un’imitazione di Verga!
E NON intende essere un complimento: ho sempre detestato Verga.


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